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Con ricci/forte, spettacolo-denuncia
contro il bullismo omofobico

I due autori-registi firmano per la rassegna "Garofano verde",  "Still life" dove additano nell'ipocrisia sociale la causa di certe forme di violenza contro la diversità.La performance, in scena martedì al Teatro Argentina di Roma dove se ne vedranno delle belle, è dedicato a Davide il ragazzo romano omosessuale che si è tolto la vita a 15 anni perchè preso in giro dai suoi compagni di scuola
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Una delle compagnie del teatro alternativo italiano più amate, seguite, osannate, anche all’estero, per l’energia giovanile dei suoi spettacoli violenti e intimisti, iconoclasti rispetto alla convenzione, ci restituisce una immagine fulminante, terribile del nostro presente. Col nuovo lavoro, Still life, che si vedrà al Teatro Argentina di Roma il 25 (si parla di acqua, vernice e la scena stravolta per l'occasione) , “ricci/forte”, Stefano Ricci e Gianni Forte con i loro attori Anna Gualdo, Giuseppe Sirtori, Fabio Gomiero, Liliana Laera, Francesco Scolletta, firmano un atto d’accusa contro l’ipocrisia, «l’ignavia — dicono loro — che circonda da noi il bullismo omofobico e più in generale il tema della discriminazione identitaria, del mobbing psicologico che diventa violenza di ragazzi e ragazze contro altri ragazzi e ragazze semplicemente perché sono diversi, fuori dal gregge».


Dedicato a Dav…
Una delle compagnie del teatro alternativo italiano più amate, seguite, osannate, anche all’estero, per l’energia giovanile dei suoi spettacoli violenti e intimisti, iconoclasti rispetto alla convenzione, ci restituisce una immagine fulminante, terribile del nostro presente. Col nuovo lavoro, Still life, che si vedrà al Teatro Argentina di Roma il 25 (si parla di acqua, vernice e la scena stravolta per l'occasione) , “ricci/forte”, Stefano Ricci e Gianni Forte con i loro attori Anna Gualdo, Giuseppe Sirtori, Fabio Gomiero, Liliana Laera, Francesco Scolletta, firmano un atto d’accusa contro l’ipocrisia, «l’ignavia — dicono loro — che circonda da noi il bullismo omofobico e più in generale il tema della discriminazione identitaria, del mobbing psicologico che diventa violenza di ragazzi e ragazze contro altri ragazzi e ragazze semplicemente perché sono diversi, fuori dal gregge».


Dedicato a Davide.
Lo spettacolo — un omaggio alla rassegna “Garofano verde” e alle persone, a cominciare dal direttore Rodolfo Di Giammarco, che hanno investito tante stagioni sul tema dell’omosessualità e quest’anno si sono trovati per contrattempi amministrativi e politici senza sostegni per fare un programma — è un «massacro a cinque voci per una vittima», spiegano ricci/forte, in ricordo di Davide, il ragazzo di Roma, che si uccise a novembre a 15 \anni, dopo che da un anno i compagni di scuola lo prendevano in giro perché si metteva lo smalto sulle unghie e vestiva di rosa. «Noi ne parliamo perché la diversità è un tema intimamente legato al teatro, e tanto più a noi da sempre additati come qualcosa di differente. Ma noi abbiamo la fortuna di poter dire la nostra con l’arte. Un adolescente isolato dal gruppo invece finisce per ricorrere a gesti estremi. E ormai siamo allo sterminio».



Una conferenza emotiva. Still life, immaginato come una “conferenza”, con la forza fisica e emotiva del teatro di ricci/forte, addita nell’indifferenza sociale, politica una delle ragioni delle discriminazioni. «Sul rispetto delle scelte e delle nature degli individui, ci vorrebbe una presa di responsabilità dei cittadini nella polis. Non basta scrivere “mi dispiace” su Facebook quando accadono atti di violenza o lavarsi le mani con frasi di circostanza; il Presidente Napolitano non può pensare di affrancarsi con la frase “sono contro le discriminazioni”. È un po’ poco, diciamo noi. Diciamo che questa è già l’anticamera alla repressione. Diciamo che ci vogliono atti di coraggio se vogliamo il rispetto di tutte le libertà».