Addio Paolo Poli, una vita in palcoscenico
Artista versatile, aristocratico e provocatore. È morto a Roma Paolo Poli, un maestro del teatro, attore brillante ed eterno bambino. Nato nel 1928 a Firenze, non ha mai abbandonato la sua lieve impronta toscana in quella vocina impertinente che ha reso celebre la lettura di Pinocchio e ha contraddistinto il suo modo unico di raccontare favole per i più piccoli o novelle famose alla Radio negli anni Settanta. Attore brillante per vocazione, dalla comicità intelligente e provocatoria, ma sempre con un sottofondo giocoso, come nei suoi famosi en travesti, amava i testi surreali, i lati onirici, il ridicolo del sentimentalismo, il rapido sberleffo, l'ironia che smonta e rivela anche quella sotterranea nota malinconica e esistenziale propria di ogni vero artista. Nonostante l'età, energico e irriverente, aveva continuato anche dopo gli 80 anni a frequentare il palco, a realizzare libri - come l'audiolibro Emons in cui leggeva "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene" di Pellegrino Artusi - ed era anche tornato in tv, dopo oltre 40 anni, con "E lasciatemi divertire", otto puntate insieme all'amico Pino Strabioli in onda su RaiTre