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TEATRO

Mario Martone e il teatro-comunità. "La scena è viva quando si interroga sulla realtà"

Il regista, direttore artistico dello Stabile di Torino, presenta la stagione 2016-2017. Quattordici produzioni, 34 lavori ospiti e 15 investimenti progettati per Torinodanza. Da Shakespeare a Leopardi a Eduardo, va in scena anche "Il nome della rosa"

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«Un teatro è vivo se crea e conserva una comunità di artisti, se parla al proprio pubblico non solo osando sul piano formale ma anche agendo in una dimensione politica, nella consapevolezza che la scena è viva quando si interroga sulla realtà, attraverso uno scambio di linguaggi che arricchisce. E nel primo tratto da teatro nazionale, il nostro Stabile di Torino ottiene e annuncia risultati importanti per la stagione 2016/2017». Così parla Mario Martone, direttore artistico dello Stabile torinese. Uno sguardo alle 14 produzioni – includenti 4 coproduzioni e 4 riprese – cui si affiancano 34 lavori ospiti, e 15 investimenti progettati per Torinodanza, testimonia che il quadro degli spettacoli di punta gli dà ragione, è una mappa che rinnova il classico, affronta a gamba tesa il contemporaneo, rende socialmente rilevanti i connotati di testi moderni ormai universali.
Mario Martone. In alto, una scena dalla "Tempesta" del Teatro nazionale di Craiova 
«Le nostre produzioni in cantiere - spiega Martone - risaltano in modo nuovo un capolavoro come Il giardino dei ciliegi di Cechov cui è abbinata la regia di Valter Malosti, dove lo Stabile accoglie per la prima volta Elena Bucci in un cast formato anche da Fausto Russo Alesi, Natalino Balasso, il giovane Giovanni Anzaldo, e un attore di lungo corso come Piero Nuti. Oppure, il nostro marchio fa un investimento sulla contemporaneità adottando Sogno d’autunno del norvegese Jon Fosse affidato alla messinscena del già avvezzo Valerio Binasco, piemontese ora australiano, che può contare sulla presenza di Giovanna Mezzogiorno e su quelle di Michele Di Mauro e Milvia Marigliano. Il cartellone sostenuto da noi fa leva pure su una versione teatrale di Il nome della rosa di Umberto Eco, con drammaturgia di Stefano Massini e regia di Leo Muscato. E al terzo spettacolo della trilogia di Jurij Ferrini, Misura per misura di Shakespeare, s’aggiungeranno le letture sceniche di copioni di Natalia Ginzburg, ad opera di Leonardo Lidi. Tra gli appuntamenti già nati e messi per la prima volta in cartellone a Torino c’è Smith & Wesson di Alessandro Baricco con allestimento di Gabriele Vacis».

Proprio con Smith & Wesson si entra nel comparto delle coproduzioni (qui con lo Stabile del Veneto). E allora è d’obbligo citare un intervento registico esterno dello stesso Martone: «C’è un mio primo incontro con Eduardo, con Il sindaco del rione Sanità, calato in un orizzonte dei nostri giorni (con Francesco Di Leva nella parte di Antonio Barracano), un’impresa che lo Stabile condivide con il gruppo del Nest dislocato in un’area disagiata di Napoli, e con la compagnia di Luca De Filippo oggi guidata da Carolina Rosi. E’ lì, in ottemperanza agli accordi a suo tempo maturati tra Luca e il Nest, che il lavoro debutterà, per poi essere visto anche a Torino». Del capitolo degli spettacoli realizzati in ditta fanno parte anche Guerra e pace/War & Peace del collettivo di artisti inglesi e tedeschi Gob Squad col sostegno della Volksbuehne di Berlino e della Kammerspiele di Monaco di Baviera. E anche La signorina Felicita di Gozzano, coprodotto con il Teatro della Caduta, e pure Ritratto d’Italia da Leopardi, con Fabrizio Falco, con Le vie dei Festival e Minimo Comune Teatro, oltre all’attuale Come vi piace diretto da Muscato, atteso e co-sostenuto dall’Estate Shakespeariana di Verona (e poi in tournée in Cina). In tournée in Italia sarà la Fedra co-gestita con l’Ert, in cui Andrea De Rosa dirige Laura Marinoni Luca Lazzareschi e Falco.
L'"Amleto" degli inglesi Tiger Lillies uniti ai danesi Theatre Republique 
Il Progetto Internazionale ha in calendario un Amleto dark e dissacrante degli inglesi Tiger Lillies uniti ai danesi Theatre Republique, e una Tempesta shakespeariana a firma del Teatro Nazionale di Craiova. In tutto gli spettacoli saranno 63. Ai quali s’aggiungono le proposte di Torinodanza, comprendenti tra l’altro il giapponese Sabuto Teshigawara, i belgi Alain Platel, Jaco Van Dormael e Michèle Anne De Mey, l’israeliana Batsheva Dance Company, i francesi Angelin Preljocaj, Olivier Dubois e Mathurin Bolze, la canadese Danièle Desnoyers.