PARIGI - La coincidenza è sorprendente. Incredibile. Quasi un vaticinio. Da lunedi a domenica nella Grande Halle della Villette Romeo Castellucci, ospite d'onore della 44esima edizione del Festival d'Automne, metterà in scena una perfomance con sei vere ambulanze dalle quali scenderanno sei vere equipe mediche, con dottori e infermieri, per soccorrere sei persone (attori) coperte di sangue per le quali però non ci sarà più niente da fare. Non si sa quando e come sia avvenuto l'incidente, ma sei diverse location con ambulanze che sfrecciano a sirene spiegate ricordano in maniera agghiacciante i sei attentati di venerdi.
La perfomance, dal titolo Le metope del Partenone, è stata in questi giorni oggetto di discussioni, sia nell'ambito della Societas che nella sede del Festival. Alla fine Castellucci ha deciso che, nonostante tutto, the show must go on; che è giusto che il pubblico deambuli tra le sei situazioni di urgenza - ci si chiede chi in questi giorni a Parigi sia ancora in grado di sopportare l'urlo di una sirena - che il voyerismo esisterà sempre così come, davanti alla morte, le domande sul senso della vita.
All'ingresso della Grande Halle (immenso spazio coperto, un tempo mercato di animali e mattatoio) verrà distribuita una lettera scritta da Romeo Castellucci. "Per gli spettatori", inizia. Poi spiega che lo spettacolo è stato creato il 16 giugno a Basilea nell'ambito del festival Art Basel; che nulla è cambiato, che quella di Parigi ne è la replica esatta: anche a Basilea lo spazio era aperto, senza tribune, e il pubblico si spostava come fosse in strada. Nella lettera agli spettatori il regista romagnolo dice di rendersi conto che Le metope del Partenone - fregi che rappresentano battaglie per la vita - sia uno specchio atroce, difficile da sopportare. E concede loro la scelta: rimanere o andarsene. Sapendo, però, che il solo fatto di trovarsi lì, in quel momento, in quel luogo, vuole dire essere vivi davanti ai morti.
La perfomance, dal titolo Le metope del Partenone, è stata in questi giorni oggetto di discussioni, sia nell'ambito della Societas che nella sede del Festival. Alla fine Castellucci ha deciso che, nonostante tutto, the show must go on; che è giusto che il pubblico deambuli tra le sei situazioni di urgenza - ci si chiede chi in questi giorni a Parigi sia ancora in grado di sopportare l'urlo di una sirena - che il voyerismo esisterà sempre così come, davanti alla morte, le domande sul senso della vita.
All'ingresso della Grande Halle (immenso spazio coperto, un tempo mercato di animali e mattatoio) verrà distribuita una lettera scritta da Romeo Castellucci. "Per gli spettatori", inizia. Poi spiega che lo spettacolo è stato creato il 16 giugno a Basilea nell'ambito del festival Art Basel; che nulla è cambiato, che quella di Parigi ne è la replica esatta: anche a Basilea lo spazio era aperto, senza tribune, e il pubblico si spostava come fosse in strada. Nella lettera agli spettatori il regista romagnolo dice di rendersi conto che Le metope del Partenone - fregi che rappresentano battaglie per la vita - sia uno specchio atroce, difficile da sopportare. E concede loro la scelta: rimanere o andarsene. Sapendo, però, che il solo fatto di trovarsi lì, in quel momento, in quel luogo, vuole dire essere vivi davanti ai morti.