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Skillbuilding, il festival teatrale che rende l'estate di tendenza

È uno degli appuntamenti italiani più attesi: fino al 2 agosto artisti nostrani e stranieri, da Jerome Bell agli Artefatti, si incontrano per una serie di performance alla Centrale Fies, monumento di architettura industriale tra le montagne vicino a Trento
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Il contenuto è noto: è uno degli appuntamenti più importanti dell'estate teatrale italiana, un festival di teatro e arti performative tra i più attivi, aperti, di tendenza che ci sono tra luglio e agosto, quest'anno intitolato Skillbuilding, in corso fino al 2 agosto con artisti italiani e internazionali attrattivi, da Jerome Bell con una sua performance, agli italiani Artefatti, Sotterraneo, gli attesissimi Jean-Luc Vernal, John Jordan e Isabelle Fremeaux e ancora da vedere i Dewey Dell (dal 31 al 2), la geniale performer islandese Erna Omarsdottir (l'1 e 2) e lo svizzero Massimo Furlan il 2), il nuovo lavoro di Benno Steinegger di Codice Ivan, i belgi Berlin dal 31 al 2, più Live Works una competizione che assegna un premio al miglior progetto performativo.

Ma quando si parla di Centrale Fies è importante anche il contenente: questo luogo di archeologia industriale incastonato sulle rive di un fiume che porta al Lago di Garda tra le montagne…
Il contenuto è noto: è uno degli appuntamenti più importanti dell'estate teatrale italiana, un festival di teatro e arti performative tra i più attivi, aperti, di tendenza che ci sono tra luglio e agosto, quest'anno intitolato Skillbuilding, in corso fino al 2 agosto con artisti italiani e internazionali attrattivi, da Jerome Bell con una sua performance, agli italiani Artefatti, Sotterraneo, gli attesissimi Jean-Luc Vernal, John Jordan e Isabelle Fremeaux e ancora da vedere i Dewey Dell (dal 31 al 2), la geniale performer islandese Erna Omarsdottir (l'1 e 2) e lo svizzero Massimo Furlan il 2), il nuovo lavoro di Benno Steinegger di Codice Ivan, i belgi Berlin dal 31 al 2, più Live Works una competizione che assegna un premio al miglior progetto performativo.

Ma quando si parla di Centrale Fies è importante anche il contenente: questo luogo di archeologia industriale incastonato sulle rive di un fiume che porta al Lago di Garda tra le montagne vicino Trento. Una ex centrale (di proprietà dlel'Eni e una parte è ancora funzionante), appunto, dove da anni si è trasferito lo storico festival di Drodesera e dove si vedono processi di innovazione teatrale non solo dal punto di vista dei linguaggi artistici ma anche sul piano organizzativo e promozionale, progetti ideati dai direttori Barbara Boninsegna, Dino Sommadossi e la loro figlia Virginia Sommadossi, poco più che trentenne, attiva su vari fronti nel campo della comunicazione.

"Se restiamo al festival quest'anno Centrale Fies si apre a tutto quello che c'è stato di nuovo qui: dunque non sarà solo un festival classico con produzioni di performing art dei gruppi che abbiamo ospitato in residenza durante l'anno, ma abbiamo allargato la nostra attività", spiega Virginia.

In che modo?
"Skillbuilding è sì il festival ma anche un progetto di comunicazione grafica, di marketing, e una galleria... raccoglie tutte le anime di Centrale Fies. Una delle più importanti è sicuramente "Live Works" in corso in questi giorni: è una competizione di arti performative - e sono arrivate quest'anno ben 320 candidature da tutto il mondo - quest'anno tra l'altro abbiamo chiestyo ad alcuni dei giurati come Jerome Bell, per esempio di presentare a loro volta un loro lavoro performativo, in un confronto "maestri" e allievi interessante. Non solo, per chi è interessato Live Works diventerà anche una free school,  di incontri e discussioni condotti dai curatori del premio e da Daniel Blanga-Gubbay cofondatore di Pathosformel, oggi fondatore del think tank di filosofia politica applicata alla perfomance in un progetto che si chiama Aleppo (aleppo eu.). Oltre a questo  c'è il progetto di fare una  Collezione Centrale Fies , una collezione di arti performative".

E in cosa consiste?
"Che da quest'anno cominceremo a collezionare opere d'arte mutuate dalla performance: foto, video ma anche oggetti creati durante la performance. Uno dei pezzi per esempio sarà il disco di Francesca Grilli creato dopo una sua performance. Quel disco firmato da lei e immesso sul mercato avrà una copia qui alla Centrale Fies. Ci piacerebbe che gli artisti che passano da Centrale Fies lascino qui i loro oggetti,  anche per realizzare una sorta di metanarrazione di quello che qui accade e si produce".

E il  teatro?
"La vecchia factory va avanti con le residenze e le produzioni dei nostri artisti, Anagoor che qui ha presentato il nuovo Virgilio brucia, Marta Cuscunà che sta lavorando a un nuovo lavoro dove tra l'altro collabora Paola Villani di Pathosformel, il gruppo che come si sa ha abbandonato il teatro per lavorare su altri territori. Ma il teatro è una delle linee di lavoro di quell'incubatore di imprese culturali che noi abbiamo creato alla centrale. Lo abbiamo chiamato Fies Core,  un network di competenze  culturali e artistiche, un hub da cui far partire nuovi scenari culturali. Noi siamo convinti che la cultura possa servire a risvegliare energie e idee anche in campi non strettamente culturali. Ecco: noi offriamo per esempio il nostro know how ad aziende, a policy makers, a amministrazioni comunali per soluzioni di comunicazione, per  ridisegnare la propria immagine, per costruire capacità personali finalizzate alla creazione di nuovi format di cultural design, per creare progetti di comunicazione non convenzionale... o per risvegliare, come faremo, un quartiere di Trento dove la gente non vuole andare".