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'Oriente Occidente', il festival che va oltre ogni frontiera: "La nostra volontà di esserci"

A Rovereto, dal 3 al 13 settembre, la rassegna tra debutti mondiali, quello di 'Centaur' di Lidberg, agli omaggi, al coreografo Cunningham. Il direttore Cis: "Abbiamo intitolato il festival corpo poetico/corpo politico perché l'arte ridà valore al corpo logorato dall'isolamento"
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"Questo festival è un gesto di resistenza - spiega il direttore, Franco Cis - è la volontà di esserci, di riaffermare con forza lo spettacolo dal vivo e di guardare oltre la pandemia, per scongiurare l'eventualità che ancora una volta si chiudano i confini". E di confini Oriente Occidente se ne intende. Il festival di Rovereto, programmaticamente dedicato al superamento delle frontiere, geografiche e artistiche, non si è lasciato scoraggiare e festeggia il 40esimo compleanno, con un programma inevitabilmente riconsiderato ma che conferma la capacità di proposta e di novità della manifestazione.


Si comincia il 3 e si prosegue fino al 13 settembre, con un primo weekend molto forte: domenica l'atteso debutto del nuovissimo Sonoma di Marcos Morau e della sua visionaria compagnia La Veronal, un lavoro sui corpi che si re-incontrano e sulla musica dei corpi, che si è visto solo a Barcellona e all'aperto, dunque …
"Questo festival è un gesto di resistenza - spiega il direttore, Franco Cis - è la volontà di esserci, di riaffermare con forza lo spettacolo dal vivo e di guardare oltre la pandemia, per scongiurare l'eventualità che ancora una volta si chiudano i confini". E di confini Oriente Occidente se ne intende. Il festival di Rovereto, programmaticamente dedicato al superamento delle frontiere, geografiche e artistiche, non si è lasciato scoraggiare e festeggia il 40esimo compleanno, con un programma inevitabilmente riconsiderato ma che conferma la capacità di proposta e di novità della manifestazione.


Si comincia il 3 e si prosegue fino al 13 settembre, con un primo weekend molto forte: domenica l'atteso debutto del nuovissimo Sonoma di Marcos Morau e della sua visionaria compagnia La Veronal, un lavoro sui corpi che si re-incontrano e sulla musica dei corpi, che si è visto solo a Barcellona e all'aperto, dunque a Rovereto sarà la prima assoluta al chiuso (Teatro Zandonai). Prima, giovedì 3, da non perdere il debutto mondiale di Centaur di Pontus Lidberg che con il suo Danish Dance Theatre si intreccia la mitica figura al dominio delle nuove tecnologie.


Ma tra le grandi ospitalità internazionali il 12 e 13 c'è l'omaggio a Merce Cunningham, il leggendario coreografo, un maestro che ha cambiato la danza e che tante volte in passato fu protagonista al Festival: in programma lo spettacolo realizzato nel 2019 per il centenario dalla nascita, Cunningham Centennial Solos, messo in scena da Daniel Squire, danzatore della compagnia di Cunningham e realizzato grazie al Merce Cunningham Trust.


Lo spettacolo avrà una versione all'aperto site specific negli spazi di Rovereto il 10 e il 12. Interessante si preannuncia anche Talos (il 5) di Arkadi Zaides, artista israeliano tra teatro e danza sui sistemi informatici nei confini territoriali e il 'solo' del catalano Mal Pelo, The Mountain, the Truth & the Paradise.


"Abbiamo intitolato il festival corpo poetico/corpo politico proprio per ritrovare la capacità dell'arte di ridare valore al corpo nella polis logorato dai lunghi mesi di isolamento della pandemia" prosegue Cis. "Questo ci ha portato a ripensare tanti appuntamenti per gli spazi esterni, pur con tutti i protocolli di garanza sanitaria". E infatti per le strade e le piazze di Rovereto si vedranno Lucas Condro, Cirque Entre Nous (il 6), Alessandro Pietrolini Sonics (11), Matteo Levaggi.  


Molti gli artisti italiani a cui il festival dà visibilità: Daniele Ninarello, Cristina Kristal Rizzo, Abbondanza/Bertoni, Michela Lucenti, Matteo Levaggi e Umberto Chiodi, MF/Maxime & Francesco. Una curiosità interessante i PeepShow ideati dal Teatro La Ribalta: uno spazio "voyeristico" allestito nella piazza del Mart con sedici cabine, ognuna per uno spettatore che da lì assiste allo spettacolo proposto sulla piattaforma centrale. Infine la sezione Linguaggi, che è un punto di riflessione sulle conseguenze della pandemia dal punto di vista sociale, economico, geopolitico con Ezio Mauro, Barbara Serra, Lucio Caracciolo, Federico Petroni, Giorgio Cuscito, Fabrice Olivier Dubosc, Leonardo Caffo, Adam Benjamin, Fabrizio Maronta.