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TEATRO

I sessant'anni dello Stabile di Torino, tra ricordi e nuovi progetti

Il celebre teatro ha lo sguardo fisso verso il futuro: non solo nuove produzioni, spettacoli e un numero di abbonati in aumento ma anche la sfida con la modernità. Che ha visto la digitalizzazione di tutti i 573 spettacoli prodotti dal 1955 a oggi e che ora sono disponibili in Rete. Ma la vera festa è stata la presentazione del programma 2015

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Sessant'anni sono un compleanno importante anche per un teatro e lo Stabile di Torino, ora “Teatro nazionale”, che li festeggia il 27 maggio, vuol dire ricordi e nuovi progetti, memoria e futuro, il quale futuro in concreto vuol dire tredici nuove produzioni, due riprese, trenta spettacoli ospiti, diciannove spettacoli del Torinodanza Festival, 18mila abbonati, i conti in ordine ma anche la digitalizzazione di tutta la documentazione dei 573 spettacoli prodotti dallo Stabile dal 1955 che da oggi sono disponibili in rete. Infine, un regalo d'occasione: l’emissione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico di un francobollo dedicato al Teatro Stabile nell’esclusiva serie tematica “Il Patrimonio Artistico e Culturale italiano” e raffigurante il Teatro Carignano, l'attuale sede.
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Storia. Lo Stabile di Torino nasce il 27 maggio del 1955, quando il Consiglio Comunale di Torino deliberò la fondazione del Piccolo Teatro della Città di Torino, denominato due anni dopo Teatro Stabile. Primo direttore è Nico Pepe, attore celebre per la sua maschera di Pantalone, che firmerà le prime due stagioni al Teatro Gobetti perché il Carignano diventerà dello Stabile solo nel 1977. L'affermazione a livello nazionale del teatro coincide con l'arrivo di Gianfranco De Bosio alla direzione nel 57. Il regista veneto ci resterà per 11 anni, celebre la sua riscoperta di Ruzante, e l'apertura a al teatro dell’assurdo di Ionesco e Beckett con registi come Enriquez, Luzzati, Valeria Moriconi e Glauco Mauri, ma anche uno storico Riccardo III di Shakespeare, con Vittorio Gassman diretto da Luca Ronconi. Il '68 impone anche allo Stabile una direzione collegiale. Di questo periodo si ricordano Orgia di Pier Paolo Pasolini, Puntila di Brecht con Tino Buazzelli e Corrado Pani e la regia di Aldo Trionfo che diventerà direttore a sua volta fino al leggendario Faust-Marlowe/Burlesque con Carmelo Bene e da Franco Branciaroli. Altro periodo fervido fu la direzione di Mario Missiroli dal 1976 al 1984 (indimenticabili i suoi I giganti della montagna di Pirandello, Verso Damasco di Strindberg) cui seguirà quella di Ugo Gregoretti, dal 1985 al 1989. Un caposaldo nella storia del teatro fu la direzione di Luca Ronconi, dal 1989 al 1994 di cui si ricordano come leggende alcuni spettacoli: Gli ultimi giorni dell’umanità di Karl Kraus, nel 1990 nelle officine dismesse del Lingotto e più avanti quando già Ronconi era a Milano il ciclo del Progetto Domani per le Olimpiadi del 2006. Delle ultime conduzioni artistiche si ricordano quelle di Guido Davico Bonino (1994-1997), Gabriele Lavia (1997-2000), Massimo Castri (2000-2002), Walter Le Moli (2002-2007) e quella di Mario Martone che oggi è il consulente artistico.

L'archivio. Dei 60 anni di storia restano 200.000 documenti che oggi sono diventati ben 130mila pagine di materiali sul Web grazie alla digitalizzazione eseguita dal Centro Studi: si va dai 50mila ritagli stampa alle 20mila fotografie, dai 306 copioni alle 600 locandine, i 1.513 bozzetti di scena e figurini per i costumi, molti firmati da Emanuele Luzzati, Eugenio Guglielminetti, Enrico Colombotto Rosso, Enrico Job. Infine sono circa 200 i trailer del vasto archivio di spettacoli videoregistrati visionabili integralmente (solo in sede). A tutto questo materiale vanno aggiunte le 70mila della collezione completa della rivista Il Dramma (1925-1983), fondata e diretta da Lucio Ridenti, una vera “storia del teatro” italiano.

