ROMA - Il calciatore leggendario e non convenzionale Gigi Meroni, il musicista poliziotto per i Manetti Bros, oppure l'irlandese con vocazioni mistiche Thomas Magill. Le tante facce di Alessandro Roja che si divide tra il cinema, la tv - alla quale deve la prima popolarità come il Dandi di Romanzo Criminale - e il teatro, che lo vede in questi giorni sul palco del Litta di Milano con Misterman, il monologo di Enda Walsh (con la regia di Luca Ricci) con il quale si trasforma in una decina di personaggi: "Sono quelli del villaggio irlandese dove vive Thomas Magill, del quale raccontiamo una giornata. Un ragazzo che non riesce a sostenere la violenza di certe dinamiche sociali, non riesce a sostenere il dolore. Reagisce diventando un fanatico della fede, e sentendosi un eletto da Dio è pronto a giudicare, anche usando la violenza".
Dopo Milano, lo spettacolo sarà a Roma, dal 5 al 10 novembre al Teatro dell'Orologio, in contemporanea con la presenza di Alessandro Roja al Festival del Film della capitale dove è protagonista di Song'e Napule, il nuovo film dei Manetti Bros: "E qui sono un musicista napoletano che odia la sua città e la accusa di tutti gli stereotipi che possiamo immaginare: è sporca, rumorosa, anarchica... Fino a che - grazie alla raccomandazione di mammà - non diventerà un poliziotto costretto a infiltrarsi in un gruppo di cantanti neomelodici. Insomma uno che sta sempre al posto sbagliato nel momento sbagliato". La cosa più divertente? "I Manetti non volevano che parlassi un napoletano corretto, visto che il personaggio cerca di mascherare la sua origine. E così da infiltrato sarà costretto a imparare una lingua che non riesce più a parlare. È una commedia poliziesca, nello spirito pulp dei Manetti".
Ma dall'11 novembre Roja sarà anche in televisione, su RaiUno, protagonista di La farfalla granata, di Paolo Poeti. Un film per il piccolo schermo che racconta la vita di Gigi Meroni, talentuoso e sfortunato giocatore del Torino, morto investito da un'auto a soli 24 anni: "Conoscevo la sua storia, da tifoso di calcio - racconta Roja - ma aveva una personalità così unica e contro le convenzioni che è un personaggio raro. È morto in un momento altissimo della sua carriera, ma era pronto a mettere tutto in discussione per amore. Era innamorato di una donna sposata nella prima metà degli anni Sessanta, in un'Italia in cui non esisteva il divorzio. La sua coerenza è diventata parte del mito".
E ancora, spiega l'attore, "ho cercato di evitare il confronto con il Meroni reale, scegliendo di non parlare con i suoi amici. Volevo raccontare da contemporaneo un altro giovane della sua epoca, il suo romanticismo e la sua poesia. E poi ho studiato il suo modo di camminare, di pronunciare alcune parole. E i commenti dei suoi vecchi compagni di squadra a Torino, dove il film è stato presentato in anteprima, mi hanno ripagato del lavoro fatto".
Dopo Milano, lo spettacolo sarà a Roma, dal 5 al 10 novembre al Teatro dell'Orologio, in contemporanea con la presenza di Alessandro Roja al Festival del Film della capitale dove è protagonista di Song'e Napule, il nuovo film dei Manetti Bros: "E qui sono un musicista napoletano che odia la sua città e la accusa di tutti gli stereotipi che possiamo immaginare: è sporca, rumorosa, anarchica... Fino a che - grazie alla raccomandazione di mammà - non diventerà un poliziotto costretto a infiltrarsi in un gruppo di cantanti neomelodici. Insomma uno che sta sempre al posto sbagliato nel momento sbagliato". La cosa più divertente? "I Manetti non volevano che parlassi un napoletano corretto, visto che il personaggio cerca di mascherare la sua origine. E così da infiltrato sarà costretto a imparare una lingua che non riesce più a parlare. È una commedia poliziesca, nello spirito pulp dei Manetti".
Ma dall'11 novembre Roja sarà anche in televisione, su RaiUno, protagonista di La farfalla granata, di Paolo Poeti. Un film per il piccolo schermo che racconta la vita di Gigi Meroni, talentuoso e sfortunato giocatore del Torino, morto investito da un'auto a soli 24 anni: "Conoscevo la sua storia, da tifoso di calcio - racconta Roja - ma aveva una personalità così unica e contro le convenzioni che è un personaggio raro. È morto in un momento altissimo della sua carriera, ma era pronto a mettere tutto in discussione per amore. Era innamorato di una donna sposata nella prima metà degli anni Sessanta, in un'Italia in cui non esisteva il divorzio. La sua coerenza è diventata parte del mito".
E ancora, spiega l'attore, "ho cercato di evitare il confronto con il Meroni reale, scegliendo di non parlare con i suoi amici. Volevo raccontare da contemporaneo un altro giovane della sua epoca, il suo romanticismo e la sua poesia. E poi ho studiato il suo modo di camminare, di pronunciare alcune parole. E i commenti dei suoi vecchi compagni di squadra a Torino, dove il film è stato presentato in anteprima, mi hanno ripagato del lavoro fatto".