"Divo Nerone", un'opera rock: quattro premi Oscar per un imperatore
Cecilia Cirinei
Presentato a Roma il musical kolossal che andrà in scena la prossima estate davanti alla Domus Aurea. Firmato da Franco Migliacci, Dante Ferretti, Gabriella Pescucci, Francesca Lo Schiavo, Luis Bacalov. Quattordici anni di vita dell'imperatore, fra intrighi e colpi di scena. E il celebre incendio che distrusse la città
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L’INCENDIO di Roma, quello che scoppiò nel 64 d.C. nella notte tra il 18 e il 19 luglio e distrusse tutta la città, diventa un musical che il primo giugno 2017, davanti alla Domus Aurea, infiammerà ancora la capitale. Ma a tempo di musica. È stato presentato oggi nella Curia Julia, sede un tempo del Senato romano, Divo Nerone – Opera Rock - Il musical più infuocato della storia e “rivivrà” esattamente nei luoghi che hanno fatto la storia del controverso incendio (fu o no Nerone ad appiccarlo? ) tra il Circo Massimo e il Colle Palatino, grazie alla partecipazione della Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’Area Archeologica centrale di Roma e con la partecipazione di ben quattro premi Oscar: il 3 volte premiato Dante Ferretti, che cura la scenografia, la 3 volte premiata Francesca Lo Schiavo, che realizza gli arredi e le decorazioni, Gabriella Pescucci, che disegna i costumi, Luis Bacalov, che compone le musiche insieme a Franco Migliacci, vincitore di due Grammy e ideatore dell’opera-rock. La direzione artistica è del figlio, Ernesto Migliacci. Regia di Gino Landi e coreografie di Marco Sellati.
Quattro premi Oscar per un imperatore: 'Divo Nerone - Opera Rock'
Sarà un debutto mondiale, "il più sensazionale spettacolo d’intrattenimento made in Italy mai realizzato prima – racconta Cristian Casella, che firma la produzione come Artisti Associati & Partners con Jacopo Capanna in partnership con Ernesto Migliacci – uno spettacolo molto ambizioso, letteralmente una sfida senza precedenti. Faremo rivivere agli spettatori i fasti dell’epoca di Nerone". L’opera offrirà uno scenario epico e unico, prendendo vita all’interno di Vigna Barberini, sul Colle Palatino affacciato sul Colosseo, dove nel 2009 gli archeologi portarono alla luce resti della Coenatio Rotunda, la sala da pranzo della Domus Area di Nerone, che ruotava giorno e notte imitando i movimenti della terra. Nell’ex Vigna Barberini sarà allestita una Domus Arena, con un palco lungo 36 metri, da circa 3000 posti, suddivisi nell’ordine delle antiche arene romane.
“Abbiamo inquadrato il progetto lavorando di cesello – racconta il soprintendente Francesco Prosperetti – in un luogo appartato rispetto alle visite, simbolicamente legato alla dimora di Nerone, ma di nessun impatto sul contesto delicatissimo della Domus Area. Inoltre oltre al 'canone d’uso', che supera i 100 mila euro pagati normalmente dal Teatro dell’Opera a Caracalla, alla Soprintendenza andrà anche il 3% dell’incasso dei biglietti: proventi che andranno proprio usati per il recupero della Domus e della Coenatio”. La parola a Franco Migliacci: “L’idea di fare Nerone l’ho sempre avuta. Mi ha sempre ispirato. In quasi tutti i libri che ho letto su di lui si diceva che non era matto ma incompreso. Tant’è vero che fu imperatore senza fare mai una guerra, anzi, era molto acuto e amato. Ne ho parlato a Bacalov, ci siamo conosciuti nel 1962, e subito l’ispirazione con lui si è trasformata in musica”. Il figlio Ernesto aggiunge: “La collaborazione con mio padre è stata istantanea. È stato un insieme di cose a riunire questo gruppo straordinario in questo progetto. Lo spettacolo svelerà luci e ombre di uno dei più discussi personaggi della storia: genio e follia in un grande musical degno del più visionario degli imperatori romani”.
L’opera racconta quattordici anni della vita di Nerone, con amori, intrighi e colpi di scena, costellata da tutti i protagonisti, con un cast selezionato dai Migliacci, 26 ballerini e 12 cantanti-attori. Il volto di Nerone sarà quello del giovane Giorgio Adamo. “Quando Jacopo Capanna mi ha raccontato l’idea mi sono appassionato subito – racconta lo scenografo Dante Ferretti - e realizzare qualcosa che vedrà luce in una delle location più incredibili del mondo, la Domus Aurea, mi emoziona. Mai avrei creduto di fare un musical. Sarà un grande impegno, la scenografia dovrà fondersi con tutto ciò che esiste da due millenni. Spero di vincerla, questa sfida”. “Per me romana - aggiunge Francesca Lo Schiavo, scenografa e moglie di Ferretti, che ha curato gli arredi e le decorazioni - è un’opportunità eccezionale”. Delicati e intriganti i costumi pensati da Gabriella Pescucci per Nerone, Agrippina e Poppea: “Nerone forse non era un divo rock ma aveva un ego di quelli che tagliavano il cielo – dice Pescucci - l’immagine riscattata negli ultimi anni dagli storici ha restituito a Nerone l’estraneità sull’incendio. Cercherò attraverso il mio lavoro di trasmettere la follia e la genialità di questo straordinario momento di storia".