Motus, 25 anni borderline, uno spettacolo e una mostra: "Il teatro è connesso alla vita"
Anna Bandettini, ANNA BANDETTINIDaniela Nicolò con Enrico Casagrande portano 'Raffiche' al Festival 'Vie' di Emilia Romagna Teatro, martedì 18 ottobre all'Hotel Carlton di Bologna. In contemporanea, la mini-personale dedicata al gruppo 'Hello Stranger' che ripercorre i 25 anni di attività
Otto donne attiviste si trovano asserragliate nella suite di un Gand Hotel per una storia di rapimenti, azioni terroristiche, sparatorie. Hanno imbracciato le armi ma ora sono circondate, senza via di scampo. Sono sole, spietate, confuse, fragili. Intorno a loro, vicinissimi, a stretto contatto, gli spettatori assistono attoniti: l'ostaggio è morto, e il gruppo delle attiviste comincia a sfaldarsi, piccole violenze interne, complotti, invidie. Il tasso di follia e violenza sale come in un infernale delirio. Con quel bel viso dolce, i capelli biondo-rosso tirati su a crocchia, Daniela Nicolò insieme a Enrico Casagrande racconta la storia borderline di Raffiche, il nuovo, atteso, spettacolo dei Motus che debutta al Festival “Vie”di Emilia Romagna Teatro, martedì 18 all'Hotel Carlton di Bologna aprendo anche la mini-personale che il Comune di Bologna dedica al gruppo riminese col titolo Hello Stranger ripercorrendo fino a dicembre i lavori pi&ugra…
Otto donne attiviste si trovano asserragliate nella suite di un Gand Hotel per una storia di rapimenti, azioni terroristiche, sparatorie. Hanno imbracciato le armi ma ora sono circondate, senza via di scampo. Sono sole, spietate, confuse, fragili. Intorno a loro, vicinissimi, a stretto contatto, gli spettatori assistono attoniti: l'ostaggio è morto, e il gruppo delle attiviste comincia a sfaldarsi, piccole violenze interne, complotti, invidie. Il tasso di follia e violenza sale come in un infernale delirio. Con quel bel viso dolce, i capelli biondo-rosso tirati su a crocchia, Daniela Nicolò insieme a Enrico Casagrande racconta la storia borderline di Raffiche, il nuovo, atteso, spettacolo dei Motus che debutta al Festival “Vie”di Emilia Romagna Teatro, martedì 18 all'Hotel Carlton di Bologna aprendo anche la mini-personale che il Comune di Bologna dedica al gruppo riminese col titolo Hello Stranger ripercorrendo fino a dicembre i lavori più importanti dei 25 anni di attività dei più underground, radicali artisti della scena indipendente italiana, nati teatralmente negli anni Novanta, amatissimi anche all'estero. Daniela, Enrico, l'attrice Silvia Calderoni e di volta in volta attrici e attori che calamitano sui diversi progetti sempre con la voglia di alzare il velo su quello che è marginale, borderline del nostro tempo.
Raffiche è un testo originale di Magdalena Barile e Luca Scarlini e rilegge la stessa situazione narrativa di Splendid's, opera postuma ma scritta nel 48 di Jean Genet che riverbera in una situazione anche tragicomica i suoi temi “forti”: la violenza fisica, la morte, identità confuse, sesso. Nel 2002 era stato un celebre spettacolo dei Motus, anche in quell'occasione rappresentato nelle stanze d'hotel. Oggi la banda di “La Rafale” è diventata le “Raffiche”, tutte donne, alzando così il tasso di ambivalenza. “Volevamo tornare a lavorare sul tema dell’identità e della rivolta, del rifiuto di aderire agli schermi prefissati anche sessuali e volevamo farlo trasformando Splendid's al femminile - spiega Daniela Nicolò - Ma l'agenzia che detiene di diritti ci ha negato il permesso”.
La solita bega degli eredi... come con Beckett?
“E infatti l'agenzia è la stessa: è rigidissima sul fatto che i testi siano mantenuti integrali. E' una grande questione questa dei diritti gestiti dagli eredi, perchè per preservare l'opera di un autore spesso si fa la museificazione. Noi abbiamo elencato loro tutti i casi in cui Genet vivo aveva accettato che i suoi personaggi cambiassero sesso. Un autore come lui aperto all'idea del tradimento, delle identità mescolate... Non c'è stato modo. Così abbiamo scritto un testo nostro, interessante perchè è stato scritto proprio sulle attrici, sulla loro fisicità”.
Sono Silvia Calderoni, Ilenia Caleo, Sylvia De Fanti, Federica Fracassi, Ondina Quadri, Alexia Sarantopoulou, Emanuela Villagrossi, I-Chen Zuffellato. Un gruppo eterogeneo anche teatralmente parlando. Nel testo sparano, tradiscono, si amano e si odiano... Perché ripensare Genet al femminile?
