Spettacoli

Biennale, si riparte. Tra teatro, musica e danza, la rivoluzione dei programmi

L'arte si adatta alla pandemia ma torna più forte: riaprono così i palchi della rassegna. "La Biennale è qualcosa di compatto", dice il presidente Roberto Cicutto, sottolinenando come nulla potrà mai essere definitivamente sostituito dallo streaming

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È un anno speciale, ormai l’abbiamo capito. E lo è anche per la Biennale di Venezia. La pandemia ha rivoluzionato i programmi artistici ma la buona notizia, come dice il presidente Roberto Cicutto, è che “i tre festival delle arti dal vivo, Teatro, Musica, Danza hanno mantenuto i loro programmi, allineandosi alla conferma di date e programmi della Mostra del Cinema”, tutte manifestazioni concentrate da fine agosto a fine novembre (rinviate solo Architettura e Arte al 2021 e al 2022, ma una mostra ai Giardini racconterà i 125 anni di arti alla Biennale). “La Biennale è qualcosa di compatto, dove ogni festival è un componete di un dialogo unico”, ha sottolineato Cicutto, ribadendo che le arti della Biennale non saranno mai sostituite dallo streaming, tanto meno nella Mostra del cinema, dove gli unici streaming saranno quelli delle conferenze stampa.

Luis de Pablo
foto di Begoña Rivas  

E proprio in streaming è stato l’annuncio dei programmi dei tre direttori di Teatro, Danza, Musica, tutti in scadenza, e dei Leoni, le celebri statuette che premiano un artista alla carriera e un artista emergente. Il teatro, come ormai ci ha abituati il direttore Antonio Latella, guarda a professionalità apparentemente marginali invece importanti, e quindi ecco il premio principale a Franco Visioli, sound designer di celebri registi da Thierry Salmon allo stesso Latella, mentre l’argento va a Alessio Maria Romano, insegnante e specialista di movimenti scenici. Tracciano un punto di vista i premi musicali, l’oro al grande compositore spagnolo, Luis De Pablo, e l’argento al trentenne francese Raphaël Cendo inventore di stili seguiti da molti colleghi. Con il Leone d’oro a La Ribot, cioè María José Ribot la 57 enne coreografa spagnola, la direttrice Marie Chouinard ha voluto premiare una artista che come lei ha lavorato  sulle possibilità politiche, eversive del linguaggio del corpo. Su questa linea anche il Leone d’argento a Claudia Castellucci, rigorosa studiosa del movimento.  Ma veniamo ai programmi:

La Ribot
foto di Pablo Zamora 

Biennale Teatro, dal 14 al 25 settembre
Ultimo anno per il direttore Antonio Latella: “Ho studiato tantissimo in questi quattro anni e ho capito cosa vuol dire avere coraggio, cosa vuoi dire al pubblico. E’ un gesto civile, un progetto culturale”, ha spiegato. Il programma è una sorta di mappatura di artisti italiani quelli su cui il mainstream e le grandi istituzioni scommettono poco. Con titolo “Nascondi (no)”,  27 artisti sono stati invitati a lavorare sul tema della censura, “intesa a 360 gradi - ha spiegato il direttore - quasi come una sfida anche verso se stessi”. Un piacere ritrovare i “giovani” emersi dalle Biennali degli anni passati: Leonardo Lidi, Fabio Condemi, Leonardo Manzan, Giovanni Ortoleva, Martina Badiluzzi e Caroline Baglioni. Tra le ospitalità, Daniele Bartolini,  Filippo Ceredi, Liv Ferracchiati, Antonio Ianniello, Giuseppe Stellato, AstorriTintinelli, Biancofango, Babilonia Teatri, Nina’s Drag Queens, Teatro dei Gordi... E figure più note come Fabiana Iacozzilli, Giuliana Musso, Jacopo Gassmann. A Mariangela Gualtieri, poetessa, attrice, è affidata l’inaugurazione.

Industria Indipendente
foto di Claudia Borgia 

Biennale Musica, dal 25 settembre al 4 ottobre
Col titolo “Incontri”, nei  18 appuntamenti con 28 novità, il direttore Ivan Fedele (“qui alla Biennale spero di aver affermato la diagonalità nella musica”)ha voluto celebrare una serie di anniversari ineludibili a grandi come Bruno Maderna, Luigi Nono, Franco Donatoni, Beethoven. Il focus sullo strumento è dedicato al pianoforte, con Pasquale Iannone fulcro del progetto. Inoltre ci sarà I Cenci di Giorgio Battistelli con l’Ensemble900 del Conservatorio della Svizzera Italiana. Per le nuove tecnologie c’è il visionario teatro di suoni di Instrumental Freak Show di Giovanni Verrando. Etra gli altri l’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento diretta da Timothy Redmond, con un trittico di autori Fabio Vacchi Fabio Nieder, Dai Fujikura. Sempre interessante anche la Biennale College – Musica: quest’anno valorizzerà le potenzialità del CIMM, istituito all’interno della istituzione veneziana dove debutteranno 4 composizioni multimediali originali.

Alessio Maria Romano
foto di A. Macchia  

Biennale Danza, dal 13 al 25 ottobre
“And now? E ora finalmente si alza il sipario”, dice Marie Chouinard, l’estrosa coreografa canadese che ha fatto un bel discorso sulla speranza come essenza stessa dello spettatore che ogni volta compra uno biglietto cercando qualcosa di bello e della sua memoria che dà continuità al fare arte. La direttrice, che nell’ultimo anno ammette di aver scoperto qui a Venezia la voglia di creare un proprio festival, ha orchestrato un programma di danza d’autore e danza come ibridazione con altre arti nei 19 coreografi e 23 titoli ospiti, da Olivier Dubois con Pour sortir au jour, alla catalana Maria Campos e il libanese Guy Nader; Noè Soulier, la brava  Lisbeth Gruwez, proveniente dal laboratorio artistico di Jan Fabre e gli italiani Claudia Catarzi,  Matteo Carvone, Silvia Gribaudi, Chiara Bersani, Marco D’Agostin, mentre per Biennale College Sofia Nappi e Adriano Bolognino, autori di due nuove opere.