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Il circo e l'amore: così un tendone diventa poesia

A Roma dal 13 dicembre al 6 gennaio "ECCI! El Grito Christmas Church": cinque compagnie per il Festival di circo contemporaneo organizzato dagli artisti Giacomo Costantini e Fabiana Ruiz Diaz. Un progetto nato in coppia (e a mezz'aria) e diventato una grande passione
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IL circo, dice lui, è cosa semplice. È fatto di movimento e di abilità. Il circo, dice lei, è cosa poetica. Quando scivolo sui nastri, oltre che il corpo, metto in moto la fantasia. Lui è romano, si chiama Giacomo Costantini, è un circense appassionato di logica, fisica teorica e cibernetica, ma ha iniziato a esibirsi come acrobata di strada. Era il '97, aveva 15 anni e posava il cappello nelle piazze del centro di Roma. In pochi resistevano al ragazzino acrobata e giocoliere. A vent'anni crea il Circo Metafisico, circo dell'assurdo ispirato all'opera e al cinema di Jodorowski. Nel 2005 parte con il Circo Acquatico Bellucci. Lei si chiama Fabiana Ruiz Diaz, è uruguaiana di Montevideo, inizia con la musica e finisce acrobata aerea. Specialità: i due nastri che pendono dal cielo, sui quali si sente a casa. Costatini e Ruiz Diaz si incontrano nel 2006 durante un galà dei circhi italiani e non si lasciano più. Insieme f…
IL circo, dice lui, è cosa semplice. È fatto di movimento e di abilità. Il circo, dice lei, è cosa poetica. Quando scivolo sui nastri, oltre che il corpo, metto in moto la fantasia. Lui è romano, si chiama Giacomo Costantini, è un circense appassionato di logica, fisica teorica e cibernetica, ma ha iniziato a esibirsi come acrobata di strada. Era il '97, aveva 15 anni e posava il cappello nelle piazze del centro di Roma. In pochi resistevano al ragazzino acrobata e giocoliere. A vent'anni crea il Circo Metafisico, circo dell'assurdo ispirato all'opera e al cinema di Jodorowski. Nel 2005 parte con il Circo Acquatico Bellucci. Lei si chiama Fabiana Ruiz Diaz, è uruguaiana di Montevideo, inizia con la musica e finisce acrobata aerea. Specialità: i due nastri che pendono dal cielo, sui quali si sente a casa. Costatini e Ruiz Diaz si incontrano nel 2006 durante un galà dei circhi italiani e non si lasciano più. Insieme fondano El Grito, compagnia circense che inizia in coppia, poi si apre ad altri artisti, e che dal 2011 ha perfino un tendone di proprietà. Lo stesso che in questi giorni è piantato a Roma, in via Norvegia, vicino all'Auditorium - Parco della Musica.

Dal 6 dicembre al 6 gennaio la Fondazione Musica per Roma ha dato carta bianca a Giacomo Costantini il quale ha organizzato un Festival di Circo Contemporaneo sotto il suo chapiteau: "ECCI! El Grito Christmas Circus". Cinque le compagnie invitate. Costantini e Ruiz Diaz, padroni di casa, proporranno i tre spettacoli del loro repertorio. Dal 13 al 15 dicembre (con due repliche al giorno) saranno nel loro nuovo Drum and Circus, storia poetica sull'unione della musica con l'arte circense iniziata, per l'esattezza, 267 anni fa. Dal 19 al 22 dicembre arrivano Girovago e Rondella con Manoviva; il 26 e il 29 il duo molto acrobatico Donati-Olesen in Comedy Show; il 27 e il 28 Clown in libertà del Teatro Necessario; il primo e il 2 gennaio Kalabazi della clown giramondo, ma di origine brasiliana, Jessica Arpin. Dal 3 al 6 gennaio torna il duo di El Grito con tre spettacoli: 20 decibel (che il 3 e 4 gennaio prevede repliche solo alle 21), Scrath & Stretch che fu il primo (il 5) e ancora Drum and Circus come gran finale il 6.


Sorprendere il pubblico è la peculiarità del circo contemporaneo. Non utilizzando gabbie o stumenti del circo tradizionale, gli artisti circensi di oggi non sono mai dove te li aspetti. Propongono le loro invenzioni - semplici, fatte di piccole cose - attraverso il teatro, la musica, la danza, la pantomima, e alle volte anche le arti plastiche. Di due palloncini azzurri fanno un aereo; di una pioggia di frammenti di carta, un'atmosfera. Giacomo Costantini è saltimbanco, giocoliere, equilibrista. È bello e piuttosto grande. Si carica del corpo minuto della sua compagna come sollevasse una farfalla. Fabiana Ruiz Diaz sembra una Gelsomina un po' vaga; in realtà sa bene che cosa vuole. Il vuoto, l'aria, il cielo sono il suo regno. Solleva i piedi da terra e il suo corpo si fa pura poesia. Percorre i due nastri con saggezza, se ne avvolge, vi volteggia all'interno, si lascia precipitare. Si vede che i due di El Grito lavorano, che provano sempre, si vede che amano il loro mestiere. Nulla di meglio, questa loro passione, per appassionare anche il pubblico.