Spettacoli

L'Arena di Verona ai tempi del coronavirus: la musica non si ferma, anzi resta nel 'cuore'

All'iniziativa 'Nel cuore della musica', nata per tenere vivo uno degli spazi musicali (e non solo) più belli d'Italia, hanno già aderito importanti nomi, da Ezio Bosso a Plácido Domingo: distanziamento, capienza diminuita ma sempre grandi vibrazioni
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Al provocatorio progetto di concerti straordinari dell'Arena di Verona in agosto - in sostituzione della stagione lirica riposizionata, tale e quale, nel 2021 - hanno già dato fiducia Marcelo Álvarez, Marco Armiliato, Roberto Aronica, Daniela Barcellona, Ezio Bosso, Plácido Domingo, Yusif Eyvazov, Vittorio Grigolo, Francesco Meli, Anna Netrebko, Leo Nucci, Daniel Oren, Lisette Oropesa, Michele Pertusi, Saimir Pirgu, Anna Pirozzi, Marina Rebeka, Luca Salsi, Fabio Sartori, Ekaterina Semenchuk, María José Siri e Sonya Yoncheva.

I grandi interpreti sono con l'Arena di Verona che non intende chiudere. Anzi "si accenderà e suonerà, non solo idealmente" hanno detto il sindaco-presidente Federico Sboarina e il sovrintendente Cecilia Gasdìa presentando la loro proposta di edizione straordinaria intitolata Nel cuore della musica: una decina di concerti, in agosto; pensati alla grande e organizzati in piena osservanza delle regole sanitarie. Orchestra e solisti saranno al centro della platea svuotata, il coro in piedi contro le gradinate dove saranno ammessi non più di tremila spettatori; la capienza ufficiale è cinque volte tanta. Entrate distinte per esecutori e pubblico, distanze tra strumentisti ampie (il palco per l'orchestra è oltre 400metri quadrati).
 
Anche se per il riavvio delle attività dello spettacolo dal vivo non ci sono ancora date, nemmeno ipotizzate, la Fondazione veronese ha voluto anticipare i tempi con un progetto realistico e allo stesso tempo innovativo. Degno dello spirito 'scenografico' dell'anfiteatro romano che dal 1913 è il più grande palcoscenico d'opera all'aperto del mondo. In linea con le ambizioni e le apprensioni di una città e un territorio che deve una fetta sostanziosa della propria economia (quasi 500milioni di euro l'indotto annuale) alle stagioni areniane, e alla presenza di una Fondazione che aveva già venduto oltre 82mila biglietti, per circa 20milioni incassati. E ora si trova a gestire anche il meccanismo di restituzione/spostamento di prenotazione all'anno prossimo; nella speranza che molti appassionati scelgano di donare il proprio biglietto.

Tutti ora incrociano le dita sperando che il dettagliato protocollo, deferente ai contenuti artistico-operativi e rigoroso nel rispetto delle attuali norme sanitarie sia ritenuto idoneo dalle task-force governative e le induca a indicare una data certa per la riapertura dei teatri; perlomeno per l'operatività senza pubblico. In tal caso, a giugno si partirà: con l'allestimento della platea e gli altri adeguamenti di servizio, con la presentazione del calendario ufficiale dei concerti e l'apertura delle vendite che dovranno puntare agli appassionati non più internazionali (per tradizione riserva aurea della biglietteria areniana) ma al prevedibile 'turismo di prossimità' nazionale.
 
Verona, l'opera e la continuità artistica dell'Arena sono un patrimonio che sta a cuore; da difendere a ogni costo fanno capire tutti gli artisti che hanno risposto all'appello prima ancora di sapere se in agosto potranno viaggiare o il pubblico potrà andare a ascoltarli. E hanno rinnovato l'impegno per il 2021 (19 giugno-4 settembre) quando si spera che l'emergenza sia archiviata e, seppure con cautela, gli spalti areniani tornino a esser affollati, per la 98esima stagione che dopo due recite straordinarie in forma di concerto di Aida (150esimo della I al Cairo, 120esimo dalla morte di Giuseppe Verdi: 19 e 22 giugno) sarà ufficialmente inaugurata dalla nuova produzione del dittico verista Cavalleria Rusticana/Pagliacci cui seguiranno le storiche produzioni di Franco Zeffirelli di Aida Turandot e Traviata, e il Nabucco 'risorgimentale' di Arnaud Bernard. Oltre al solito corollario di concerti di grande richiamo popolare. Sperando di ritornino i grandi numeri del 2019, quando furono venduti 426.649 biglietti (+ 8,56% rispetto all'anno precedente) con un incasso di 26.674.454 euro di biglietteria.