Teresa Mannino, le risate fanno sold out: "La mia comicità viene dai cantastorie siciliani"
Anna Bandettini
L'attrice, sold out a Roma con 'Sento la terra girare', racconta il suo rapporto con il pubblico: "Non sono una bellezza greca, ma sul palco più dell'aspetto fisico conta il carattere"
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Quando imparava a diventare "comica", il suo insegnante, Manuel Serantes ("un poeta prima ancora che un attore e regista") le diceva che sarebbe stata un'attrice drammatica perfetta. "Ed era vero. Solo che io non so recitare testi che non sento miei, fatico a essere altro da me. Ho sempre pensato che il palcoscenico era il luogo dove portare me stessa". Teresa Mannino, 47 anni, capelli corvini, è la classica donna piccola e magra che si rivela grande e forte: tanto brillante da "tenere" platee di duemila persone, intelligente da ridere di se stessa, sofisticata da mescolare il vero e il falso con effetti di comico spaesamento.
Da tempo si è presa un posto nel mondo della comicità: all'inizio del Duemila a Zelig quando fu "scoperta" e sostenuta da Gino&Michele e Giancarlo Bozzo, poi a Zelig-off come presentatrice, Zelig Circus che condusse con Michele Foresta nel 2013, e intanto alternando cinema, fiction, trasmissioni anche non necessariamente comici, come lo speciale su Camilleri per la Rai. E al polo "serio", appartiene anche l'ultimo spettacolo, Sento la terra girare che ha scritto con Giovanna Donini, sold out ad aprile all'Ambra Jovinelli, cui seguirà in estate, il 25 luglio al Teatro di Verdura di Palermo e il 27 al Teatro Greco di Taormina, Teresa Valery con la regia di Alberto Cavallotti, personale rilettura della Traviata di Verdi, con tanto di orchestrina da camera, pretesto per giocare sulla morale contro le donne.
Teresa, comiche si nasce?
"Io penso di sì. Nel mio caso soprattutto l'essere nata in Sicilia, perché la lingua è un aspetto fortemente caratterizzante, che rende subito identificabile, cosa importante per un comico. E pensare che in alcune scuole di teatro che avevo frequentato cercavano di correggermi la pronuncia. Ma io mi rifiutavo: anche a livello psicologico, cambiare la lingua per me era come cambiare il mio modo di essere. Quando finalmente ho trovato, al Teatro Carcano, un insegnante che non guardava alla dizione sono diventata attrice. Ed ero già laureata, sposata e trasferita da Palermo, la mia città, a Milano. L'essere siciliana mi ha influenzato anche nel modo di essere comica".
Che vuol dire?
"Io per esempio ho questa tecnica di parlare a tu per tu col pubblico, di rivolgermi alla platea, di non produrre battute ma di costruire una storia. Vi riconosco la tradizione dei cantastorie siciliani, l'amore per il racconto che fa parte della nostra cultura, il piacere delle storie che si tramandavano davanti al fuoco, la sera. Forse se non si è siciliani è difficile da capire, ma per noi è una cosa innata".
A proposito di storie , nel nuovo spettacolo lei costruisce un racconto contemporaneo che parla di ambiente, pianeta, inquinamento. Fa molto ridere, ma è uno spettacolo serio.
"Apocalittico direi. Parlo di cose tragiche di come ci stiamo avviando alla distruzione totale del pianeta, e non per fare la scienziata, ma per parlare di noi, dei nostri comportamenti. E devo dire che alla fine il pubblico sento che mi applaude in modo diverso dal solito, più partecipe e condiviso. Forse perché si riconosce. Parto con una poesia della Szymborska, Disattenzione, che inizia proprio così, 'ieri mi sono comportata male nel cosmo' e continua elencando l'uso quotidiano del mondo come se questo non fosse qualcosa di eccezionale, con una colpevole disattenzione. No, non è che sono improvvisamente diventata ambientalista e vado in giro a piedi nudi contro le petroliere, è che i nostri comportamenti sono orientati verso un consumo esasperato senza pensare alle ripercussioni generali, al fatto che nel mare ci sono più bottiglie di plastica che pesci, sulle spiagge più tamarri che paguri, come dico nello spettacolo. E non bastano le lampadine a basso consumo o la bicicletta al posto dell'auto a cambiare. È un problema politico. Va cambiato il modello di vita".
Uno spettacolo da cui si esce massacrati, perché chi più chi meno siamo tutti consumisti?
"Io sono per natura una ottimista: lo spettacolo vuole essere un modo per chiamare tutti alla responsabilità. Proviamo a indirizzare noi il mercato verso scelte meno scellerate, verso consumi più necessari che siano non il filo interdentale per i cani o il tappetino per farli pisciare, o le bamboline sempre più magre ed esangui, così le ragazze poi spendono soldi per diventare sempre più magre ed esangui"
Le donne sono spesso al centro dei suoi racconti, anche raccontando se stessa. Teresa Valery, il nuovo spettacolo parla di lei o di Violetta?
"Di Verdi e di come con Traviata ha voluto fare una chiara accusa alla morale ipocrita, bigotta, borghese e maschile. Verdi era un artista grandioso, all'avanguardia, di grandi vedute. Forse con la storia di Violetta voleva prendersi la rivincita per quello che aveva dovuto passare Giuseppina Strepponi quando non erano sposati. Certo, oggi per una donna sembra tutto più facile, ma resta che la sua immagine estetica, pubblica, privata è sempre funzionale al modello maschile".
Per lei come è stato lavorare in un ambiente dove la donna in genere deve corrispondere ai canoni del modello preferito dai maschi.
"Io certo non sono la bellezza greca, sono più burattino. Ma nelle comiche più dell'aspetto fisico conta il carattere e il potere che hai sul pubblico. Penso a Franca Valeri che secondo me era anche bellissima con quel suo caschetto all'epoca così moderno, o Lella Costa. Una donna che si fa ascoltare per quello che dice, anche se non è bella è accettata nel mondo dei comici".
Cos'altro vorrebbe fare per essere ascoltata?
"Un film: ora mi piacerebbe fare un film, girarlo in Sicilia e con mia figlia Giuditta che ha 9 anni. E dopo un po' di anni che non faccio tv, vorrei portare temi come quello sull'ambiente, il destino del pianeta, i consumi dal teatro al piccolo schermo. Una trasmissione semplice, piacevole ma con contenuti seri. Un Quark comico, un Piero Angela al cabaret".