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TEATRO

A Roma c'e 'IF/Invasioni dal futuro*003', il teatro tra archeologia e fantascienza

Fino al 25 settembre all'Auditorium di Mecenate l'installazione-spettacolo che unisce videoarte, teatro e letteratura con la partecipazione diretta degli spettatori

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Il teatro ragiona spesso sulla scarsa pervasività del proprio linguaggio rispetto ai mezzi di comunicazione di massa o ai social. Eppure solo il teatro è in grado, per esempio, di trovare nelle nuove tecnologie nuove capacità narrative e nuovi modi di rendere viva la presenza dello spettatore.

Un esempio è l'originale lavoro che un gruppo di artisti 30-40enni ha realizzato a Roma, giocando sulla suggestione del cortocircuito tra antico e futuro, archeologia e fantascienza. Si parla di IF / Invasioni (dal) Futuro*003: se nelle due precedenti edizioni ci si limitava a presentare spettacoli di giovani artisti, quest'anno IF è una installazione-spettacolo che chiama direttamente alla partecipazione viva dello spettatore.
Il suggestivo auditorium di Mecenate, uno dei tanti resti romani della capitale, spazio rettangolare con una minuscola abside a forma di auditorium (alle cui pareti ci sono resti di affreschi) che si dice appartenesse alla villa di Mecenate sull'Esquilino nel 30 a.c., è diventata la base per un “finto” trasmettitore spaziale millenario che invia racconti e parole di lontani passati che per noi sono futuri: novelle e racconti di fantascienza di Dick e Bradbury, di Clarke o Simak.

A Roma c'è 'If - Invasioni dal futuro', il teatro tra archeologia e fantascienza

L'idea è di Casadirgilla, un ensemble che raggruppa vari artisti intorno a Lisa Ferlazzo Natoli, Alessandro Ferroni, Alice Palazzi, Maddalena Parise. Superando trafile burocratiche infinite (a prestazione gratuita di tutto il personale artistico e tecnico, aggiungono loro) grazie ai complicati parametri del Bando 2016 dell’Estate Romana, hanno creato dentro l'edificio romano quattro postazioni- radio, tavoli con intorno le sedie, e su ciascun tavolo una sorta di scacchiera collegata a un computer: lo spettatore preme a sua scelta uno dei tasti della scacchiera e  ascolta in cuffia uno dei racconti:  si va da  Le bambinaie di Simak, I prossimi inquilini di Clarke, a La formica elettrica, Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, Minority report di Dick, tra i più gettonati con Solaris di Lem raccontato per intero, o Guida galattica per gli autostoppisti il ciclo a puntate di Douglas Adams per la radio inglese sull’odissea spaziale di un gruppo di strani viaggiatori (i testi sono a cura di Silvana Natoli e Graziano Graziani). Attori celebri hanno prestato le voci per la narrazione, da Elio De Capitani a Vinicio Marchioni, da Marco Foschi a Fortunato Leccese. Mentre si ascolta, in solitaria concentrazione, intorno sulle antiche mura romane, vengono proiettate immagini che evocano i temi dei racconti di Luca Brinchi, Daniele Spanò, Roberta Zanardo accompagnate dai  paesaggi sonori a cura di Gianluca Ruggeri e Alessandro Ferroni.
Lo spettatore è libero di fare quello che vuole: girare e guardare le immagini, ascoltare un racconto piuttosto che un altro, cambiare postazione, può stare in quello spazio 5 minuti o i 90 che richiede l'ascolto per intero di uno dei cicli dei racconti o romanzi. A guidarlo ci sono dei “traghettatori” Antonietta Bello, Lorenzo Frediani, Silvio Impegnoso, Lorenzo La Posta, Anna Mallamaci, Francesca Zerilli che fin dall'avvio teatralizzano l'ingresso in quella nuova dimensione (fino a domenica: ore 17-19-21, domenica anche ore 11). L'effetto è interessante perchè lontano da ogni illustrazione: quelle storie fantascientifiche, di mondi lontani, strani androidi, e animali meccanici risuonano in quel luogo antico con una forte potenza simbolica, come anticorpi che aprono  ad altre emozioni.