Sono teneri e un po' assurdi, sfrontati e un po' surreali, uno posato e onesto, l'altro frenetico e cacciapalle. Ora, dopo l'ultimo successo cinematografico con L'ora legale, per Ficarra e Picone è arrivato il momento di misurarsi con il teatro 'vero', il teatro dei classici greci. I comici più ricchi di talento in questo momento, saranno infatti i protagonisti della più bella commedia di Aristofane, Le rane, in uno spettacolo di Giorgio Barberio Corsetti, regista con un lungo passato sperimentale. “Ebbene sì, il teatro italiano è caduto così in basso. Quelli che ce l'hanno proposto devono essere fuori di testa”, scherzano i due artisti siciliani, 45 anni ognuno, che vanno e vengono dalla tv al cinema. Ficarra e Picone saranno rispettivamente Dioniso e il servo Santia che vanno a cercare Euripide per salvare la tragedia. E la traversata diventa, come dice il regista, “un viaggio di nelle rovine di una civiltà… residui, rottami… dove il vivere comune è diventato letteralmente un Inferno”.
Lo spettacolo debutterà il 29 giugno nel 53° ciclo di rappresentazioni classiche del Teatro Greco di Siracusa, fiore all'occhiello dell'Inda - Istituto del dramma antico - con oltre 119 mila spettatori a stagione, 37.500 dei quali studenti, che per il 70% dei ricavi vive delle proprie attività. Le rane andranno in scena in alternanza con Sette Contro Tebe di Eschilo con la regia di Marco Baliani (dal 6 maggio) e Fenicie di Euripide con la regia di Valerio Binasco (7 maggio): tre bei appuntamenti su temi come la guerra, la democrazia, il potere in linea con la fase di rinnovamento della stagione del Teatro Greco siracusano, voluto dal commissario straordinario Pier Francesco Pinelli e dal neo- direttore artistico Roberto Andò il quale pensa di trasformare Siracusa 'in un luogo di riflessione sul mito e sul classico', di portare spettacoli 'non convenzionale' e in futuro anche artisti internazionali.
Due comici popolari in una stagione di teatro classico. Come vi sentite?
Picone: “La cosa curiosa è che il direttore Andò e di Barberio Corsetti ci hanno chiamati prima dell'uscita del film, non sono stati influenzati da quel successo e questo ci lusinga”.
Ficarra: “Avevamo voglia di fare qualche cosa di diverso da quello che facciamo di solito. Volevamo metterci nelle mani di qualcuno che ci strutturasse. Si sta realizzando un desiderio per noi”.
Nello spettacolo siete Dionisio e il servo Santia, il dio-padrone e il servo. E la classica coppia comica?
Ficarra: “In un certo senso sì. E il riferimento alla Commedia dell'Arte per un comico è sempre forte.Ma recitare diretti da Barberio Corsetti è un'occasione per crescere, è il piacere di costruire insieme questa avventura, dove noi possiamo portare il nostro stile comico ma in un contesto nuovo”.
Picone: “Ed è bello che il nostro debutto in un classico avvenga con Aristofane. È il nostro genere, la commedia-commedia. E Aristofane la vedeva come il mezzo per dare una rappresentazione della realtà di allora sotto forma di satira. Ora, parlando di un mondo dove sono saltate le regole, dove i conti non tornano più, dove la corruzione è al potere è attualissima ancora oggi”.
È vero che avevate incontrato Luca Ronconi qualche anno primadella sua morte per parlare di progetti insieme?
Ficarra: “E come fa a saperlo? Sì. A noi piace il fatto di poter lavorare con i mostri sacri abbiamo voglia di crescere e imparare... Avevamo saputo che lui aveva espresso pareri favorevoli su due nostri film, così una volta abbiamo chiesto di incontrarlo a Milano. Abbiamo avuto una bella conversazione, per noi ascoltarlo era già il prezzo dell'incontro. Noi gli dicemmo che ci avrebbe fatto felici lavorare con lui e Ronconi ci disse che se avesse trovato il testo giusto anche a lui sarebbe piaciuto”.
Picone: “Per uno come Ronconi, così come per Barberio, avremmo lasciato qualunque cosa. Sono esperienze da cui quando esci non sei più lo stesso”.
