'Kiss me, Kate' il musical di Cole Porter a Ravenna Festival
Anna Bandettini, ANNA BANDETTINIIn scena al teatro Alighieri dal 7 al 9 giugno la prima italiana dell'allestimento dell'Opera North che riprende l'originale del 1948
Sta diventando una tradizione anche italiana quella del musical, quel gusto e piacere per il teatro cantato non solo nelle forme classiche del melodramma o dell'opera lirica. Tant'è che nessuno si stupisce più se il Regio di Torino o il Carlo Felice di Genova , ma anche la Scala di Milano, ospitano, come fanno da qualche anno, alcun titoli diventati celebri a Broadway. Uno sguardo attento lo offre da anni il Ravenna Festival che ora porta in prima italiana un cult come Kiss me, Kate, musiche del grande Cole Porter, per la prima volta presentato in una edizione critica, dal 7 al 9 giugno al Teatro Alighieri, con l'Opera North, che dopo il debutto al Leeds Grand Theatre di un mese fa, sbarcherà poi al London Coliseum."Shakespeare sbarca a Broadway" scrissero i giornali quando fece il suo esordio nel 1948 al New Century Theatre di Manhattan. Cole Porter era già il re riconosciuto del musical, aveva già scritto i suoi trionfi (Paris…
Sta diventando una tradizione anche italiana quella del musical, quel gusto e piacere per il teatro cantato non solo nelle forme classiche del melodramma o dell'opera lirica. Tant'è che nessuno si stupisce più se il Regio di Torino o il Carlo Felice di Genova , ma anche la Scala di Milano, ospitano, come fanno da qualche anno, alcun titoli diventati celebri a Broadway. Uno sguardo attento lo offre da anni il Ravenna Festival che ora porta in prima italiana un cult come Kiss me, Kate, musiche del grande Cole Porter, per la prima volta presentato in una edizione critica, dal 7 al 9 giugno al Teatro Alighieri, con l'Opera North, che dopo il debutto al Leeds Grand Theatre di un mese fa, sbarcherà poi al London Coliseum."Shakespeare sbarca a Broadway" scrissero i giornali quando fece il suo esordio nel 1948 al New Century Theatre di Manhattan. Cole Porter era già il re riconosciuto del musical, aveva già scritto i suoi trionfi (Paris, Gay Divorce con la celeberrima Night and Day, Anything goes con I get a kick out of you) e con George Gershwin e Irving Berlin era tra i padri dell'American Songbook. Aveva 57 anni ma secondo molti estimatori scrisse la più ricca e meglio riuscita partitura per teatro. Kiss me, Kate infatti fu subito un successone, il primo Tony Award della storia, tradotto in 12 lingue, riconosciuto da celebri motivi come Another opening another show o So in love.
Porter aveva lavorato su un copione ispirato alla Bisbetica domata, la commedia più ambigua di Shakespeare dove una donna viene "conquistata" dal potere maschile. Sul palcoscenico di Broadway però, la storia si tinge molto di rosa e diventa un divertente gioco di teatro nel teatro, protagonisti una coppia di attori che deve interpretare la commedia shakespeariana: gli amori "reali" e quelli della finzione si intrecciano così come la vita dietro le quinte e quella del palcoscenico con la commedia da rappresentare. Nella finzione i protagonisti sono Fred Graham, attore e produttore, e Lilli Vanessi, diva di Hollywood: si sono separati ma devono mettere in scena La bisbetica, dove lui deve conquistare lei. Kate e Petruchio (così il nome nell'edizione americana) diventano Fred e Lili e viceversa, tra equivoci, rivalse e una banda di malviventi che ci si mette di mezzo. La novità della produzione di Opera North è di aver lavorato sull'edizione critica della partitura curata di David Charles Abell che ha scovato i manoscritti originali e ridato continuità a molte melodie, oltre che averne scoperte di nuove, insieme ai duetti e al celebre tip tap. "Siamo entusiasti di questa produzione unica", dice Richard Mantle, direttore di Opera North. Filologica anche la messa in scena di Colin Richmond che deve alternare il backstage anni Quaranta e le ambientazioni seicentesche per i momenti shakespeariani. Formidabile la compagnia di ballo seguita dal coreografo Will Tuckett. Dal podio James Holmes dirige orchestra e coro dell'Opera North con Stephanie Corley e Quirijn de Lang nei ruoli protagonisti.
Kiss me, Kate è uno degli appuntamenti più attesi della XXIX edizione di Ravenna Festival che, a cinquant'anni dalla morte, ricorda Martin Luther King e il meglio della "sua" America, quella di "We have a dream".
Porter aveva lavorato su un copione ispirato alla Bisbetica domata, la commedia più ambigua di Shakespeare dove una donna viene "conquistata" dal potere maschile. Sul palcoscenico di Broadway però, la storia si tinge molto di rosa e diventa un divertente gioco di teatro nel teatro, protagonisti una coppia di attori che deve interpretare la commedia shakespeariana: gli amori "reali" e quelli della finzione si intrecciano così come la vita dietro le quinte e quella del palcoscenico con la commedia da rappresentare. Nella finzione i protagonisti sono Fred Graham, attore e produttore, e Lilli Vanessi, diva di Hollywood: si sono separati ma devono mettere in scena La bisbetica, dove lui deve conquistare lei. Kate e Petruchio (così il nome nell'edizione americana) diventano Fred e Lili e viceversa, tra equivoci, rivalse e una banda di malviventi che ci si mette di mezzo. La novità della produzione di Opera North è di aver lavorato sull'edizione critica della partitura curata di David Charles Abell che ha scovato i manoscritti originali e ridato continuità a molte melodie, oltre che averne scoperte di nuove, insieme ai duetti e al celebre tip tap. "Siamo entusiasti di questa produzione unica", dice Richard Mantle, direttore di Opera North. Filologica anche la messa in scena di Colin Richmond che deve alternare il backstage anni Quaranta e le ambientazioni seicentesche per i momenti shakespeariani. Formidabile la compagnia di ballo seguita dal coreografo Will Tuckett. Dal podio James Holmes dirige orchestra e coro dell'Opera North con Stephanie Corley e Quirijn de Lang nei ruoli protagonisti.
Kiss me, Kate è uno degli appuntamenti più attesi della XXIX edizione di Ravenna Festival che, a cinquant'anni dalla morte, ricorda Martin Luther King e il meglio della "sua" America, quella di "We have a dream".