Beppe Fiorello è di nuovo Modugno: adesso il "sogno" si sposta in teatro
Laura Muzzi, LAURA MUZZIDopo il successo della fiction di RaiUno, l'attore in scena con "Penso che un sogno così...". "Attraverso le canzoni del grande Mimmo racconto la mia storia e il rapporto con mio padre". Dopo l'Italia lo spettacolo debutterà anche negli Stati Uniti
ROMA - Beppe Fiorello torna a indossare i panni di Domenico Modugno (portati con successo in tv, nella fiction di RaiUno campione d'ascolti) ma questa volta lo fa in teatro e per raccontare una storia molto più personale: la sua. L'attore sarà in scena all'Ambra Jovinelli di Roma dal 30 gennaio al 16 febbraio del 2014 con Penso che un sogno così... (la turnée è iniziata il 22 novembre) uno spettacoli in cui, racconta l'attore, "salgo a bordo del deltaplano delle canzoni di Domenico Modugno e sorvolo la mia infanzia, la Sicilia e l'Italia di quegli anni, le facce, le persone, vicende buffe, altre dolorose, altre nostalgiche e altre ancora che potranno sembrare incredibili. È davvero difficile descrivere con parole la trama di questo spettacolo".
LA VIDEOINTERVISTA
In Penso che un sogno così... Fiorello incontra (e parla con) se stesso bambino, ride della sua timidezza, ormai superata, e fa rivivere le storie, le immagini e i rac…
LA VIDEOINTERVISTA
In Penso che un sogno così... Fiorello incontra (e parla con) se stesso bambino, ride della sua timidezza, ormai superata, e fa rivivere le storie, le immagini e i rac…
ROMA - Beppe Fiorello torna a indossare i panni di Domenico Modugno (portati con successo in tv, nella fiction di RaiUno campione d'ascolti) ma questa volta lo fa in teatro e per raccontare una storia molto più personale: la sua. L'attore sarà in scena all'Ambra Jovinelli di Roma dal 30 gennaio al 16 febbraio del 2014 con Penso che un sogno così... (la turnée è iniziata il 22 novembre) uno spettacoli in cui, racconta l'attore, "salgo a bordo del deltaplano delle canzoni di Domenico Modugno e sorvolo la mia infanzia, la Sicilia e l'Italia di quegli anni, le facce, le persone, vicende buffe, altre dolorose, altre nostalgiche e altre ancora che potranno sembrare incredibili. È davvero difficile descrivere con parole la trama di questo spettacolo".
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In Penso che un sogno così... Fiorello incontra (e parla con) se stesso bambino, ride della sua timidezza, ormai superata, e fa rivivere le storie, le immagini e i racconti del padre attraverso un vastissimo repertorio di canzoni di Modugno. "Mio padre voleva fare l'artista ma non è mai riuscito a realizzare quel sogno perché non era facile. Lui è il protagonista di questo spettacolo, quindi finalmente ho realizzato il suo sogno: salire sul palcoscenico e fargli raccontare una storia." Si dice felice, sereno e concentrato su questo progetto, iniziato il 22 novembre a Civitavecchia e che lo porterà nei prossimi mesi a girare per i teatri di tutta Italia. E non solo. Dopo aver toccato 34 città italiane, Fiorello porterà lo spettacolo anche ad Atlantic City e Foxwood. E questo, a detta del suo produttore, "perché Beppe è un po' pigro e non vuole allontanarsi troppo" perché le tappe del tour americano "potrebbero moltiplicarsi rapidamente".
Ma davvero la storia di Beppe Fiorello può suscitare tanto interesse? In realtà lo spettacolo, scritto da Fiorello insieme a Vittorio Moroni e con la regia di Giampiero Solari, racconta emozioni, vissuti, legami che travalicano i confini dell'autobiografia dell'attore e coinvolgono lo spettatore che si specchia nei rapporti padre-figlio, rivive sulla sua pelle le atmosfere di un'Italia che sta crescendo, in pieno boom economico, e si emoziona sulle note di Domenico Modugno.
"Modugno per me non è stato solo una storia da raccontare - spiega Fiorello - o un personaggio da interpretare, ma la possibilità di ritrovare un tempo lontano rimasto sempre dentro di me. Ricordo, e sembra ieri, quando lo vedevo in televisione in bianco e nero. Era così forte, sfrontato, sicuro di sé. Ci sedevamo sul divano e rimanevamo incantati a guardarlo. Mi voltavo verso mio padre e la somiglianza era impressionante. Sembravano due fratelli. Con mio padre - conclude Fiorello - facevamo dei viaggi lunghissimi in macchina verso il mare. E anche allora Modugno era lì, instancabile colonna sonora impressa nella mia memoria".
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In Penso che un sogno così... Fiorello incontra (e parla con) se stesso bambino, ride della sua timidezza, ormai superata, e fa rivivere le storie, le immagini e i racconti del padre attraverso un vastissimo repertorio di canzoni di Modugno. "Mio padre voleva fare l'artista ma non è mai riuscito a realizzare quel sogno perché non era facile. Lui è il protagonista di questo spettacolo, quindi finalmente ho realizzato il suo sogno: salire sul palcoscenico e fargli raccontare una storia." Si dice felice, sereno e concentrato su questo progetto, iniziato il 22 novembre a Civitavecchia e che lo porterà nei prossimi mesi a girare per i teatri di tutta Italia. E non solo. Dopo aver toccato 34 città italiane, Fiorello porterà lo spettacolo anche ad Atlantic City e Foxwood. E questo, a detta del suo produttore, "perché Beppe è un po' pigro e non vuole allontanarsi troppo" perché le tappe del tour americano "potrebbero moltiplicarsi rapidamente".
Ma davvero la storia di Beppe Fiorello può suscitare tanto interesse? In realtà lo spettacolo, scritto da Fiorello insieme a Vittorio Moroni e con la regia di Giampiero Solari, racconta emozioni, vissuti, legami che travalicano i confini dell'autobiografia dell'attore e coinvolgono lo spettatore che si specchia nei rapporti padre-figlio, rivive sulla sua pelle le atmosfere di un'Italia che sta crescendo, in pieno boom economico, e si emoziona sulle note di Domenico Modugno.
"Modugno per me non è stato solo una storia da raccontare - spiega Fiorello - o un personaggio da interpretare, ma la possibilità di ritrovare un tempo lontano rimasto sempre dentro di me. Ricordo, e sembra ieri, quando lo vedevo in televisione in bianco e nero. Era così forte, sfrontato, sicuro di sé. Ci sedevamo sul divano e rimanevamo incantati a guardarlo. Mi voltavo verso mio padre e la somiglianza era impressionante. Sembravano due fratelli. Con mio padre - conclude Fiorello - facevamo dei viaggi lunghissimi in macchina verso il mare. E anche allora Modugno era lì, instancabile colonna sonora impressa nella mia memoria".