Enrico Bertolino e la Costituzione: "Con 'Perché boh' voglio riflettere col pubblico sul referendum"
Anna Bandettini, ANNA BANDETTINI
Nel suo nuovo spettacolo, a Roma il 4 e 5 ottobre, l'attore valuterà le ragioni del sì e quelle del no: "Non sono Travaglio, voglio far uscire il pubblico più felice e sapiente"
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
Da mesi sentiamo parlare dell'imminente referendum costituzionale. Ogni sera in tv c'è qualcuno che si dichiara per il sì, qualcuno per il no. Ma cosa ne sappiamo di quella consultazione? E della nostra Costituzione? Per esempio: da quanti articoli è composta? E quanti ne modifica il referendum? Cambierà qualcosa nella nostra democrazia? Chi è contro chi?
Risponde a queste ed altre domande uno spettacolo col gusto dell'ironia e un attore che gioca tra incredulità, scetticismo, sarcasmo e disimpegno. Perchè Boh di Enrico Bertolino al Teatro Brancaccio di Roma martedì 4 e mercoledì 5 ottobre è come un talk show dalla forma grottesca: è un dialogo col pubblico per riflettere tutti assieme sul referendum che modificherà la nostra Costituzione: a cosa serve, si chiede per esempio Bertolino, è utile?. E' anche previsto uno spazio finale per un politico (per il sì una sera…
Da mesi sentiamo parlare dell'imminente referendum costituzionale. Ogni sera in tv c'è qualcuno che si dichiara per il sì, qualcuno per il no. Ma cosa ne sappiamo di quella consultazione? E della nostra Costituzione? Per esempio: da quanti articoli è composta? E quanti ne modifica il referendum? Cambierà qualcosa nella nostra democrazia? Chi è contro chi?
Risponde a queste ed altre domande uno spettacolo col gusto dell'ironia e un attore che gioca tra incredulità, scetticismo, sarcasmo e disimpegno. Perchè Boh di Enrico Bertolino al Teatro Brancaccio di Roma martedì 4 e mercoledì 5 ottobre è come un talk show dalla forma grottesca: è un dialogo col pubblico per riflettere tutti assieme sul referendum che modificherà la nostra Costituzione: a cosa serve, si chiede per esempio Bertolino, è utile?. E' anche previsto uno spazio finale per un politico (per il sì una sera, per il no l'altra) perchè si ride, si riesumano aneddoti, si canta, si improvvisa, ma si fa anche sul serio ed è giusto capire “davvero” cosa andremo a votare. Bertolino (con i coautori Luca Bottura e Enrico Nocera, e il regista Massimo Navone) lo chiama “instant theatre”, un intrattenimento in cui c'è narrazione, attualità, umorismo, storia, costume, cronaca, comicità, politica e satira, canovaccio e improvvisazione. “In due parole: formazione e entertaiment. Lo abbiamo inventato quando a Milano c'erano le elezioni comunali. Due sere al Teatro Nuovo tra il primo turno e i ballottaggi con Sala e Parisi. Lo spettacolo ripercorreva la campagna elettorale, vizi e virtù degli eletti. E ha funzionato”, dice il comico che in scena sarà col pianista Teo Ciavarella, “uno che si è montato la testa dopo il successo con Virginia Raffaele e adesso recita. Fa il pianista da crociera, coinvolge gli spettatori. Insomma lo spettacolo lo fa lui”, chiosa scherzando Bertolino.
Con 'Perché boh' Bertolino porta in teatro il referendum sulla Costituzione
Come si fa a fare uno spettacolo su un referendum?
“Spiegando e imparando. Valutando le ragioni del sì e quelle del no. Magari cercando di sapere di cosa parliamo. Lo sa che nessuno sa quanti articoli ha la nostra Costituzione? Col maestro Ciavarelli andremo un po' più a fondo nelle cose. Faremo un po' di cronistoria dai dieci comandamenti, che chiamarono così, per obbligare la gente a farlo, altrimenti con la sola parola “legge” nessuno se li filava, a oggi. Noi italiani abbiamo la memoria di un pesce rosso . Un po' di ripasso non fa male”.
Tipo?
“Manderemo un filmato di un quiz presentato anni fa da Carlo Conti: chiedeva quando Hitler prese la cancelleria se nel '33, nel '79 o nel '48. Bene, la prima risposta è stata: nel '79. Un'altra volta io ho usato la parola promulgata e dal pubblico mi hanno chiesto cosa voleva dire”.
Dunque bisogna venire preparati, bisogna studiare prima di sedersi in platea?
“Ma no, dai. Saremo noi a spiegare e in modo divertente. Diremo perchè l'uomo decise di fare le leggi per tutti, racconteremo il codice di Hammurabi, la più antica raccolta di leggi del 1750 a.C., degli antichi romani che partorirono 1600 costituzioni. Praticamente era una imprecazione”, passando per lo Statuto Albertino che nel 1861 divenne la prima “Costituzione” del Regno d’Italia dove il popolo col cavolo era sovrano”.
Un po' come tornare sui banchi di scuola.
“Ma noi faremo il nostro ripasso anche cantando. 'Voto per votà.... perchè ho un cugino che vo fa l'usciere', sulle note di Tanto pe canta'..... Gli articoli per esempio li spieghiamo con i Pooh. Il 21 lo intoneremo su Tanta voglia di lei, il primo, Uomini soli quello contro la guerra. Faremo il karaoke costituzionale. Non sono mica Travaglio: dai suoi spettacoli esci incazzato, io invece voglio fare uscire il pubblico felice e più sapiente, scardinare un po' di ignoranza che è il terreno fertile dei politici”.
Già e chi inviterete come politico?
“Da Renzi, Boschi in giù abbiamo invitato tutti. Si vedrà all'ultimo chi è libero in quelle sere. Coi politici è così. Li intervisteremo, l'importante è che non vengano a fare il comizio, ma diano ragione delle vere motivazioni”.
Lei voterà sì o no?
“Io ero per il sì, ma mi hanno detto che anche Verdini è per il sì. Allora mi son detto: voto no. Ma poi ho letto che anche D'Alema vota no, e io non voto come D'Alema”.
E allora?
“Voto boh. E poi mi schiero con quelli che vincono”.