De Le rane, ricordano che proprio a Ronconi creò qualche problema, quando a Siracusa nel 2001 la mise in scena in un allestimento attualizzato con i volti dell'allora governo Berlusconi creando scandalo e polemiche. E voi?
Ficarra e Picone: “Anche a noi, fermo restando che deciderà tutto Barberio, ci piace far emergere l'attualità: è una commedia contro il potere, con quel graffio che c'è in tanti film di Monicelli. Ed è bello sentirsi attuali con una commedia di 2000 anni fa” .
Lo spettacolo debutterà il 29 giugno nel 53° ciclo di rappresentazioni classiche del Teatro Greco di Siracusa, fiore all'occhiello dell'Inda - Istituto del dramma antico - con oltre 119 mila spettatori a stagione, 37.500 dei quali studenti, che per il 70% dei ricavi vive delle proprie attività. Le rane andranno in scena in alternanza con Sette Contro Tebe di Eschilo con la regia di Marco Baliani (dal 6 maggio) e Fenicie di Euripide con la regia di Valerio Binasco (7 maggio): tre bei appuntamenti su temi come la guerra, la democrazia, il potere in linea con la fase di rinnovamento della stagione del Teatro Greco siracusano, voluto dal commissario straordinario Pier Francesco Pinelli e dal neo- direttore artistico Roberto Andò il quale pensa di trasformare Siracusa 'in un luogo di riflessione sul mito e sul classico', di portare spettacoli 'non convenzionale' e in futuro anche artisti internazionali.
Due comici popolari in una stagione di teatro classico. Come vi sentite?
Picone: “La cosa curiosa è che il direttore Andò e di Barberio Corsetti ci hanno chiamati prima dell'uscita del film, non sono stati influenzati da quel successo e questo ci lusinga”.
Ficarra: “Avevamo voglia di fare qualche cosa di diverso da quello che facciamo di solito. Volevamo metterci nelle mani di qualcuno che ci strutturasse. Si sta realizzando un desiderio per noi”.
Nello spettacolo siete Dionisio e il servo Santia, il dio-padrone e il servo. E la classica coppia comica?
Ficarra: “In un certo senso sì. E il riferimento alla Commedia dell'Arte per un comico è sempre forte.Ma recitare diretti da Barberio Corsetti è un'occasione per crescere, è il piacere di costruire insieme questa avventura, dove noi possiamo portare il nostro stile comico ma in un contesto nuovo”.
Picone: “Ed è bello che il nostro debutto in un classico avvenga con Aristofane. È il nostro genere, la commedia-commedia. E Aristofane la vedeva come il mezzo per dare una rappresentazione della realtà di allora sotto forma di satira. Ora, parlando di un mondo dove sono saltate le regole, dove i conti non tornano più, dove la corruzione è al potere è attualissima ancora oggi”.
È vero che avevate incontrato Luca Ronconi qualche anno primadella sua morte per parlare di progetti insieme?
Ficarra: “E come fa a saperlo? Sì. A noi piace il fatto di poter lavorare con i mostri sacri abbiamo voglia di crescere e imparare... Avevamo saputo che lui aveva espresso pareri favorevoli su due nostri film, così una volta abbiamo chiesto di incontrarlo a Milano. Abbiamo avuto una bella conversazione, per noi ascoltarlo era già il prezzo dell'incontro. Noi gli dicemmo che ci avrebbe fatto felici lavorare con lui e Ronconi ci disse che se avesse trovato il testo giusto anche a lui sarebbe piaciuto”.
Picone: “Per uno come Ronconi, così come per Barberio, avremmo lasciato qualunque cosa. Sono esperienze da cui quando esci non sei più lo stesso”.
De Le rane, ricordano che proprio a Ronconi creò qualche problema, quando a Siracusa nel 2001 la mise in scena in un allestimento attualizzato con i volti dell'allora governo Berlusconi creando scandalo e polemiche. E voi?
Ficarra e Picone: “Anche a noi, fermo restando che deciderà tutto Barberio, ci piace far emergere l'attualità: è una commedia contro il potere, con quel graffio che c'è in tanti film di Monicelli. Ed è bello sentirsi attuali con una commedia di 2000 anni fa” .