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TEATRO

Ale e Franz, in scena con "Tanti lati-Latitanti": “I tempi sono bui ma c'è voglia di normalità”

“È come quando ci fu l'attacco alle Torri Gemelle, ti chiedi se valga la pena far ridere. È difficile, ma è proprio in momenti così che la normalità è la vera reazione contro il terrore": Ale e Franz tornano a teatro con uno spettacolo leggero, sulla comunicazione tra esseri umani. Perché, dicono, "una risata salva la vita"

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È una delle coppie che più ci ha fatto ridere a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, la più  allegramente “umana”, la più esposta a fughe surreali e al teatro dell'assurdo, la più legata alla tradizione italiana dei Tognazzi e Vianello, Sordi, Gassman.... Ale e Franz (Alessandro Besentini, 44 anni,  e Francesco Villa, 48 anni) sono anche due artisti generosi e “umili” che hanno attraversato , senza montarsi la testa, gli anni della sbornia del successo tv, dal 2007 al 2011 con trasmissioni come Buona la prima o Ale e Franz Show..... Autori dei loro lavori, scrittori di libri, registi di cinema, tornano però sempre al teatro, dove sono nati nel 92, per ritrovare curiosità e inquietudine della loro vena surreale.

Come fanno in questo nuovo lavoro: Tanti lati-Latitanti scritto con Antonio De Santis e Alberto Ferrari anche regista, che debutta in anteprima il 21 e 22 al Coccia di Novara, poi dal 24 al Nuovo di Milano e già richiesto per una lunghissima tournée da Ferrara a Roma (dal 14 gennaio all'Ambra Jovinelli), Torino (5-6 febbraio al Colosseo), Genova (dal 18 febbraio), Napoli (dal 10 marzo al Teatro Cilea). Nonostante i tempi bui, scarsi di risate, dunque c'è voglia di ridere? “C'è voglia di essere normali, sì”, dicono subito Ale e Franz. “È come quando ci fu l'attacco alle Torri Gemelle, ti chiedi se valga la pena far ridere - incalza Franz - è difficile. Però ti rendi conto come è proprio in momenti come questi, dopo l'11 settembre, dopo Parigi, dopo la paura in Germania, Belgio, Italia, che la normalità è la vera reazione contro il terrore. È difficile, ripeto, lo è per il pubblico e lo è anche per noi. Ma, come si dice, una risata ti salva la vita  e c'è bisogno di ridere, come di mangiare o di dormire”.

E di risate Tanti lati-Latitanti ne promette, discorrendo e fantasticando sul tema delle relazioni tra le persone, di come comunichiamo tra noi. “Abbiamo inanellato una serie di storie che raccontano l'uomo: si va dai vecchietti che giocano a bocce, al fedele che in chiesa accende un cero a un santo a cui chiedere aiuto... storie che hanno azioni e controreazioni, in modo da svelare gli aspetti più divertenti, storie con al centro l'uomo, legate tra loro da una serie di intermezzi, un leit-motiv che alla fine riserverà una sorpresa allo spettatore”, spiega Ale.

Insieme dal 92, da quando si conobbero al Centro Teatro Attivo di Milano, Ale e Franz sono stati i paladini della nuova comicità surreale che diventa anche satira sociale. “Sono passati quasi 25 anni da quando abbiamo iniziato e ci sembra che tutto sia cambiato, noi, gli spettatori, il mondo il modo di ridere.... Quando facevano i nostriprimi spettacoli nel 97 non c'era nemmeno il telefonino ora siamo invasi dai social... un tempo se uno parlava per strada da solo era preso per pazzo, oggi pensi subito che sia al telefono con l'auricolare... Però sono proprio questi aspetti che ci piacciono: vedere il paradosso nella normalità”.

In scena stavolta non ci sarà la celebre panchina dei loro lavori ma un albero beckettiano e un grande scherm dove verranno priettate opere d'arte in cui Ale e Franz si inseriranno. “Del resto come il titolo dello spettacolo - dice il regista Alberto Ferrari - nell'uomo ci sono tanti lati e Ale e Franz vanno a cercare quelli più strani e folli”.