ROMA - Sedurre significa non dover mai dire scusa. Ha un po' il sapore di una frase da Baci Perugina ma è anche una delle regole fondamentali di seduzione impartite in questi giorni - e fino al 10 novembre - al Teatro Golden di Roma. Docente d'eccezione, Carolina Crescentini, una delle più belle e brave attrici giovani del nostro cinema, stavolta però prestata al palcoscenico per Sette ore per farti innamorare, commedia tratta dal romanzo del suo compagno di scena, Giampaolo Morelli, che ha scritto lo spettacolo insieme a Gianluca Ansanelli, che cura la regia. "Il mio personaggio è Valeria - racconta Carolina Crescentini - una coach che tiene corsi di seduzione. E non sa quanti ce ne sono nella realtà. Mi sono documentata. In America e nel resto d'Europa spopolano. Aiutano gli uomini a non avere paura delle donne e anche ad acquisire un po' di autostima. Insomma, siamo in zona psicologo".
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Carolina, lei seguirebbe un corso del genere?
"Forse basterebbe un po' più di semplicità nei rapporti. Se ti avvicini a qualcuno con sincerità e un po' di ironia, tutto diventa più facile".
Dice di essersi documentata. Ha imparato qualche trucco efficace?
"C'è una regola che mi piace: togli l'audio. Non ascoltare quello che una persona ti sta dicendo, ma guarda ai fatti, al linguaggio del corpo. Lo sto sperimentando di persona e secondo me funziona. E poi, attenzione a non rivolgersi alle persone cominciando la frase con 'scusa', perché indica insicurezza. Non ci avevo mai pensato prima, a me capita di chiedere scusa cento volte. Infine, giocare con l'ironia. Le risate sono reazioni sincere, non si riesce a fingere".
Ha appena finito di girare Allacciate le cinture di Ferzan Ozpetek e anche questa commedia teatrale potrebbe arrivare al cinema.
"C'è questa possibilità, sempre che la crisi ce lo permetta. Per me sarebbe una soddisfazione, io in teatro ci sono arrivata in punta di piedi, avevo già fatto delle cose ma mi muovo in maniera silenziosa, ho grande rispetto. È una recitazione completamente diversa da quella del cinema. Lì devi giocare sui piccoli dettagli, con l'interiorità. A teatro devi essere bene attenta invece a quello che hai intorno, adeguare il tuo lavoro al pubblico che reagisce in modo immediato alle tue battute. Una grande palestra".
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Carolina, lei seguirebbe un corso del genere?
"Forse basterebbe un po' più di semplicità nei rapporti. Se ti avvicini a qualcuno con sincerità e un po' di ironia, tutto diventa più facile".
Dice di essersi documentata. Ha imparato qualche trucco efficace?
"C'è una regola che mi piace: togli l'audio. Non ascoltare quello che una persona ti sta dicendo, ma guarda ai fatti, al linguaggio del corpo. Lo sto sperimentando di persona e secondo me funziona. E poi, attenzione a non rivolgersi alle persone cominciando la frase con 'scusa', perché indica insicurezza. Non ci avevo mai pensato prima, a me capita di chiedere scusa cento volte. Infine, giocare con l'ironia. Le risate sono reazioni sincere, non si riesce a fingere".
Ha appena finito di girare Allacciate le cinture di Ferzan Ozpetek e anche questa commedia teatrale potrebbe arrivare al cinema.
"C'è questa possibilità, sempre che la crisi ce lo permetta. Per me sarebbe una soddisfazione, io in teatro ci sono arrivata in punta di piedi, avevo già fatto delle cose ma mi muovo in maniera silenziosa, ho grande rispetto. È una recitazione completamente diversa da quella del cinema. Lì devi giocare sui piccoli dettagli, con l'interiorità. A teatro devi essere bene attenta invece a quello che hai intorno, adeguare il tuo lavoro al pubblico che reagisce in modo immediato alle tue battute. Una grande palestra".