Per la quindicesima volta l’avamposto calabrese di Castrovillari annuncia un buen retiro per drammaturgie emergenti, un quartier generale munito di strumenti per intercettare nuovi contenuti della scena, cantieri performativi, fenomeni multidisciplinari, segnali periferici da poco oggetto di letteratura critica, con corredo attrezzato di incontri, laboratori, bilanci del presente. La quindicesima edizione della Primavera dei Teatri diretta da Saverio La Ruina si sviluppa lungo un calendario che va dal 27 maggio al 2 giugno, ed è attenta come al solito a compagnie di recente formazione, vara imprese di inedito approfondimento, fruga nel meridione della ricerca ma anche nei pionierismi italiani senza steccati, e in cuor suo, senza che l’obiettivo assurga a disciplina, fa un monitoraggio delle tendenze storiche e odierne della condizione umana.
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A Castrovillari si va per un soggiorno, per un raid e una permanenza di più sere mettendo in conto più spettacoli e più scoperte, prescindendo da linee di cultura troppo chiuse e autoreferenziali, inseguendo invece i linguaggi e le fisicità più aperte al confronto, alla contaminazione, all’universalità delle emozioni. E a riprova che qui scatta sempre un valore aggiunto relazionale, oltre che un processo sperimentalmente artistico, questa edizione del 2014 ha una dedica che rammenta passioni recentemente scomparse: in calce alla locandina si legge “in ricordo di Domenico Rigotti e Giorgio Sebastiano Brizio”.
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Il programma annuncia il secondo movimento del Progetto Ligabue, un Pitùr di e con Mario Perrotta, che qui l’anno scorso aveva battezzato il primo capitolo della storia di un pittore inscenata in parole e quadri. Discorso Celeste di E/Fanny & Alexander/Lorenzo Gleijeses/Mirto Baliani, lavoro ideato e diretto da Luigi De Angelis dal testo di Chiara Lagani, indaga l’ambito dello sport come esperienza religiosa, accostando il divino allo straordinario e al virtuoso. I Sacchi di Sabbia plasmano la tappa conclusiva del loro itinerario nei Maggi Toscani con Piccoli suicidi in ottava rima vol. 1 e 2 di Giovanni Guerrieri, tra avventura, western e fantascienza in un mix di allegorie. Scena Verticale, formazione di casa, presenta in anteprima nazionale Va pensiero che io ti copro le spalle di Giuseppe Vincenzi, con regia di Dario De Luca, cronache tragicomiche di un piccolo uomo e dei suoi fallimenti in un paese da reality. Punta Corsara anima Hamlet Travestie di Gianni Vastarelli ed Emanuele Valenti, vicenda di una famiglia napoletana paralizzata da una stasi violenta, fuori sesto.
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Il Teatro Kismet Opera ha in serbo Namùr di Antonio Tarantino con messinscena di Teresa Ludovico, con in primo piano Marta e Lucien in intimità che conversano del futuro e della guerra in una capanna, nel 1815. La Piccola Compagnia della Magnolia propone Atridi/Metamorfosi del Rito, affresco di famiglia che riflette un ampio quadro sociale. Quotidiana.com realizza L’anarchico non è fotogenico, testo che s’oppone al buon senso in favore di un intelletto disobbediente. Il Teatrino di Fondi offre La prima cena di Michele Santeramo con regia di Michele Sinisi, intreccio basato su tre fratelli che fanno conoscenze inedite grazie a un’eredità del padre appena scomparso.
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Presenti anche tre gruppi operanti in Calabria, Scenari Visibili, Scena Nuda e Anomalia. E completano il calendario due imprese già circolanti, M.E.D.E.A. Big Oil di Terry Paternoster con Internoenki e Thanks for Vaselina di Gabriele Di Luca con Carrozzerie Orfeo.
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A Castrovillari si va per un soggiorno, per un raid e una permanenza di più sere mettendo in conto più spettacoli e più scoperte, prescindendo da linee di cultura troppo chiuse e autoreferenziali, inseguendo invece i linguaggi e le fisicità più aperte al confronto, alla contaminazione, all’universalità delle emozioni. E a riprova che qui scatta sempre un valore aggiunto relazionale, oltre che un processo sperimentalmente artistico, questa edizione del 2014 ha una dedica che rammenta passioni recentemente scomparse: in calce alla locandina si legge “in ricordo di Domenico Rigotti e Giorgio Sebastiano Brizio”.
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Il programma annuncia il secondo movimento del Progetto Ligabue, un Pitùr di e con Mario Perrotta, che qui l’anno scorso aveva battezzato il primo capitolo della storia di un pittore inscenata in parole e quadri. Discorso Celeste di E/Fanny & Alexander/Lorenzo Gleijeses/Mirto Baliani, lavoro ideato e diretto da Luigi De Angelis dal testo di Chiara Lagani, indaga l’ambito dello sport come esperienza religiosa, accostando il divino allo straordinario e al virtuoso. I Sacchi di Sabbia plasmano la tappa conclusiva del loro itinerario nei Maggi Toscani con Piccoli suicidi in ottava rima vol. 1 e 2 di Giovanni Guerrieri, tra avventura, western e fantascienza in un mix di allegorie. Scena Verticale, formazione di casa, presenta in anteprima nazionale Va pensiero che io ti copro le spalle di Giuseppe Vincenzi, con regia di Dario De Luca, cronache tragicomiche di un piccolo uomo e dei suoi fallimenti in un paese da reality. Punta Corsara anima Hamlet Travestie di Gianni Vastarelli ed Emanuele Valenti, vicenda di una famiglia napoletana paralizzata da una stasi violenta, fuori sesto.
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Il Teatro Kismet Opera ha in serbo Namùr di Antonio Tarantino con messinscena di Teresa Ludovico, con in primo piano Marta e Lucien in intimità che conversano del futuro e della guerra in una capanna, nel 1815. La Piccola Compagnia della Magnolia propone Atridi/Metamorfosi del Rito, affresco di famiglia che riflette un ampio quadro sociale. Quotidiana.com realizza L’anarchico non è fotogenico, testo che s’oppone al buon senso in favore di un intelletto disobbediente. Il Teatrino di Fondi offre La prima cena di Michele Santeramo con regia di Michele Sinisi, intreccio basato su tre fratelli che fanno conoscenze inedite grazie a un’eredità del padre appena scomparso.
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Presenti anche tre gruppi operanti in Calabria, Scenari Visibili, Scena Nuda e Anomalia. E completano il calendario due imprese già circolanti, M.E.D.E.A. Big Oil di Terry Paternoster con Internoenki e Thanks for Vaselina di Gabriele Di Luca con Carrozzerie Orfeo.