“Rappresentare la violenza con degli uomini è cool, ma farlo con le donne è più forte perchè è inatteso. E poi ci interessava dopo Mdlsx approfondire ancora il tema dell' abbattimento di generi sessuali”.
Non avete paura a parlare di violenza in un momento in cui ci si sente tutti sotto la minaccia del terrorismo?
“Capisco l'associazione ma la situazione è diversa. Le protagoniste sono attiviste che hanno fatto delle azioni più che altro provocatorie su temi come l'identità di genere, la libertà sessuale, la libertà di pornografia. Tra loro c'è una dialettica tra chi vorrebbe il passaggio alla lotta armata e chi no e comunque c'è anche dell'ironia sulla violenza: le armi sono dichiaratamente finte, una provocazione verso un simbolo di forza maschile”.
Il tema del maschile/femminile come in Mdlsx?
“È il discorso sul superamento delle barriere identitarie e sessuali, ma anche una riflessione sul potere le sue dinamiche e sulla paura di quando ti senti sotto assedio. Le protagoniste hanno rapito la scienziata di una multinazionale farmaceutiche che si arricchisce sul corpo della donna, di quelle che danno direttive sulla vita ormonale, riproduttiva... Ci sono molti movimenti femministi contro queste imposizioni. Noi portiamo una riflessione in merito”.
Uno spettacolo politico?
“Come diceva Julian Beck per noi il teatro è talmente connesso alla vita, alle domande su di noi, sull'ambiente, la società... Non riuscirei a fare uno spettacolo che non avesse l'urgenza di questioni che attraversano la società. Il tema della libertà e dell'identità, dire ad alta voce la propria diversità è parte di una necessità”.
Rispetto allo spettacolo di un tempo Raffiche è molto diverso?
“Molto è cambiato, per le attrici, le musiche di gruppi femminili, c'è un brano di Barbara la cantante che Genet amava, ma poi molti gruppi underground estremi, Francesca Morello, in arte Ryf, musicista brava e conosciuta con un pezzo I hate, davvero forte,Amanda Palmer artiste significative della scena queer o indipendente”.
Parliamo dei vostri 25 anni: voi come siete cambiati?
“Noi non veniamo dal teatro accademico, con Enrico abbiamo frequentato ambienti underground alternativi, e sul nostro immaginario ha influito la musica, le arti visive. I lavori iniziali erano perfomativi, immagini scioccanti, folgoranti che però riuscivano a catalizzare un pubblico che a teatro non andava. Poi il grande cambiamento è stato con la conquista della parola a partire proprio da Splendid's. Poi con Pasolini, Fassibinder, Brecht, Sofocle” .
Come raccontate la rassegna di Bologna?
“Hello stranger' è un titolo proposto da noi perchè il tema dello straniero e dell'altro è stata una costante. L'alterità di un'altra lingua come quella che noi abbiamo usato fn dall'inizio, dello sconosciuto e dell'identità. La rassegna sarà uno sguardo trasversale che si chiuderà il 31 dicembre con una festa dedicata alla nostra compagna di viaggio Sandra Angelini: ci sarà l'installazione di Rooms, dal 3 dicembre rifaremo Come un cane senza padrone, riprendiamo il Progetto Antigone il 7-8 dicembre con Too late! Poi il 10 con Alexis. Una tragedia greca che parla del rapporto con l'autorità. Prima, il 5 con Your whole life is a rehearsal, c'è l'omaggio a Judith Malina con il video doc sulle prove di The Plot is the Revolution, e il 3 Mldsx un vero manifesto sui temi del gender con cui siamo appena stati a Taiwan e che ci stanno chiedendo in tutto il mondo”.
Raffiche è un testo originale di Magdalena Barile e Luca Scarlini e rilegge la stessa situazione narrativa di Splendid's, opera postuma ma scritta nel 48 di Jean Genet che riverbera in una situazione anche tragicomica i suoi temi “forti”: la violenza fisica, la morte, identità confuse, sesso. Nel 2002 era stato un celebre spettacolo dei Motus, anche in quell'occasione rappresentato nelle stanze d'hotel. Oggi la banda di “La Rafale” è diventata le “Raffiche”, tutte donne, alzando così il tasso di ambivalenza. “Volevamo tornare a lavorare sul tema dell’identità e della rivolta, del rifiuto di aderire agli schermi prefissati anche sessuali e volevamo farlo trasformando Splendid's al femminile - spiega Daniela Nicolò - Ma l'agenzia che detiene di diritti ci ha negato il permesso”.
