Spettacoli

Teatro/Danza

Teatro, Danza, Musica: alla Biennale tre festival dialoganti

L'estate veneziana sarà caratterizzata da spettacoli, workshop, laboratori e corsi che faranno interagire tra loro le diverse discipline. Tra gli ospiti Trisha Brown, Toni Servillo, Romeo Castellucci, Jan Klata, Ryo Murakami, Divertimento Ensemble

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Tre festival che non vogliono essere solo una vetrina ma intendono presentare il lavoro di grandi star e grandi specialisti, mettendo i maestri a confronto con i giovani in modo non casuale, attraverso workshop, laboratori, corsi che fanno parte integrante del programma. Si parla dei festival di danza, musica e teatro della Biennale di Venezia (3 milioni e 700mila euro il budget complessivo) che in tempi diversi animeranno l'estate della città, dialogando tra loro, utilizzando i luoghi per “un'operazione duale”, come ha detto il presidente Paolo Baratta, riferendosi appunto agli spettacoli ma anche alla formazione di giovani artisti con Biennale College che è la grande invenzione culturale degli ultimi festival: “dare cioè importanza agli spettacoli ma anche ai workshop organizzati in modo diverso dai tre settori, offrire ai giovani la possibilità di partecipare a programmi identificati nel nome di un regista o di un coreografo o musicista che in alcuni casi si completano presentando piccoli lavori nel corso del festival - ha spiegato il presidente – Facendo così della Biennale un luogo unico dove maestri e giovani si possono incontrare”.

Su questa struttura, la proposta artistica è come sempre ricca, aperta a luoghi diversi di Venezia, palazzi e campielli, spazi all'aperto, e questo nonostante sia un anno di passaggio per i tre festival , come si sa, con i tre direttori riconfermati per un anno, in attesa dell'avvicendamento.
 
DANZA
Dal 17 al 26 giugno
 
Il ricco programma orchestrato da Virgilio Sieni ospiterà 25 danzatori e coreografi della scena contemporanea, autori di 32 titoli, di cui 9 saranno presentati in prima mondiale e altrettanti in prima per l'Italia. Quindici di loro si confronteranno con i giovani per Biennale College. Gli spettacoli (percorsi o "mappe" tra gli spazi della Biennale all'Arsenale e luoghi sia all'aperto che al chiuso distribuiti tra i sestieri di San Marco, Dorsoduro, Castello, fino all'Isola di San Giorgio). Un festival che chiede una “postura” anche dello spettatore. Il festival deve indicare quelle che sonoa lcune traiettorie e contesti da riportare in una forma di apertura. E' necessario lavorare ripenando al senso dell'abitare il palcoscenico e di un festival, al concertto di trasmissione”, ha spiegato Sieni. Questo vuol dire che tutti sono invitati a partecipare creando nuove geografie ambientali, emotive, artistiche.
Molti i  “Maestri”: Maguy Marin, che prenderà il Leone d'oro alla carriera 2016, con il poetico Duo d'Eden, e la grande Trisha Brown con Planes, Opal Loop, Locos, For M.G.: The Movie, opere che ripercorrono le tappe artistiche, dagli anni 60 ai 90, della coreografa americana.  Anne Teresa De Keersmaeker, che firma Vortex Temporum, sulla partitura-capolavoro di Gérard Grisey, eseguita dal vivo dall'Ensemble Ictus; e ancora Emanuel Gat, esponente della nuova danza israeliana affermatasi anche in Europa, che alla Biennale riserva la prima mondiale di Sunny, nato sulle musiche, eseguite dal vivo, di Awir Leon.

Shobana Jeyasingh, pioniera del multiculturalismo in danza, con Outlander, ma anche Nacera Belaza, la coreografa di origine franco-algerina con  Sur le fil e La traversée ci apriranno a culture diverse. L'italiana Adriana Borriello, presenta il secondo movimento del ciclo Col corpo capisco, Thomas Hauert e la sua compagnia Zoo portano Inaudible e la tedesca Isabelle Schad in coppia con l'artista di origine francese Laurent Goldring, autori di un originale percorso all'incrocio tra danza, performance e arti visive. Tra le altre presenze significative Marina Giovannini con Duetto nero e un bel gruppone di artisti trentenni: Yasmine Hugonnet, l'italiana Annamaria Ajmone, Gabriel Schenker, il catalano Albert Quesada, il newyorchese Daniel Linehan, Francesca Foscarini, Lara Russo, Daniele Ninarello che  sarà a Venezia con il sassofonista Dan Kinzelman per un percorso parallelo di suono e movimento, Kudoku; Camilla Monga, con  Quartetto per oggetti.
 
TEATRO

 Dal 26 luglio al 14 agosto

Non sarà il festival vero e proprio (che c'è stato lo scorso anno) ma comunque si vedranno 10 spettacoli oltre ai 17 laboratori che sono il vero centro del programma, di cui 9 avranno un esito aperto al pubblico, più le residenze di 4 compagnie che mostreranno in pubblico il loro lavoro: per esempio Toni Servillo che qui lavorerà con le lezioni di Luois Jouvet.

