Rudolf Nureyev, angelo ribelle della danza
Il 17 marzo 1938 nasceva il più libero, magnetico e talentuoso danzatore classico del Novecento. Rudolf Nureyev cambiò le regole della danza classica richiamando folle oceaniche nei teatri, destò entusiasmi per un’arte che pareva rétro, eccitò la curiosità dei cronisti con la sua magnifica superbia. "Chi non conoscerà mai il piacere di entrare in una sala con delle sbarre di legno e degli specchi - scrisse nella famosa Lettera alla Danza poco prima di morire - chi smette perché non ottiene risultati, chi ha sempre bisogno di stimoli per amare o vivere, non è entrato nella profondità della vita, e abbandonerà ogni qualvolta la vita non gli regalerà ciò che lui desidera. È la legge dell’amore: si ama perché si sente il bisogno di farlo, non per ottenere qualcosa o essere ricambiati, altrimenti si è destinati all’infelicità. Io sto morendo, e ringrazio Dio per avermi dato un corpo per danzare cosicché io non sprecassi neanche un attimo del meraviglioso dono della vita"