"100% Tricicle", il gusto di ridere senza sosta. "Contro la crisi, diamo ossigeno allo spirito"
Simona Spaventa, <em class="author">SIMONA SPAVENTA</em>Per la prima volta in Italia (a Milano dall'11 al 16 marzo, poi a Torino, Genova, Mestre) i tre mimi catalani che promettono "una risata ogni dieci secondi" con il loro humour gestuale: "Il nostro unico strumento è il corpo"
MILANO - La loro è una comicità tutta fisica, che affonda nel mimo e ricorda le gag senza parole di Buster Keaton, Tati e Chaplin, con incursioni nell'irriverenza politically incorrect dei Monty Python. Sono i Tricicle 2, trio catalano che da Barcellona arriva in Italia per la prima volta per un tour che sia apre a Milano, al Teatro Nuovo dall'11 al 16 marzo, per toccare poi Torino, Genova, Mestre.
"Una risata ogni dieci secondi" è la promessa che occhieggia già dal cartellone del loro show 100% Tricicle, un "the best of" che riunisce gli sketch degli ultimi sette spettacoli (da Manicomic a Exit, da Slastic a Terrrific, fino agli ultimi Entretres, Sit e Garrick) tutti firmati da Joan Grácia, Carles Sans e Paco Mir. Ovvero i Tricicle originari, fondati nel 1979 e diventati nel tempo così celebri e richiesti da creare una seconda compagnia, i Tricicle 2, appunto. Accadde nel 1998, e da allora i "cloni" Eduard M&eacu…
"Una risata ogni dieci secondi" è la promessa che occhieggia già dal cartellone del loro show 100% Tricicle, un "the best of" che riunisce gli sketch degli ultimi sette spettacoli (da Manicomic a Exit, da Slastic a Terrrific, fino agli ultimi Entretres, Sit e Garrick) tutti firmati da Joan Grácia, Carles Sans e Paco Mir. Ovvero i Tricicle originari, fondati nel 1979 e diventati nel tempo così celebri e richiesti da creare una seconda compagnia, i Tricicle 2, appunto. Accadde nel 1998, e da allora i "cloni" Eduard M&eacu…
MILANO - La loro è una comicità tutta fisica, che affonda nel mimo e ricorda le gag senza parole di Buster Keaton, Tati e Chaplin, con incursioni nell'irriverenza politically incorrect dei Monty Python. Sono i Tricicle 2, trio catalano che da Barcellona arriva in Italia per la prima volta per un tour che sia apre a Milano, al Teatro Nuovo dall'11 al 16 marzo, per toccare poi Torino, Genova, Mestre.
"Una risata ogni dieci secondi" è la promessa che occhieggia già dal cartellone del loro show 100% Tricicle, un "the best of" che riunisce gli sketch degli ultimi sette spettacoli (da Manicomic a Exit, da Slastic a Terrrific, fino agli ultimi Entretres, Sit e Garrick) tutti firmati da Joan Grácia, Carles Sans e Paco Mir. Ovvero i Tricicle originari, fondati nel 1979 e diventati nel tempo così celebri e richiesti da creare una seconda compagnia, i Tricicle 2, appunto. Accadde nel 1998, e da allora i "cloni" Eduard Méndes, Xevi Casals e Gerard Doménech, artisti gestuali della generazione dei quarantenni, hanno fatta loro l'eredità dei fondatori e la portano in giro per il mondo.
Ritmo serratissimo, disinvoltura acrobatica e sguardo disincantato e folle sui tic e le manie di tutti noi sono la ricetta del successo di sketch "creati sulla vita quotidiana, osservando la gente comune", raccontano. L'idea è che ciascuno ci si possa riconoscere come in uno specchio, perché in fondo la gente non sa molto di sé. Si lascia sorprendere, e noi lo facciamo con un humour gestuale, senza parole, il nostro unico strumento è il corpo". In un'ora e venti di show, si lanceranno in una decina di scenette e altrettanti travestimenti, dalla partita di tennis truccata ai giochi improbabili tra un pastore e i suoi cani, fino alla gag dei tre uomini incinti che pur col pancione non rinunciano a bersi una birra al pub guardando le ragazze che passano.
"La nostra ispirazione? Senza dubbio i sapori e gli odori di Tati, ma anche Chaplin e Keaton, e l'umorismo surreale e assurdo dei Monty Python".
Nessun modello italiano? "Amiamo Benigni e Dario Fo, che hanno una comicità molto simile alla nostra. E non ci dimentichiamo che la commedia dell'arte l'avete inventata voi".
Quanto alla promessa di ridere ogni dieci secondi, a conti fatti in un'ora e venti fanno 480 risate: "L'idea è proprio quella, vogliamo che la gente rida tutto il tempo, senza fermarsi mai. Per dimenticare il periodo brutto che viviamo, in Italia come in Spagna. Dimenticare i pensieri e la vita di tutti i giorni, solo ridere e dare ossigeno allo spirito".
"Una risata ogni dieci secondi" è la promessa che occhieggia già dal cartellone del loro show 100% Tricicle, un "the best of" che riunisce gli sketch degli ultimi sette spettacoli (da Manicomic a Exit, da Slastic a Terrrific, fino agli ultimi Entretres, Sit e Garrick) tutti firmati da Joan Grácia, Carles Sans e Paco Mir. Ovvero i Tricicle originari, fondati nel 1979 e diventati nel tempo così celebri e richiesti da creare una seconda compagnia, i Tricicle 2, appunto. Accadde nel 1998, e da allora i "cloni" Eduard Méndes, Xevi Casals e Gerard Doménech, artisti gestuali della generazione dei quarantenni, hanno fatta loro l'eredità dei fondatori e la portano in giro per il mondo.
Ritmo serratissimo, disinvoltura acrobatica e sguardo disincantato e folle sui tic e le manie di tutti noi sono la ricetta del successo di sketch "creati sulla vita quotidiana, osservando la gente comune", raccontano. L'idea è che ciascuno ci si possa riconoscere come in uno specchio, perché in fondo la gente non sa molto di sé. Si lascia sorprendere, e noi lo facciamo con un humour gestuale, senza parole, il nostro unico strumento è il corpo". In un'ora e venti di show, si lanceranno in una decina di scenette e altrettanti travestimenti, dalla partita di tennis truccata ai giochi improbabili tra un pastore e i suoi cani, fino alla gag dei tre uomini incinti che pur col pancione non rinunciano a bersi una birra al pub guardando le ragazze che passano.
"La nostra ispirazione? Senza dubbio i sapori e gli odori di Tati, ma anche Chaplin e Keaton, e l'umorismo surreale e assurdo dei Monty Python".
Nessun modello italiano? "Amiamo Benigni e Dario Fo, che hanno una comicità molto simile alla nostra. E non ci dimentichiamo che la commedia dell'arte l'avete inventata voi".
Quanto alla promessa di ridere ogni dieci secondi, a conti fatti in un'ora e venti fanno 480 risate: "L'idea è proprio quella, vogliamo che la gente rida tutto il tempo, senza fermarsi mai. Per dimenticare il periodo brutto che viviamo, in Italia come in Spagna. Dimenticare i pensieri e la vita di tutti i giorni, solo ridere e dare ossigeno allo spirito".