The voice senior, regna la pace a Villa Arzilla: il pubblico premia l’intrattenimento senza ansie
di Antonio DipollinaI sogni non vanno in pensione, dice in avvio Antonella Clerici. Casomai la pensione diventa un sogno, ma questa è un’altra storia. Che non c’entra con The voice senior, settima edizione, talent attempato nel venerdì sera di Rai 1. Succede che al debutto gli spettatori siano il doppio rispetto ai dirimpettai del Grande fratello. Se fosse il contrario, ripartirebbero analisi socio-mediatiche come ai bei tempi. Invece così non si eccita nessuno e al massimo si prende atto della persistente voglia di intrattenimento senza ansie del residuo pubblico generalista.
L’ansia peraltro non farebbe bene vista l’età media, di quelli del talent e degli spettatori. L’X Factor di Villa Arzilla riparte con la sfilata di quelli che non ce l’hanno fatta, hanno superato i 60 — limite obbligatorio d’accesso — hanno coltivato velleità musicali e canterine ma la vita, o i suoi annessi e connessi, gli ha giocato contro. La rivincita si consuma selezionando in partenza quelli bravi davvero, o almeno all’altezz…
I sogni non vanno in pensione, dice in avvio Antonella Clerici. Casomai la pensione diventa un sogno, ma questa è un’altra storia. Che non c’entra con The voice senior, settima edizione, talent attempato nel venerdì sera di Rai 1. Succede che al debutto gli spettatori siano il doppio rispetto ai dirimpettai del Grande fratello. Se fosse il contrario, ripartirebbero analisi socio-mediatiche come ai bei tempi. Invece così non si eccita nessuno e al massimo si prende atto della persistente voglia di intrattenimento senza ansie del residuo pubblico generalista.
L’ansia peraltro non farebbe bene vista l’età media, di quelli del talent e degli spettatori. L’X Factor di Villa Arzilla riparte con la sfilata di quelli che non ce l’hanno fatta, hanno superato i 60 — limite obbligatorio d’accesso — hanno coltivato velleità musicali e canterine ma la vita, o i suoi annessi e connessi, gli ha giocato contro. La rivincita si consuma selezionando in partenza quelli bravi davvero, o almeno all’altezza — niente Corride o gente da dileggiare. Poi ci sono i giudici-coach in attesa di formare le squadre. Arisa, Rocco Hunt, Clementino, Nek confermati: il programma ha raggiunto prestigio tale che, se si registra la defezione di Loredana Bertè, arriva Fiorella Mannoia con il suo carico di autorevolezza. Va da sé, al momento giusto scatta il duetto tra la brava concorrente che ha interpretato il brano di Mannoia e Mannoia stessa.
Unico problema, forse: nelle prime edizioni dilagava un tono assai grezzo e godibile, con i semi-professionisti allo sbaraglio. Ora il format impone regole ferree, quasi tutti hanno una storia triste alle spalle e cercano riscatto. Ma rimane l’impressione che a funzionare, e a radunare il pubblico, sia soprattutto la pace che regna e l’assenza di qualsiasi trappola emotiva imprevista. Un programma dove non strilla nessuno, un valore vissuto pressoché come una conquista.
***
Clementino: “Cosa dice un atomo quando incontra un altro atomo? Uè, fràt’omo” (Sull’umorismo dei giudici di The voice senior bisogna invece lavorare).