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TEATRO

Stefano Massini, star in Francia: “Dopo Lehman, punto l'indice contro gli Ogm”

Lo scrittore fiorentino è in scena a Theatre National de Nice  con "Terre noire (the black puzzle)", diretto da Irina Brook, la figlia del grande Peter Brook: un testo in cui un piccolo agricoltore si ribella alle corporation e all'agricoltura chimica

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Ci lamentiamo sempre di essere la periferia culturale dell'Europa, eppure i nostri artisti sono tra i più apprezzati e richiesti in Europa. Specie gli artisti di teatro. Accanto ai successi europei di Romeo Castellucci, Emma Dante, ricci/forte, Toni Servillo, va aggiunto da tempo anche quello di Stefano Massini, direttore artistico del Piccolo Teatro di Milano e scrittore di teatro, già affermato e rappresentato in molti paesi europei con la sua celebre Lehman Trilogy portata al successo in Italia da Luca Ronconi. Ora il nome di Massini spicca nella locandina del Theatre National de Nice di cui è drammaturgo stabile e dove è in scena in questi giorni con la regia di Irina Brook, la figlia di Peter Brook, Terre noire (the black puzzle), un suo nuovo testo, interpretato da un cast di 8 attori capeggiati dalla famosissima attrice francese Romane Bohringer (fu Miranda nella leggendaria Tempesta di Peter Brook). “La vicenda - spiega Massini - è quella del primo agricoltore che in Sud Africa, per l'esattezza nel Transvaal, si rivolse a un avvocato per intentare una causa legale contro una multinazionale”.

Doppio l'interesse del testo. Da un lato per la costruzione drammaturgica: “E' costruito in 31 quadri intercambiabili, come fosse un puzzle. Una struttura narrativa che chiede al pubblico una grande disponibilità di contemplazione e concentrazione, perché si tratta di seguire un vero e proprio lavoro narrativo a incastro. Ho sempre creduto che un testo teatrale debba essere una sfida al pubblico, creare una complessità che poi il pubblico deve risolvere”, dice Massini. Non c'è, infatti, una sequenza temporale unica, per cui si può scegliere di sera in sera se mettere un quadro prima o dopo, scegliendo così di volta in volta se seguire fatti e destini dei personaggi saltando dal presente al flash back o al futuro e viceversa senza che il senso della storia cambi. Altto aspetto interessante è proprio il tema: quello delle multinazionali, della corruzione e della rovina ambientale. “Stiamo distruggendo ogni giorno di più il nostro pianeta, questo testo ci mette di fronte  all'indifferenza delle multinazionali e di chi vuole solo guadagnare anche a costo di perdere ogni umanità”.

Nella finzione narrativa un agente di una grande corporation convince Hagos, come altri contadini, a convertire i propri campi alla coltivazione con semi geneticamente modificati. Ma in realtà le sostanze chimiche non fanno che rovinare il terreno e Hagos finisce strozzato dai debiti. A quel punto si rivolge a una giovane avvocatessa, Odela Zaqira, che farà valere i diritti dei contadini. “Irina Brook voleva un testo sui temi dell'ambiente e della rovina del pianeta per la sua stagione a Nizza intitolata simbolicamente 'Svegliatevi!' . Ho pensato che questo dell'agricoltura e delle multinazionali, così raramente trattato a teatro, fosse importante per  il pubblico in questo momento”. Con Terre noire (the black puzzle) Massini conferma ancora una volta la propria vocazione verso un teatro civile, calato dentro i problemi della realtà e in quello che il pubblico vive:  “Il mio obiettivo è che il pubblico si interroghi per capire. In autunno in Francia c'è stato l'incontro tra i grandi della terra sul clima, e poco è stato deciso e fatto. Ma ormai non c'è più tempo da perdere. Ecco, lo spettacolo parla anche di questo, alla coscienza critica dello spettatore perché è ora di svegliarci”.