Franca Valeri: "Che disastro i cinquantenni"
Anna Bandettini, ANNA BANDETTINIIn scena con un nuovo lavoro
Mancava da parecchi anni dalla scena del Festival di Spoleto e adesso Franca Valeri è allegra, piena di forza ed entusiasmo. "Sono contenta di tornarci", dice, "con questa commediola che mi ha impegnato un anno di scrittura". La commedia, un atto unico di grazia, intelligenza e ironia, è Il cambio dei cavalli, edito da Einaudi. E, indomita, l'attrice del leggendario Teatro dei Gobbi, di film cult come Parigi o cara , indimenticabile Signora Cecioni ne è anche l'interprete a 94 anni il 31 luglio, accanto a Urbano Barberini e Alice Torriani e la regia di Giuseppe Marini, dal 28 giugno al Teatro San Nicolò.
Signora Valeri cosa c'entrano i cavalli?
"Cambio di cavalli significa "sosta". E la sosta è l'incontro tra una donna come me, di una certa età, un uomo di mezza età, figlio del suo ex amante scomparso, e una ragazza".
E si capiscono tra loro?
"Ci sono differenze incredibili e chi ha più pr…
Signora Valeri cosa c'entrano i cavalli?
"Cambio di cavalli significa "sosta". E la sosta è l'incontro tra una donna come me, di una certa età, un uomo di mezza età, figlio del suo ex amante scomparso, e una ragazza".
E si capiscono tra loro?
"Ci sono differenze incredibili e chi ha più pr…
Mancava da parecchi anni dalla scena del Festival di Spoleto e adesso Franca Valeri è allegra, piena di forza ed entusiasmo. "Sono contenta di tornarci", dice, "con questa commediola che mi ha impegnato un anno di scrittura". La commedia, un atto unico di grazia, intelligenza e ironia, è Il cambio dei cavalli, edito da Einaudi. E, indomita, l'attrice del leggendario Teatro dei Gobbi, di film cult come Parigi o cara , indimenticabile Signora Cecioni ne è anche l'interprete a 94 anni il 31 luglio, accanto a Urbano Barberini e Alice Torriani e la regia di Giuseppe Marini, dal 28 giugno al Teatro San Nicolò.
Signora Valeri cosa c'entrano i cavalli?
"Cambio di cavalli significa "sosta". E la sosta è l'incontro tra una donna come me, di una certa età, un uomo di mezza età, figlio del suo ex amante scomparso, e una ragazza".
E si capiscono tra loro?
"Ci sono differenze incredibili e chi ha più problemi è il 40-50enne. Quella è una generazione smarrita, che non è stata capace di crearsi un appoggio, non si sente né generata dai più vecchi né interessata ai più giovani, i quali grazie all'uso dell'informatica hanno un cervello che corre veloce e se la cavano bene".
La sua simpatia a chi va?
"Alla generazione dei vecchi, naturalmente, perché conoscono l'infelicità e la sanno superare. Quanto alla ragazza, va dritta al suo scopo: vuole una posizione sociale e l'otterrà sposandosi. Invece il 50enne avrebbe voluto essere diverso, somigliare al padre, essere indipendente... ma non ce la fa, resta un sostanziale disastro. Come in fondo è nella vita vera, se ci guardiamo intorno".
Le fa ancora piacere fare teatro?
"Stare in scena è lo scopo della mia giornata. Purtroppo non posso starci tanto come una volta".
Per via dell'età?
"Ma no, perché il teatro è in condizioni peggiori della Fiat dal punto di vista economico e girare con gli spettacoli è difficile. In scena io sto benissimo. Mi hanno detto "eroica a recitare col Parkinson", ma come posso far capire che non ce l'ho? Ho una malattia che era anche di mio padre, un tremore alla voce e alle mani: peggiora con gli anni, ma in scena si placa. Certo, faccio più fatica a muovermi, ma non devo mica scorrazzare in palcoscenico. E dove non arriva la tecnica, mi creda, arriva la passione".
Signora Valeri cosa c'entrano i cavalli?
"Cambio di cavalli significa "sosta". E la sosta è l'incontro tra una donna come me, di una certa età, un uomo di mezza età, figlio del suo ex amante scomparso, e una ragazza".
E si capiscono tra loro?
"Ci sono differenze incredibili e chi ha più problemi è il 40-50enne. Quella è una generazione smarrita, che non è stata capace di crearsi un appoggio, non si sente né generata dai più vecchi né interessata ai più giovani, i quali grazie all'uso dell'informatica hanno un cervello che corre veloce e se la cavano bene".
La sua simpatia a chi va?
"Alla generazione dei vecchi, naturalmente, perché conoscono l'infelicità e la sanno superare. Quanto alla ragazza, va dritta al suo scopo: vuole una posizione sociale e l'otterrà sposandosi. Invece il 50enne avrebbe voluto essere diverso, somigliare al padre, essere indipendente... ma non ce la fa, resta un sostanziale disastro. Come in fondo è nella vita vera, se ci guardiamo intorno".
Le fa ancora piacere fare teatro?
"Stare in scena è lo scopo della mia giornata. Purtroppo non posso starci tanto come una volta".
Per via dell'età?
"Ma no, perché il teatro è in condizioni peggiori della Fiat dal punto di vista economico e girare con gli spettacoli è difficile. In scena io sto benissimo. Mi hanno detto "eroica a recitare col Parkinson", ma come posso far capire che non ce l'ho? Ho una malattia che era anche di mio padre, un tremore alla voce e alle mani: peggiora con gli anni, ma in scena si placa. Certo, faccio più fatica a muovermi, ma non devo mica scorrazzare in palcoscenico. E dove non arriva la tecnica, mi creda, arriva la passione".