Musica, teatro e danza, la Biennale guarda avanti senza eccessi sperimentali
Anna Bandettini
La manifestazione apre all'Oriente. Molte donne alla regia e minimalismo coreografico. Antonio Latella e Marie Chouinard nuovi direttori di Teatro e Danza, mentre resta Ivan Fedele alla Musica
3 minuti di lettura
Quattro mesi di musica teatro e danza, tre festival, giovani artisti sollecitati al confronto con i maestri, la città coinvolta tra calli, piazze e sale teatrali (con al centro l'Arsenale), veri focus sui “celebrità” da Lucinda Childs, Leone d'oro dell'anno per la danza, alla scenografa tedesca Katrin Brack Leone d'oro per il teatro, da Xavier Le Roy alla regista polacca Maja Kleczewska, da Marilyn Monroe protagonista di un laboratorio per giovani artisti, fino dal compositore Tan Dum, Leone d'oro per la Musica. Senza gli eccessi sperimentali di edizioni passate, salta subito all'occhio lo slancio innovativo della Biennale di Venezia soprattutto nei Festival di Teatro e di Danza dove da quest'anno e per quattro anni ci sono i nuovi direttori, rispettivamente Antonio Latella e la coreografa canadese Marie Chouinard, ma anche in quello di Musica dove si rivede la vitalità curiosa, ormai sperimentata, di Ivan Fedele.
I tre programmi 2017 presentati stamane confermano che la Biennale di Venezia è uno dei luoghi di incontro interessanti della grande scena internazionale, un luogo indispensabile per vedere le novità come mostrerà lo sguardo verso l'Oriente del festival musicale, l'apporto delle donne alla regia , come ricerca di nuovi linguaggi in quello teatrale, il minimalismo coreografico per la danza. “E acquista sempre più importanza la Biennale College – ha sottolineato il presidente Paolo Baratta – lo spazio per i giovani artisti, entrato a far parte a pieno titolo di ciascuno dei tre settori”. Danza - Il festival dal 23 giugno all’1 luglio pensato dalla nuova direttrice Marie Chouinard (che si presenta con la sua compagnia il 27 in Soft virtuosity, still humid, on the edge) si intitola “First Chapter” con 26 coreografie, 15 artisti. Apre il Leone Lucinda Childs il 23 con tre classici del suo repertorio: Dance, manifesto del minimalismo astratto, in collaborazione con Sol LeWitt e Philip Glass, del 1979, Katema e Dance II. Il Leone d’argento va alla performer e coreografa Dana Michel, afroamericana di Ottawa, lanciatissima che si presenta con Yellow Towel (27 giugno) sugli stereotipi della cultura black. Bello il trittico di Alessandro Sciarroni, performer e coreografo interessato alle del corpo comprese quelle sportive: Chroma (24 giugno), in prima per l’Italia dopo il debutto a Parigi, Aurora (25 giugno) e Folk-s (25 giugno). Arriva per la prima volta in Italia Clara Furey, parigina di origine canadese con Untied Tales (24 giugno). In programma, lo slovacco Peter Jasko, Louise Lecavalier, anima degli antichi La La La Human Steps con So Blue (24 giugno), la belga Lisbeth Gruwez in We’re pretty fuckin’ far from okay (25 giugno). Una novità: la promessa della danza olandese, Ann Van den Broek presenta The Black Piece (26 giugno) e tra i tanti Daina Ashbee, i veterani Benoît Lachambre e Xavier Leroy, Gustavia (1 luglio), frutto della complicità tra Mathilde Monnier, capofila della danza francese, e La Ribot, performer madrilena. Il programma di Biennale College oltre ai laboratori si concentra sui nuovi talenti della coreografia: offre a 3 nuovi coreografi l’occasione unica di realizzare una creazione originale. Teatro - dal 25 luglio al 12 agosto, intitolato Atto primo- regista il festival di Antonio Latella, forse il più nuovo dei tre, porta in Italia artisti e artiste mai viste. Complimenti. Ad eccezione del Leone d’oro alla carriera alla scenografa tedesca Katrin Brack (“ho pensato agli spettacoli che più mi erano piaciuti”), il festival ha al centro la regia, sia nel College dove l'intento è di sollecitare e far crescere i nuovi registi, sia nel programma del festival, vero spaccato del panorama europeo attraverso delle “personali” come ha spiegato il regista italiano, 9 registe donne: non per buttarla sui temi di genere ma “perchè sono più avanti nella ricerca di un linguaggio nuovo”. Si comincia dal Leone d’argento alla regista polacca Maja Kleczewska, 43enne con The Rage (25 e 26 luglio), dall’omonimo testo teatrale di Elfriede Jelinek; l'estone Ene-Liis Semper, video artista e performer con Filth (26 luglio) e El Dorado, the Clowns’ Raid of Destruction (27 luglio); la francese Nathalie Béasse, formazione pluridisciplinare, con Le bruit des arbres qui tombent , Tout semblait immobile , Roses , Happy Child.
Le italiane Maria Grazia Cipriani, fondatrice del Teatro del Carretto lo spettacolo-manifesto Biancaneve (1 agosto), Pinocchio e Le mille e una notte e la 31enne Livia Ferracchiati con Todi is a small town in the center of Italy (2 agosto), Peter Pan guarda sotto le gonne (3 agosto) e Stabat Mater. La tedesca Anna Sophie Mahler con Tristan oder Isolde (4 agosto) e Alla fine del mare (5 agosto), basato sul film di Fellini E la nave va. E ancora dall’Olanda, Suzan Boogaerdt & Bianca Van Der Schoot, Claudia Bauer, classe 1966, tedesca. Per il College oltre alla “scuola” per registi, una serie di divertenti incontri dove i “maestri” si concentrano su un artista scomparso: così il grande regista Luk Perceval su Sinéad O’Connor o Simone Derai di Anagoor su Marilyn Monroe, Nathalie Béasse su Jean Seberg o Maria Grazia Cipriani del Teatro del Carretto su Amy Winehouse.
Musica - dal 29 settembre all’8 ottobre, intitolato Est! il festival di Ivan Fedele guarda all'Oriente fin dal Leone d'Oro al compositore cinese Tan Dun di cui l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai eseguirà Secrets of Wind and Birds, The Tears of Nature e Concerto for Orchestra sotto la direzione dello stesso Tan Dun. Leone d’argento il compositore giapponese Dai Fujikura. Ricchissimo il programma come sempre: l'inaugurazione con il viaggio spirituale di Inori (29 settembre), di Karlheinz Stockhausen, di rara esecuzione per mimo e orchestra spazializzata, una grande preghiera musicale. Tra gli ospiti il cinese Guo Wenjing (1956), uno dei protagonisti – insieme a Tan Dun, Chen Yi, Zhou Long, Chen Qigang e altri – della generazione nota a tutto il mondo della musica contemporanea, cresciuta durante la Rivoluzione Culturale. Folta la presenza dei coreani Unsuk Chin e Isang Yun.
Tante le compositrici giovani e tanti i generi esplorati dall'elettronica al rock sincretico. Quanto alla Biennale College che in questi anni ha prodotto veri e propri concerti/spettacolo e “scoperte” di artisti che oggi collaborano con ensemble riconosciuti. Quest'anno ci saranno tre team (compositore, regista, scenografo e regista video), un tedesco e due italiani.