La festa e la stagione. Ma la vera festa è la stagione presentata dalla presidente Evelina Christillin e dal direttore Filippo Fonsatti, sostenuta dai “numeri” dello Stabile carichi di orgoglio: 310 recite prodotte, 256 recite ospitate, 264.000 biglietti venduti nel 2014; poco meno del 50% di autofinanziamento, ricavi propri per 4.464.431, con contributi pubblici calati da 12.050.000 del 2008 a 7.472.535 del 2013 e un bilancio di 13.736.966. Il pezzo forte sarà La morte di Danton di Georg Buchner (dal 9 febbraio), diretto da Mario Martone: “Un testo grandioso - anticipa il regista - per la densità del pensiero, la visione profondissima capace di tenere insieme la storia collettiva e le storie individuali degli esseri umani, le voci di decine di personaggi”. Tra le coproduzioni Vita di Galileo di Bertolt Brecht diretto da Gabriele Lavia anche interprete (dal 6 al 25 ottobre 2015), con la Fondazione Teatro della Toscana. Jurij Ferrini farà L'avaro di Molière (dal 7 ottobre). Atteso dal 17 novembre Il testamento di Maria, di Colm Toibin, coprodotto con il Teatro Stabile del Veneto, diretto da Marco Tullio Giordana per Michela Cescon. Dall'1 dicembre, Marco Lorenzi mette in scena L'albergo del libero scambio di Georges Feydeau adattato da Davide Carnevali. Andrea De Rosa firma una sua Fedra (dall'8 dicembre) con Laura Marinoni, Luca Lazzareschi, Anna Coppola, Fabrizio Falco e Tamara Balducci, in coproduzione con Emilia Romagna Teatro. Dal 19 gennaio Valter Malosti (che farà anche La donna serpente con gli allievi della scuola del teatro) firma L'Arialda di Giovanni Testori, e in marzo debutterà Amleto a Gerusalemme. Palestinian kids want to see the sea, con Gabriele Vacis e Marco Paolini. Dal 5 aprile, Galois di Paolo Giordano, interpretato e diretto da Fabrizio Falco. Thomas Ostermeier coproduce con Torino Il Gabbiano di Anton Cechov dal 13 al 16 aprile.

Tra gli scambi internazionali lo Stabile propone Swan Lake Reloaded, del coreografo svedese Fredrik Rydman; Stones (Avanim) una riflessione sull’Olocausto della compagnia israeliana Orto-Da. Prosegue poi l’importante collaborazione con il Festival Torinodanza che, anche quest’anno, porterà il meglio della danza nazionale e internazionale: Alain Platel, Sasha Waltz, Michéle Anne De Mey e Jaco Van Dormael, Benjamin Millepied, William Forsythe, Andonis Foniadakis e ancora Louise Vanneste, Michele Di Stefano, Fanny de Chaillè, Compagnie XY, Valeria Magli, Daniele Ninarello, Silvana Barbarini, Hotel Modern, Leonardo Cuello, Alessandro Sciarroni, Mourad Merzouki.

Tra le ospitalità, Il malato immaginario di Molière con Gioele Dix e la regia di Andrée Ruth Shammah. Luca Zingaretti protagonista e regista di The pride di Alexi Kaye Campbell; Umberto Orsini e Massimo Popolizio in Il Prezzo di Arthur Miller con la regia dello stesso Popolizio. Cristina Pezzoli dirigerà Angela Finocchiaro, Laura Curino e Ariella Reggio in Calendar Girls tratto dall'omonimo film di Tim Firth; l'Enrico IV di Franco Branciaroli, Anna Bonaiuto in Clitennestra di Vincenzo Pirrotta; Luca De Filippo porterà in scena Non ti pago di Eduardo De Filippo, Valerio Binasco Il bugiardo di Carlo Goldoni con Maurizio Lastrico, Federico Tiezzi Questa sera si recita a soggetto di Luigi Pirandello con, tra gli altri, Luigi Lo Cascio. Michele Riondino e Federica Fracassi saranno i protagonisti di Euridice e Orfeo di Valeria Parrella, per la regia di Davide Iodice; Fausto Paravidino dirigerà e interpreterà I vicini di cui è anche autore. Bersaglio su Molly Bloom, è il nuovo lavoro dei Marcido su James Joyce. E ancora Notturno di donna di Annibale Ruccello con Giuliana De Sio e Natalino Balasso con La Cativissima. Epopea di Toni Sartana.