E' un momento un po' speciale per il teatro italiano, perché sono cambiate le regole con cui lo Stato finanzia l'intero settore e la cosa non è secondaria o marginale innanzitutto per noi spettatori, perché da sempre i finanziamenti sono ossigeno per la cultura e da essi dipendono la sopravvivenza o meno delle attività, specie le più coraggiose. Ma la discussa riforma dello spettacolo dal vivo, che ha modificato le regole di distribuzione del contributo dello Stato (il Fus 2015 ammonta a 406, 23 milioni di euro, di cui al teatro vanno 67.027.785 euro), sta creando non pochi scontenti e polemiche.
Il caso più eclatante riguarda la Fortezza, la più celebre compagnia di detenuti-attori che da 27 anni fa teatro nel carcere di Volterra. Da un lato i grandi giornali ne parlano come di un'esperienza unica e eccezionale per l'alto valore artistico dei suoi spettacoli (riconosciuto dal ministero della Giustizia che da anni concede anche i permessi per tournèe nei teatri) l'ultimo dei quali, Shakespeare know well, ha ricevuto proprio qualche giorno fa osanna unanimi da tutta la critica. Dall'altro la stessa compagnia riceve una "punizione" con un taglio consistente dei finanziamenti che mette a rischio il suo stesso futuro. L'associazione Carte Blanche, che promuove il lavoro della Fortezza tra le sue principali attività di promozione culturale, si è vista ridurre il contributo 2015 da 95mila euro dell'anno scorso a poco più di 82mila euro. Dodicimila euro che nel mondo della cultura sono una cifra enorme, tale da far traballare la sopravvivenza di una istituzione. Tanto che si sta pensando a un ricorso.
"Sì, ci stiamo pensando perché è un fatto grave - accusa Armando Punzo, il regista fondatore della Fortezza - significa non valorizzare a livello economico ciò che viene riconosciuto da tutto il mondo della cultura, del teatro e dell'arte internazionale da sempre, compresa la commissione ministeriale stessa che infatti premia con un punteggio alto la nostra attività. Ci saremmo aspettati che il Mibact affermasse l'eccezionalità della nostra attività, istituisse per noi una voce speciale invece si è deciso di non premiare il progetto, relegandolo in un settore in cui sono state destinate le briciole e per di più tagliando il contributo".
A sostegno della Fortezza si stanno mobilitando intellettuali e spettatori che in questi anni hanno applaudito gli spettacoli della compagnia. Carte Blanche, che oltre alla Compagnia della Fortezza promuove numerose attività culturali sia di portata internazionale che radicate nel territorio, è stata inserita nella voce "Promozione - Progetti di inclusione sociale" con un un progetto triennale promozionale, formativo per il pubblico e formativo e lavorativo per i detenuti-attori (ad oggi circa 100 detenuti del Carcere di Volterra), che trasforma l'Istituto di pena in un Istituto di Cultura e sempre più si connota come un Centro Stabile teatrale all'interno del carcere (da anni chiedono il riconoscimento ufficiale di questa "stabilità") . Un esperimento tra l'altro unico in Europa che, se sostenuto, potrebbe diventare un progetto pilota.
"Si auspicava, con la nuova riforma ministeriale, visto anche l'importanza del programma triennale presentato - sostiene Punzo- in un contributo più adeguato a sostegno di un'attività così prestigiosa e in via di sviluppo che necessita, oggi più che mai, di fare un passo in avanti per fortificare una struttura che ha incentivato, in quasi un trentennio di lavoro, un indotto culturale, economico e occupazionale che non po' più sopravvivere se non adeguatamente pianificato in modo pluriennale e sorretto con fondi che garantiscano programmazione e stabilità. Assegnare oggi poco più di 82.000 a Carte Blanche vuol dire non riconoscere non solo il lavoro della Fortezza ma tutte le altre attività di formazione, divulgazione, promozione che vengono fatte, vuol dire mettere a rischio il nostro stesso futuro".
Il caso più eclatante riguarda la Fortezza, la più celebre compagnia di detenuti-attori che da 27 anni fa teatro nel carcere di Volterra. Da un lato i grandi giornali ne parlano come di un'esperienza unica e eccezionale per l'alto valore artistico dei suoi spettacoli (riconosciuto dal ministero della Giustizia che da anni concede anche i permessi per tournèe nei teatri) l'ultimo dei quali, Shakespeare know well, ha ricevuto proprio qualche giorno fa osanna unanimi da tutta la critica. Dall'altro la stessa compagnia riceve una "punizione" con un taglio consistente dei finanziamenti che mette a rischio il suo stesso futuro. L'associazione Carte Blanche, che promuove il lavoro della Fortezza tra le sue principali attività di promozione culturale, si è vista ridurre il contributo 2015 da 95mila euro dell'anno scorso a poco più di 82mila euro. Dodicimila euro che nel mondo della cultura sono una cifra enorme, tale da far traballare la sopravvivenza di una istituzione. Tanto che si sta pensando a un ricorso.
"Sì, ci stiamo pensando perché è un fatto grave - accusa Armando Punzo, il regista fondatore della Fortezza - significa non valorizzare a livello economico ciò che viene riconosciuto da tutto il mondo della cultura, del teatro e dell'arte internazionale da sempre, compresa la commissione ministeriale stessa che infatti premia con un punteggio alto la nostra attività. Ci saremmo aspettati che il Mibact affermasse l'eccezionalità della nostra attività, istituisse per noi una voce speciale invece si è deciso di non premiare il progetto, relegandolo in un settore in cui sono state destinate le briciole e per di più tagliando il contributo".
A sostegno della Fortezza si stanno mobilitando intellettuali e spettatori che in questi anni hanno applaudito gli spettacoli della compagnia. Carte Blanche, che oltre alla Compagnia della Fortezza promuove numerose attività culturali sia di portata internazionale che radicate nel territorio, è stata inserita nella voce "Promozione - Progetti di inclusione sociale" con un un progetto triennale promozionale, formativo per il pubblico e formativo e lavorativo per i detenuti-attori (ad oggi circa 100 detenuti del Carcere di Volterra), che trasforma l'Istituto di pena in un Istituto di Cultura e sempre più si connota come un Centro Stabile teatrale all'interno del carcere (da anni chiedono il riconoscimento ufficiale di questa "stabilità") . Un esperimento tra l'altro unico in Europa che, se sostenuto, potrebbe diventare un progetto pilota.
"Si auspicava, con la nuova riforma ministeriale, visto anche l'importanza del programma triennale presentato - sostiene Punzo- in un contributo più adeguato a sostegno di un'attività così prestigiosa e in via di sviluppo che necessita, oggi più che mai, di fare un passo in avanti per fortificare una struttura che ha incentivato, in quasi un trentennio di lavoro, un indotto culturale, economico e occupazionale che non po' più sopravvivere se non adeguatamente pianificato in modo pluriennale e sorretto con fondi che garantiscano programmazione e stabilità. Assegnare oggi poco più di 82.000 a Carte Blanche vuol dire non riconoscere non solo il lavoro della Fortezza ma tutte le altre attività di formazione, divulgazione, promozione che vengono fatte, vuol dire mettere a rischio il nostro stesso futuro".