Spettacoli

'Oblivion in the House', il gruppo va in scena tutti i giorni sul web

Appuntamenti quotidiani su Instagram e Facebook con il collettivo comico noto per le parodie dei grandi classici letterari, teatrali e musicali. Ogni giorno una proposta: dalle canzoni improvvisate con il pubblico alle lezioni di mimo e 'lectio dementialis' per "studenti disperati"
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Il martedì ci si diverte con le canzoni "riscritte": si parte da una base musicale di un brano celebre e il pubblico può scegliere quale testo cantarci sopra. Al limite, anche gli articoli della Costituzione. Tutto rigorosamente a distanza, nel rispetto di #iorestoacasa. Siamo nel palcoscenico virtuale del web e i protagonisti sono quei "mattacchioni" degli Oblivion, collettivo comico ormai conosciutissimo per le parodie dei grandi classici letterari, teatrali e musicali, successi come Oblivion Show, The Human Jukebox, La Bibbia riveduta e scorretta.

'La Bibbia riveduta e scorretta' degli Oblivion


In questi giorni di "silenzio culturale" dei teatri si sono inventati Oblivion in the House, un progetto di intrattenimento social, una mini-calendario settimanale di spettacoli e show vari, ogni sera su Facebook, su Instagram o sul canale YouTube. "Ai problemi di questi giorni ci pensiamo, ma vogliamo surfare in Internet per divertire gli spettatori, e magari alleggerire, rendere più spensierate le loro giornate", spiega Davide Calabrese, il mimo del gruppo.


Oblivion in the house parte su Instagram il lunedì alle 21 con Signorini buonasera, la presentazione del palinsesto settimanale, ovviamente in modo "strano". Il martedì stessa ora sempre su Instagram è la volta di Sing La Qualunque, cioè Lorenzo Scuda, l'Oblivion con la chitarra, che improvvisa canzoni celebri con strofe casuali scelte dal pubblico, in un dialogo musicale interattivo. Mercoledì, alle 14 ci si trasferisce su Facebook  per il Sussidiario virale: Avatar, una sorta di video party social, un salotto virtuale in cui ognuno può commentare i video degli Oblivion via via proposti, dai vecchi filmati a scene del backstage.

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"Un po' una cosa per fan patiti", scherza Davide Calabrese, che è protagonista il giovedì alle 21 in diretta Instagram di Il mimo in quarantena, una sorta di tutorial mimo dove ogni settimana viene presentata una lezione di mimo in soggiorno con risultati surreali ("per fare un esempio, Io t'amo di Fausto Leali mimata facendo un amo da pesca...."). Il venerdì alle 14 per "studenti disperati" c'è la Lectio dementialis con gli Oblivion in cattedra. Il sabato è la gornata clou: alle 12 con Senza un perché rubrica surreale con Graziana Borciani e Fabio Vagnarelli e alle 21 su YouTube con la "messa in rete" di uno spettacolo vero e proprio: sabato 21 marzo è Sussidiario 2.0. spettacolo del 2012 che debutta per la prima volta in rete. Settimana scorsa Ohello- La H è muta ha avuto 6mila utenti unici e 2500 spettatori durante lo streaming. Infine la domenica è dedicata ai bambini, con una sorta di "art attack" curato da Francesca Folloni alle 17 in diretta Instagram, Folloni Playground. Se lo spettacolo del sabato resta su Fb fino a mezzanotte, le dirette  Instagram si possono rivedere nelle 24 ore successive in differita.

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Il web è un mezzo che gli Oblivion conoscono da moltissimi anni. "È stata un'esigenza. Nel 2009 non c'era modo di farci conoscere nei teatri - racconta Davide Calabrese - avevamo molti video dei nostri lavori e così li abbiamo messi su YouTube. Proprio quello su cui puntavamo meno, la parodia dei Promessi Sposi in dieci minuti, fece il botto. Guadagnammo la copertina di un magazine per l'alto numero di contatti, roba che adesso ci farebbe ridere: 7mila utenti, una cifra che uno youtuber fa in un quarto d'ora oggi, ma allora era uno sfracello".

La situazione di oggi non è nuova per loro: anche se impegnati tra password e scambi web, sono abituati a lavorare attraverso i computer ("utilizziamo il metodo Monthy Python: dalle10 alle 17 stiamo fissi su skype, ma solo audio così uno può stare anche nudo in casa propria, e ci scambiamo commenti, contenuti, riflessioni per progettare gli spettacoli"), ma le sorprese non mancano. "Scopriamo ogni giorno di più che la quarantena ha portato un po' tutti a diventare social - dice Calabrese - Prima su Instagram i nostri utenti erano tutti studenti e ragazzi, in questi giorni scopriamo persone dai 60 anni in su che hanno scoperto come si fa".