Travolti da successo eccessivo, andarono per il mondo. È tutta colpa, ossia merito, degli spagnoli di Machos Alfa, la serie che gioca sul concetto di decostruzione della mascolinità tossica per quattro amici quarantenni, alle prese con il bailamme sentimentale tipico dei tempi e dell’età, nonché più in generale del rapporto con l’esistenza. Arrivati alla quinta stagione, gli spagnoli stanno arrancando un po’, cercando modi per andare avanti. Ma appunto, il progetto si è internazionalizzato ed è sbarcato anche da noi — Maschi veri, su Netflix come l’originale — arrivando in breve alla seconda stagione.
"Maschi veri 2", il 7 ottobre la nuova stagione della serie Netflix
Il senso: l’impianto deve restare quello della serie iberica, dopodiché sono consentite deviazioni a piacere. Ci sono Pietro Sermonti, Matteo Martari, Maurizio Lastrico, Francesco Montanari. E c’è l’eserci…
Travolti da successo eccessivo, andarono per il mondo. È tutta colpa, ossia merito, degli spagnoli di Machos Alfa, la serie che gioca sul concetto di decostruzione della mascolinità tossica per quattro amici quarantenni, alle prese con il bailamme sentimentale tipico dei tempi e dell’età, nonché più in generale del rapporto con l’esistenza. Arrivati alla quinta stagione, gli spagnoli stanno arrancando un po’, cercando modi per andare avanti. Ma appunto, il progetto si è internazionalizzato ed è sbarcato anche da noi — Maschi veri, su Netflix come l’originale — arrivando in breve alla seconda stagione.
"Maschi veri 2", il 7 ottobre la nuova stagione della serie Netflix
Il senso: l’impianto deve restare quello della serie iberica, dopodiché sono consentite deviazioni a piacere. Ci sono Pietro Sermonti, Matteo Martari, Maurizio Lastrico, Francesco Montanari. E c’è l’esercito al femminile di mogli ed ex — Sarah Felberbaum, Laura Adriani, Thony, Nicole Grimaudo eccetera, nuovi ingressi per movimentare la trama, partecipazioni speciali (Alessio Boni, Luca Bizzarri, Carolina Crescentini) e, in avvio, c’è Ilenia Pastorelli nel ruolo della escort che insegna la vita agli altri ed è da applausi.
Rispetto agli spagnoli, molto più accaniti nelle prime stagioni a mantenere la comedy con toni spesso almodovariani (più o meno, diciamo) qui si finisce inevitabilmente nel mood di tante trame sentimentali dei film-commedia che da noi impazzano da anni. E però c’è un vantaggio: non la si fa troppo lunga con la questione del maschio destrutturato e dell’impossibilità di gestirsi come tali: e tutto diventa un rimbalzo continuo tra prendersi, lasciarsi, sognare, inseguire progetti, desiderare figli o il contrario e così via. Non è un male, anche e soprattutto perché tutti si impegnano a sprigionare la giusta empatia. E alla fine si segue l’insieme con leggerezza totale: perdendo di vista, ma a fin di bene, l’obiettivo socio-qualcosa di partenza.
***
A una festa, compare anche lo scrittore snob. La sua fidanzata molto più pop tenta di coinvolgerlo: “Guarda, c’è Giuliana del Grande fratello”. E lui, serissimo: “Non capisco cosa c’entri quella con il capolavoro di Orwell”.