La solita bega degli eredi... come con Beckett?
“E infatti l'agenzia è la stessa: è rigidissima sul fatto che i testi siano mantenuti integrali. E' una grande questione questa dei diritti gestiti dagli eredi, perchè per preservare l'opera di un autore spesso si fa la museificazione. Noi abbiamo elencato loro tutti i casi in cui Genet vivo aveva accettato che i suoi personaggi cambiassero sesso. Un autore come lui aperto all'idea del tradimento, delle identità mescolate... Non c'è stato modo. Così abbiamo scritto un testo nostro, interessante perchè è stato scritto proprio sulle attrici, sulla loro fisicità”.
Sono Silvia Calderoni, Ilenia Caleo, Sylvia De Fanti, Federica Fracassi, Ondina Quadri, Alexia Sarantopoulou, Emanuela Villagrossi, I-Chen Zuffellato. Un gruppo eterogeneo anche teatralmente parlando. Nel testo sparano, tradiscono, si amano e si odiano... Perché ripensare Genet al femminile?
“Rappresentare la violenza con degli uomini è cool, ma farlo con le donne è più forte perchè è inatteso. E poi ci interessava dopo Mdlsx approfondire ancora il tema dell' abbattimento di generi sessuali”.
Non avete paura a parlare di violenza in un momento in cui ci si sente tutti sotto la minaccia del terrorismo?
“Capisco l'associazione ma la situazione è diversa. Le protagoniste sono attiviste che hanno fatto delle azioni più che altro provocatorie su temi come l'identità di genere, la libertà sessuale, la libertà di pornografia. Tra loro c'è una dialettica tra chi vorrebbe il passaggio alla lotta armata e chi no e comunque c'è anche dell'ironia sulla violenza: le armi sono dichiaratamente finte, una provocazione verso un simbolo di forza maschile”.
Il tema del maschile/femminile come in Mdlsx?
“È il discorso sul superamento delle barriere identitarie e sessuali, ma anche una riflessione sul potere le sue dinamiche e sulla paura di quando ti senti sotto assedio. Le protagoniste hanno rapito la scienziata di una multinazionale farmaceutiche che si arricchisce sul corpo della donna, di quelle che danno direttive sulla vita ormonale, riproduttiva... Ci sono molti movimenti femministi contro queste imposizioni. Noi portiamo una riflessione in merito”.
Uno spettacolo politico?
“Come diceva Julian Beck per noi il teatro è talmente connesso alla vita, alle domande su di noi, sull'ambiente, la società... Non riuscirei a fare uno spettacolo che non avesse l'urgenza di questioni che attraversano la società. Il tema della libertà e dell'identità, dire ad alta voce la propria diversità è parte di una necessità”.
Rispetto allo spettacolo di un tempo Raffiche è molto diverso?
“Molto è cambiato, per le attrici, le musiche di gruppi femminili, c'è un brano di Barbara la cantante che Genet amava, ma poi molti gruppi underground estremi, Francesca Morello, in arte Ryf, musicista brava e conosciuta con un pezzo I hate, davvero forte,Amanda Palmer artiste significative della scena queer o indipendente”.
Parliamo dei vostri 25 anni: voi come siete cambiati?
“Noi non veniamo dal teatro accademico, con Enrico abbiamo frequentato ambienti underground alternativi, e sul nostro immaginario ha influito la musica, le arti visive. I lavori iniziali erano perfomativi, immagini scioccanti, folgoranti che però riuscivano a catalizzare un pubblico che a teatro non andava. Poi il grande cambiamento è stato con la conquista della parola a partire proprio da Splendid's. Poi con Pasolini, Fassibinder, Brecht, Sofocle” .
Come raccontate la rassegna di Bologna?
“Hello stranger' è un titolo proposto da noi perchè il tema dello straniero e dell'altro è stata una costante. L'alterità di un'altra lingua come quella che noi abbiamo usato fn dall'inizio, dello sconosciuto e dell'identità. La rassegna sarà uno sguardo trasversale che si chiuderà il 31 dicembre con una festa dedicata alla nostra compagna di viaggio Sandra Angelini: ci sarà l'installazione di Rooms, dal 3 dicembre rifaremo Come un cane senza padrone, riprendiamo il Progetto Antigone il 7-8 dicembre con Too late! Poi il 10 con Alexis. Una tragedia greca che parla del rapporto con l'autorità. Prima, il 5 con Your whole life is a rehearsal, c'è l'omaggio a Judith Malina con il video doc sulle prove di The Plot is the Revolution, e il 3 Mldsx un vero manifesto sui temi del gender con cui siamo appena stati a Taiwan e che ci stanno chiedendo in tutto il mondo”.