Arianna Mattioli con Lorenzo Lavia riportano sul palco 'Era un Fantasma': "Il pubblico diventerà una spia"
Rodolfo di Giammarco
Il regista, con l'attrice e moglie, aprono il 3 settembre il 'Todi Festival' con lo spettacolo rivisto e corretto per l'occasione. Protagonisti Ninni Bruschetta, Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale e Matteo Branciamore
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È una nuova versione, stavolta teatrale, d’un gruppo di famiglia in un interno, ambientato negli stessi anni Settanta del film di Luchino Visconti, è Era un fantasma di Arianna Mattioli, con Lorenzo Lavia regista e anche co-protagonista assieme a Ninni Bruschetta, Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale e Matteo Branciamore, ad aprire giovedì 3 la quattro giorni, dal 3 al 6 settembre, della XXXIV edizione del Todi Festival diretto da Eugenio Guarducci.
Lorenzo Lavia, che tipo di comunità domestica racconta il testo di Arianna Mattioli, sua moglie, che lei s’accinge a mettere in scena?
"Il lavoro prende in considerazione le dinamiche, le storie di un nucleo borghese. Una classe medio-alta, una categoria che nel mio immaginario tende a nascondere di più. Nell’allestimento faccio in modo che si abbia l’idea di spiare, e non d’assistere frontalmente a ciò che avviene: a mandare un segnale ci pensa una poltrona di spalle, che fa da quarta parete. Il copione è circolare, non porta a una conclusione precisa, e le battute a volte sono solo allusive, rispondono a un parlare quotidiano di consanguinei".
Che ruoli sono in gioco?
"Tre fratelli, all’incirca trentenni, sono alle prese con un padre, che è suppergiù sui sessant’anni. Ognuno riflette soltanto la personalità di se stesso. Non c’è una trama cui si deve sottostare. Se c’è un fattore che associa tutti e che maggiormente si fa sentire, è la presenza-assenza della madre. E’ una figura cui Arianna, come autrice, ha pensato da quando due anni fa, in spiaggia, un signore che faceva giocare suo figlio con mio figlio, ha anche confidato che la moglie dopo un incidente viveva in uno stato vegetativo permanente. Riflettendo su quella condizione, scrisse una trentina di pagine provvisorie di Era un fantasma in una sola notte".
Perché lei, Lavia, ha retrodatato l’azione agli anni Settanta?
"Volevo evitare il presente, il Covid, una malattia esteriore, e mi interessava molto di più una malattia dell’anima. Poi spostare tutto a cinquant’anni fa significa usare abiti più rigorosi, più segnati da una drammaticità depositata, e vuol dire misurarsi con una sorta di repertorio, con una drammaturgia del passato prossimo".
Autrice e regista-interprete abitano sotto lo stesso tetto. Il tema d’un nuovo testo viene dibattuto?
"È ovvio che ne parliamo. Lei mi parla dello spunto che la motiva. Io aderisco, dialogo. Lei mi fa leggere un primo tracciato. In certi casi, come ora, m’accorgo che fa riferimento anche a qualche aspetto della mia indole, magari ai miei difetti. Mi riconosco in una frase, 'ho sempre avuto paura dell’acqua e dell’altezza'".
Anche se senza uno sbocco, sostanzialmente di cosa discutono qui tre figli e un padre?
"Della gestione di tante piccole cose. Il genitore vorrebbe vincolare i figli a certe prospettive. Un figlio, che ha sulle spalle grosse responsabilità, ha appena rimesso piede in casa. Una casa malata fisicamente e devastata dall’incomunicabilità, col padre che si vergogna d’amare i figli, e gli eredi che non riescono a essere come lui li vorrebbe, tra timidezze e conflittualità".
Che tipo di agiatezza vive, questa famiglia?
"Un benessere di natura umanistica. E’ gente che legge molto, che è impegnata in vicende culturali, che ascolta buona musica. Ho utilizzato Bach, Beethoven, Purcell, o alcuni generi riconoscibili. Ma questo è un nucleo felice ormai votato all’infelicità. I guasti possono ricordare da lontano quelli di Ritorno a casa di Pinter".
Il Todi Festival ha in serbo anche Enrico IV - A scuola di re di e con Andrea Pennacchi ispirato a Shakespeare, The Darkest Night scritto e diretto da Davide Sacco, con Montanari-Calzone, e L’amore indagato reading omaggio a Raffaele La Capria con Di Benedetto-Bifano dirette da Pierpaolo Sepe. E il Todi Off annuncia tra l’altro Parla, Clitemnestra! di Lea Barletti con regia di Barletti/Waas, e Christophe o il posto dell’elemosina di e con Nicola Russo per Carrozzerie n.o.t.