Spettacoli

Davide Riondino e Dario Vergassola, il colto e il cialtrone in scena con Flaubert

Dal 18 al 28 febbraio al Teatro Vittoria, a Roma, un'opera un po' speciale nata nell'intento di contenere l’analfabetismo teatrale di ritorno che grava sull’Italia. E si gioca fingendo che il Ministero della Cultura abbia lanciato una campagna per alzare il livello medio degli attori della Tv e dei cabaret

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ROMA - Cosa ci fa un "guitto televisivo" come Dario Vergassola sul palconenico del Teatro Vittoria mentre un raffinato intellettuale del calibro di Davide Riondino legge, commenta e recita un'opera letteraria dal respiro universale come Madame Bovary di Gustave Flaubert? Già, che ci fa? Ebbene, succederà presto. Perché esattamente da giovedì 18 al 28 febbraio, su quel palcoscenico romano, andrà in scena un artificio teatrale, che si annuncia tanto inusuale quanto isilarante. L'idea guida dell'operazione è ispirata al motto "Il teatro di tutti e per tutti", con l'intento - benemerito - di fronteggiare, per quanto possibile, l’analfabetismo di ritorno, che sembra dilagare lungo la Penisola, in fatto di teatro e letteratura. Riondino e Vergassola si sono così assunti il compito di sperimentare "rappresentando il disinteresse generale per il Teatro assieme all'ambiguità che questo mostra nei riguardi di uomini comuni, spesso ignoranti e inclini alle facezie e alle superficialità televisive, come Vergassola. Che in fondo altro non rappresenta che un'altra rispettabile maschera nazionale, di quelle che s'incontrano al bar, sintesi viventi del 'tanto è tutto un magna magna' ", puntualizza lo stesso Riondino.

Si comprende bene come il risultato dell'operazione si annuncia quanto meno interessante. Se non altro perché questo "dar voce al tizio seduto all'ultimo banco, che se ne infischia delle lezioni dei professori" ha già avuto molto successo in altri teatri italiani, con altre opere. E' accaduto con il "Don Chisciotte", di Manuel de Cervante Saavedra; con "La signora delle camelie", di Alexandre Dumas figlio; con il "monumento nazionale" de "I promessi sposi"; con il 24° canto dell'Odissea. Insomma, il saltimbanco della battuta, cultore del cazzeggio televisivo, a confronto con il colto fine dicitore - si sono inventati questo format che evidentemente sta funzionando. "Ci divertiamo molto - dice Vergassola - Davide è davvero un sofisticato intellettuale, altro che. E' una persona con la quale si trascorrono serate deliziose. Con lui io ho il compito di recitare la parte del cialtrone, che di fronte alle 'altezze' letterarie di Flaubert cerca di trascinare giù tutto verso i fattarelli dell'attualità politica".

Ma c'è un'altra invenzione che alimenta le aspettative su questo spettacolo. Si finge, infatti, che tutto ciò che avviene in scena sia voluto e organizzato dal Ministero della Cultura, nel tentativo di elevare il livello medio degli attori italiani che si cimentano in televisione o sul palcoscenici dei cabaret. "Immaginiamo anche un commissario del Ministero - dice Riondino - che ogni sera verifica l'andamento e l'efficacia del training svolto dall'attore cialtrone e che, in caso di risultato insoddisfacente, impone multe o annulla tutti i contratti teatrali". Chissà, forse l'idea contenuta nel format di Riondino e Vergassola potrebbe anche essere accolta e resa operativa davvero dal Ministero della Cultura. "Già, chi lo sa - replica Riondino - non a caso stiamo pensando di invitare il ministro Francescini allo spettacolo. Hai visto mai che..."

Quando gli spettacoli. Da giovedì 18 a giovedì 28 febbraio. Tutte le sere alle 21; il martedì alle 20; il mercoledì alle 17 e la domenica alle 17.30.