Il filo comune scelto dal direttore Alex Rigola è la riscrittura e la trasfigurazione dei classici. Oskaras Koršunovas firma il suo personale Gabbiano. Jan Klata, regista e drammaturgo dalla vocazione politica, alla testa dello Stary Teatr di Cracovia, per la prima volta in Italia porta il suo ultimo spettacolo, uno strano Re Lear, che sposta la vicenda sulle sponde del Tevere ai nostri giorni a cominciare dalle musiche. 

Torna la brasiliana Christiane Jathay che propone una delle sue riletture cinematografiche, Tre sorelle.  Ancora più radicale è l'operazione compiuta dal catalano Roger Bernat con Please, continue (Hamlet): il testo di Shakespeare diventa un vero e proprio processo a Amleto con la partecipazione del pubblico. La cronaca  con due personaggi Bastian Bosse, giovane omicida di compagni e professori e poi suicida, e Natascha Kampusch, sfuggita dopo dieci anni di prigionia al suo carnefice e carceriere, va in scena con Le chagrin d'ogre di Fabrice Murgia.

Si rivedrà Clôture de l’amour del drammaturgo, regista e coreografo Pascal Rambert, mentre Romeo Castellucci presenta  Ethica (Natura e origine della mente), primo di un ciclo di cinque azioni sceniche ispirate all'opera spinoziana, iniziata proprio a Venezia con  Biennale College 2013.

Curiosa operazione Bob: una analisi dettagliata del grande Bob Wilson  di Anne Bogar. Inoltre ci sarà na piccola sezione di artisti e performer del circo e non solo. Tra i workshop oltre agli artisti ospiti ci saranno anche quelli con Stefan Kaegi, Declan Donnellan, Leone doro alla carriera e Willem Dafoe, ma anche i drammaturghi inglesi Martin Crimp, Simon Stephens, Mark Ravenhill e l'austrica Eva-Maria Voigtländer. Tra le compagnie in residenza, oltre a Toni Servillo, i Motus che rilavoreranno su uno spettacolo già visto Splendid, Angelica Liddell con la sua compagnia Atra Bilis Teatro, e Babilonia Teatro Leone d'argento 2016 per il loro lavoro sociale e  impegnati a Venezia con  ZeroFavole.
 
MUSICA
dal 7 al 16 ottobre

Il direttore Ivan Fedele dice che il suo festival “vuole curiosare là dove non è ovvio arrivare”. ha raccolto 26 appuntamenti con 46 prime assolute, 27 novità per l'Italia e 25 commissioni, fra cui spiccano quelle a Kaja Saarihao, Pascal Dusapin, Salvatore Sciarrino, quest'ultimo premiato con il Leone d'oro alla carriera. Per la prima volta vengono commissionati anche dj-set: il veneziano Giacomo Mazzuccato, alias Yakamoto Kotzuga, e il duo M+A. In prima italiana il giapponese Ryo Murakami, appartenente all'area più radicale e innovativa, che verrà premiato con il Leone d'argento.

Molti gli autori italiani Giacomo Manzoni, Azio Corghi e Sylvano Bussotti, a Claudio Ambrosini, Luca Mosca, Michele dall'Ongaro, Stefano Gervasoni, fino a Mauro Lanza, Vittorio Montalti, Gabriele Cosmi con interpreti che vanno da Sentieri Selvaggi e Fontanamix, all'Orchestra di Padova e del Veneto. E ancora gli americani minimalisti David Lang, Julia Wolfe, Jóhann Jóhannsson,  Tyondai Braxton, Nico Muhly, Judd Greenstein.

Solisti e ensemble di aeree meno conosciute come l'Ensemble Modern, Accroche Note e l'Ensemble U.  L'Ensemble Orchestral Contemporain dedica a Gérard Grisey, “autore scomparso prematuramente, pezzi che fanno parte di un repertorio condiviso ma che è giusto riproporre”, dice il direttore. Cinema e musica con le Percussions de Strasbourg. Il violoncellista argentino Fernando Caida Greco propone un progetto con alcune commissioni  a autori italiani (Sonia Bo, Umberto Pedraglio, Alessandra Ravera, Paolo Rosato, Alessandra Bellino, Andrea Manzoli). Il concerto del Divertimento Ensemble mette al centro il rapporto complesso che tre compositori iraniani con studi in Europa - Alireza Farhang, Karen Keyhani, Mehdi Khayami - hanno con la loro tradizione e la loro cultura musicale. E ancora i musicisti di Tempo Reale Un progetto speciale
 la prima mondiale di Symphony Device – teatro sonoro per dispositivi, coproduzione della Biennale di Venezia e di Tempo Reale con un progetto particolare, dal  concetto di “dispositivo” di Foucault  e la jazz band Locomotive, capitanata dal sassofonista Raffaele Casarano, ospite d'eccezione Paolo Fresu. 

A proposito di giovani:  verranno presentati quattro brevi atti unici nati proprio sull'esperienza innovativa di Biennale College - Funeral Play di Caterina Di Cecca, Il flauto tragico di Roberto Vetrano, Troposfera di Francesco Ciurlo e Trascrizione di un errore di Alexander Chernyshkov seguiti da Salvatore Sciarrino e Luca Mosca per la musica, Nicholas Hunt e Franco Ripa di Meana per la regia, Sergio Casesi e Giuliano Corti per la drammaturgia.