È un altro modo, più curioso e interessante, per raccontare il mondo del teatro e il suo valore artistico. Importante specie di questi tempi, in cui un'economia fragile come quella del mondo dello spettacolo si ripercuote sui lavoratori, da mesi senza contratti e senza impegni per effetto della pandemia. Ma Maestranze è appunto una risposta in positivo anche alla crisi: è il racconto della sapienza e delle speranze di chi lavora in teatro dietro le quinte, dai tecnici alle sarte. Si tratta di una serie di interviste in dieci puntate in onda su RadioTre da oggi, prima di Radiotre Suite, alle 20.15. Nato da una idea del regista Andrea Liberovici che poi ha coinvolto l’attrice Federica Fracassi, il programma, fa parlare ogni giorno due lavoratori a puntata, tra custodi, macchinisti, attrezzisti, trucco e parrucco ma anche chi ha specializzazioni particolari come l’ accordatore di pianoforti o il siparista, cioè colui che si deve occupare di aprire e chiudere il sipario.
“L’idea di Liberovici era proprio quella dare voce a chi non appare al pubblico, le maestranze appunto, e alle loro fondamentali competenze artigiane, tecnologiche e umane – dice FedericaFracassi, qui impegnata nell’inedito ruolo di intervistatrice- Gli spettatori non sempre sono consapevoli che senza quei lavori artigianali non si vedrebbe la magia che tante volte ci rapisce di fronte al palcoscenico”. Ognuna delle dieci puntate prevede due interviste, stacchi musicali e un ospite: si ascolteranno la caposarta del Piccolo Teatro di Milano, il tecnico che da sempre lavora al Teatro Franco Parenti, sempre a Milano, e poi stagemanager, fotografi, fonici, light designer... quasi tutti free lance, dunque costretti a vedersela anche con la precarietà del proprio lavoro. “Ma la cosa più bella e commovente è scoprire la passione che tutti questi lavoratori hanno, analoga a quella dell’attore o del regista – dichiara Fracassi- Il loro è un lavoro duro, spesso senza orari, ma nulla è per loro comparabile alla gratificazione di contribuire a creare e regalare sogni agli spettatori”.
“L’idea di Liberovici era proprio quella dare voce a chi non appare al pubblico, le maestranze appunto, e alle loro fondamentali competenze artigiane, tecnologiche e umane – dice FedericaFracassi, qui impegnata nell’inedito ruolo di intervistatrice- Gli spettatori non sempre sono consapevoli che senza quei lavori artigianali non si vedrebbe la magia che tante volte ci rapisce di fronte al palcoscenico”. Ognuna delle dieci puntate prevede due interviste, stacchi musicali e un ospite: si ascolteranno la caposarta del Piccolo Teatro di Milano, il tecnico che da sempre lavora al Teatro Franco Parenti, sempre a Milano, e poi stagemanager, fotografi, fonici, light designer... quasi tutti free lance, dunque costretti a vedersela anche con la precarietà del proprio lavoro. “Ma la cosa più bella e commovente è scoprire la passione che tutti questi lavoratori hanno, analoga a quella dell’attore o del regista – dichiara Fracassi- Il loro è un lavoro duro, spesso senza orari, ma nulla è per loro comparabile alla gratificazione di contribuire a creare e regalare sogni agli spettatori”.