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TEATRO

Romaeuropa, la Capitale di nuovo invasa da danza, teatro, musica e arte

Dal Palatino all'Accademia dei Lincei, dall'Infn di Frascati all'Aula Ottagonale delle Terme di Diocleziano, la nuova edizione del festival arriverà a Roma dal 21 settembre al 3 dicembre con 524 artisti, da celebrità come Anne Teresa De Keersmaeker e Romeo Castellucci alla banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio

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Ha scombinato la definizione classica di generi, ha superato le delimitazioni e i confini tra rappresentazione, happening, performance, è stata uno sguardo curioso sulla produzione internazionale, ha portato in Italia  artisti e spettacoli  della scena contemporanea in molti casi conosciuti proprio grazie alla fertilità delle sue proposte. Romaeuropa è il più importante festival di spettacolo - danza, tatro, musica, arte - della capitale, il più longevo e il più ricco, con una programmatica vocazione internazionale che è stata un sicuro arricchimento anche per la scena nostrana. Nato festival, via via nei 31 anni di vita si è sedimentato nella vita culturale da essere ormai diventato quasi una vera "stagione" a sé stante, e non a caso mai come quest'anno il direttore Fabrizio Grifasi e la presidente Monique Veaute hanno insistito sulla necessità di ottenere dal Comune di Roma una sede, un luogo permanente, interrompendo il nomadismo negli spazi romani che quest'anno sono ben 20.
Les 7 Doigts de la Main 
Dall'area archeologica del Palatino all'Accademia dei Lincei, dall'Infn di Frascati all'Aula Ottagonale delle Terme di Diocleziano, la nuova edizione di Romaeuropa si svolge dal 21 settembre al 3 dicembre con 524 artisti, da celebrità come Anne Teresa De Keersmaeker, Romeo Castellucci, Giorgio Barberio Corsetti, Alvin Curran Sabine Meyer alla banda della Scuola Popolare di Musica di Testaccio, per 145 giorni di attività multidisciplinari raccolte nel  titolo Portati altrove. Inoltre ci sarà un'anteprima - dal 24 giugno al 18 settembre - realizzata con la Soprintendenza per l'area archeologica centrale di Roma con la mostra Par tibi, Roma, nihil, ideata da Monique Veaute e curata da Raffaella Frascarelli nell'Area Archeologica del Palatino dove verrà anche presentato Palamede, la storia, uno spettacolo di Alessandro Baricco.
Romeo Castellucci 
Nel calendario il gusto di mescolare le differenze. Si parte il 21 con il nuovo Barbarians del coreografo Hofesh Shechter al Teatro Argentina. Forced Entertainment di Tim Etchells presenta 36 opere di Shakespeare in spettacoli di 50 minuti e in 8 giorni e recitati su un tavolo dove vengono animati oggetti di uso comune dal dentifricio alla scatola di tonno. Dopo la bella regia di Antonio Latella torna un altro spettacolo da Le benevole il poderoso romanzo di Jonathan Littell stavolta con la regia di Guy Cassiers; danza e circo con Les 7 doigts de la main; Music for Solaris è un progetto musicale di Ben Frost, Brian Eno e Daniel Bjarnason dal film Solaris di Andrej Tarkovskij eseguito dall'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia che sarà anche in Senza sangue di Peter Eotvos dall'omonimo romanzo di Alessandro Baricco. Romeo Castellucci porta la sua Orestea ripresa dopo 21 anni. Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, debuttano con Il cielo non è un fondale, Timpano & Frosini con Acqua di colonia, e all'Accademia di Francia Lina Prosa presenta Pentesilea.
Frost-Bjarnason-Eno 
Per la danza vedremo i lavori di molti giovani e di molte celebrità. Tra i giovani, Sharon Eyal e la sua L-E-V Company, Noè Soulier, Liz Santoro, Pierre Godard, dall'Olanda Nicole Beutler, Ann Van Den Broek e Jan Martens; e ancora la nuova edizione di DNA tutta al femminile con i soli di Marion Alzieu, Ayala Frenkel, Chiara Taviani più gli spettacoli di Christos Papadopoulos, Lali Ayguadé, Yasmine Hugonnet, Lara Russo. Tra i grandi Emio Greco e Pieter C. Scholten, che con Franck Krawczyk e i danzatori del Ballet National De Marseille firmano La Passione secondo Matteo di Bach, Anne Teresa De Keersmaeker con Rain con musiche di Steve Reich, mentre il geniale Wim Vandekeybus porta In Spite of Wishing and Wanting sulle musiche originali di David Byrne.
Colapesce 
E a proposito di musica quest'anno c'è l'imbarazzo della scelta. Tra gli altri: Alvin Curran con la Banda della Scuola popolare di Musica di Testaccio, Sabina Meyer dei Berliner Philharmoniker, Lucia Ronchetti e alla Pelanda l' Ensemble per Sylvano Bussotti ed Alessandra Celletti con l'artista visivo Onze, gli Stereoptik, il collettivo Edison Studio, Chassol e Colapesce, LODHO - L'Orchestre d'hommes-Orchestres. Raiz degli Almamegretta lavorerà con il compositore Yotam Haber e l'Ensemble LCP diretto da Daniele Del Monaco sulle  antiche melodie ebraiche. Alla Pelanda come sempre la programmazione più spostata sulle arti visive con la scultura acquatica di Shiro Takatani e Christian Partos, la rete GARR che ne Il ratto di Europa di Giorgio Barberio Corsetti collegherà con la fibra ottica l'Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, Palazzo Altemps, Colosseo e INFN Frascati.