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TEATRO

Il coro dei detenuti di Abbado, dal carcere al Senato

Il Coro Papageno, specialissimo ensemble musicale nato all'interno del carcere "Dozza" di Bologna, invitato dal Presidente del Senato Pietro Grasso. La figlia del maestro: "Il nostro sogno? Che ogni carcere abbia un coro"

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"Sono Giovanni B., uno dei tanti detenuti della "Dozza" che frequenta il "Coro Papageno". Sono stato uno dei primi ad aderire all'iniziativa anche se in un coro non avevo mai cantato... Io che sono sempre stato allergico allo studio e ai libri, mi sono messo di buona volontà per capirci qualcosa, con il passare del tempo ho capito che la cosa mi prendeva e quando arrivava il lunedì mattina attendevo con ansia la chiamata. Perché quella giornata per me era, ed è ancora tutt'oggi "speciale", mi fa sentire diverso, con un umore che non riesco a descrivere: ...non vedo più le sbarre, cancelli e divise, la mia mente è altrove e mi trovo catapultato in un altro mondo, tutto diverso, che a me prima era sconosciuto, ed ora ci sono dentro con grande soddisfazione. Per me è come una droga, ma di quelle che fanno bene, ti fa viaggiare in un mondo diverso".

Il coro di detenuti di Abbado ora ha anche un film

Fanno venire il magone le parole di Giovanni, una delle prime voci del Coro Papageno, specialissimo ensemble musicale nato all'interno del carcere "Dozza" di Bologna da una idea di Claudio Abbado: il celeberrimo direttore d'orchestra, che aveva diretto alcuni dei concerti negli istituti di pena, usava dire che "la musica salva  la vita". E dove meglio può salvarla se non in un carcere? Il Coro Papageno è nato così nel 2011, intitolato al personaggio di una delle più belle esecuzioni di Abbado stesso, Il Flauto Magico di Mozart, con l'intento di portare arte, cultura e sensibilità nuove in un luogo di reclusione, di vivere la musica  come strumento educativo, riabilitativo, di riscatto. Alla morte del grande direttore il testimone è poi passato alla figlia Alessandra, Presidente dell'Associazione Mozart14, che prosegue i progetti sociali di Abbado, "e oggi si raccolgono i frutti del lavoro svolto con tanto impegno nel corso di questi cinque anni. Il nostro sogno è che ogni carcere abbia in futuro il suo Coro Papageno", ha dichiarato Alessandra Abbado.

Anche per questo è dunque un segnale importante che il Presidente del Senato, Pietro Grasso, abbia deciso di invitare i detenuti "coristi" per un concerto, il primo in assoluto in un luogo pubblico, nell'aula di Palazzo Madama, a Roma, il 20 giugno 2016, alle ore 17 (ci sarà la diretta su Rai 2), che aprirà ufficialmente la Festa Europea della Musica in programma il giorno dopo e dedicata quest'anno al tema dell'integrazione. "La musica per la 'rieducazione del condannato', per usare le parole della nostra stessa Costituzione, è una idea di straordinario valore - ha spiegato il presidente del Senato Pietro Grasso - È anche per rendere onore all'indimenticabile Claudio Abbado, Maestro e Senatore a vita, che ho deciso di ospitare a Palazzo Madama l'iniziativa del Coro Papageno".

Il Coro Papageno presenterà un repertorio di musiche multietniche accompagnato da un ensemble di archi. "Non mancano canoni di derivazione colta (come Vent Fin o Dona nobis Pacem) - ha anticipato Michele Napolitano che dirige il Coro - ma anche quelli popolari (come Rock My Soul). E poi ci sono tanti canti in lingua originale: inglese, francese, ma anche arabo, ebraico, macedone, rom, svedese. Cantare in lingue diverse non serve solo per scoprire paesaggi sonori sconosciuti e lontani, ma anche a condividere aspetti culturali - e talvolta religiosi - diversi dal proprio. Armonizzare la propria voce a quella degli altri favorisce la costruzione di un microcosmo di relazioni che valorizza le differenze, nel tentativo di costruire, giorno dopo giorno, nota dopo nota, seppur in piccolo, l'idea della pace". Il Coro Papageno è composto da 75 elementi, una trentina di volontari esterni e il resto detenuti, uomini e donne, perché è anche il primo coro carcerario misto e a riprova che la coesione che il lavoro corale stimola è una cosa concreta, nel coro sono nate vere storie d'amore  - raccontano i collaboratori- e soprattutto amicizie solide."Fare musica insieme è di fatto la più efficace educazione alla vita comunitaria, al rispetto, alla disciplina e soprattutto all'ascolto reciproco - diceva  Claudio Abbado - L'ascolto è un elemento imprescindibile, anche se quasi sempre trascurato, nella vita civile. Perciò sono da sempre convinto che non ci sia solo un valore estetico nel fare musica: dalla sua bellezza intrinseca, in grado di comunicare universalmente, scaturisce un intenso valore etico. "E la forza di questo valore è testimoniato proprio dalla fedeltà dei coristi che una volta usciti mantengono il legame con l'ensemble, nonostante l'inevitabile turn over della composizione perché chi viene rimesso in libertà, per ragioni di sicurezza, non ha più la possibilità di proseguire l'attività all'interno del penitenziario. Anche per questo, allo scopo di mantenere su un buon livello, la formazione musicale dei vari "coristi" è stato attivato anche un corso di alfabetizzazione musicale e tecnica vocale nel carcere. Tra le prossime iniziative del coro Papageno, un film: un documentario Shalom: viaggio nel Coro Papageno, in fase di fundraising, con la regia di Enza Negroni, previsto per settembre. Sarà un "diario di bordo" dentro il carcere seguendo le attività del Coro Papageno e dei detenuti.