Tre giorni a teatro con David Bowie: va in streaming 'Lazarus', il testamento artistico del genio
di Rodolfo di Giammarco , di Rodolfo di GiammarcoLa narrazione di una leggendaria rockstar come David Bowie sta per riservarci due documenti scenici imperdibili. La sua gioventù e il primo praticantato musicale compongono un biopic, David Bowie London Boy di Rita Rocca, che il 10 gennaio sarà su Rai 5 alle 22.15 e in streaming su RaiPlay. Ed è con il musical Lazarus che Bowie darà ancora appuntamento ai suoi cultori di tutto il mondo per tre giorni consecutivi: venerdì 8 gennaio (data della nascita, risalente al 1947), sabato 9, e domenica 10 gennaio (anniversario della morte, avvenuta nel 2016), Lazarus, il suo clamoroso testamento artistico, il suo coup de théatre di cui fu compositore e scrittore - ma non interprete - nel 2015, condividendone la drammaturgia con l’irlandese Enda Walsh, e affidandone la regia all’olandese Ivo Van Hove, verrà trasmesso in streaming sulla piattaforma Dice con biglietti acquistabili sullo stesso sito.
Ognuna delle tre esibizioni coincider&…
La narrazione di una leggendaria rockstar come David Bowie sta per riservarci due documenti scenici imperdibili. La sua gioventù e il primo praticantato musicale compongono un biopic, David Bowie London Boy di Rita Rocca, che il 10 gennaio sarà su Rai 5 alle 22.15 e in streaming su RaiPlay. Ed è con il musical Lazarus che Bowie darà ancora appuntamento ai suoi cultori di tutto il mondo per tre giorni consecutivi: venerdì 8 gennaio (data della nascita, risalente al 1947), sabato 9, e domenica 10 gennaio (anniversario della morte, avvenuta nel 2016), Lazarus, il suo clamoroso testamento artistico, il suo coup de théatre di cui fu compositore e scrittore - ma non interprete - nel 2015, condividendone la drammaturgia con l’irlandese Enda Walsh, e affidandone la regia all’olandese Ivo Van Hove, verrà trasmesso in streaming sulla piattaforma Dice con biglietti acquistabili sullo stesso sito.
Ognuna delle tre esibizioni coinciderà con il fuso orario del Paese dello spettatore virtuale: per il pubblico italiano conterà il fuso di Parigi, e l’accesso è quotato 18 euro. L’edizione di Lazarus cui si potrà assistere non è quella originaria che debuttò il 7 dicembre 2015 al Workshop Theatre di New York, alla quale presenziò con l’immancabile suo smagliante sorriso lo stesso Bowie alla sua ultima apparizione pubblica (nella foto in alto), ma appartiene alla successiva produzione inglese battezzata al King’s Cross Theatre di Londra il 25 ottobre 2016.
Perché è importantissimo, e pieno di significati, di compimenti, di eredità autobiografica consegnata a estimatori e a specialisti di oggi, il musical Lazarus ideato da un’icona mondiale della scena del rock? Ecco dieci buone ragioni per vedere lo spettacolo.
Perché questo spettacolo è il sequel del film L’uomo che cadde sulla terra di Nicolas Roeg del 1976, con protagonista lo stesso Bowie, film ispirato al romanzo di Walter Tevis, un’opera il cui personaggio centrale, Thomas Jerome Newton, è un alieno/outsider catapultato in America, sottoposto a perdita d’identità, a un’invasione fisica e mentale dei mass media.
Perché malgrado la malattia che ormai debilita il Duca Bianco, lui segue personalmente la scelta del cast (dove il ruolo di Newton tocca a Michael C. Hall) che rimarrà quasi lo stesso a New York e a Londra, partecipando alle prove e al battesimo Oltreoceano.
Perché Lazarus, inteso come brano musicale, sembra fare da collegamento tra l’ultimo suo album Blackstar, il musical e la canzone di Elvis Presley che quasi cinquant’anni prima attribuiva alla vista d’una stella nera il presagio della propria morte.
E perché Bowie ottiene con Lazarus una perfetta quadratura del cerchio di tutta la sua carriera di personalità incline ai mutamenti di genere con ricorso all’androginia del teatro giapponese o del Pierrot condiviso con Lindsay Kemp.
E, ancora, perché il letto, il giradischi e il frigorifero, e Marte disegnato su un vetro, e lo schermo verticale, e le figure da acquario, e la mimetica sagoma di Newton alias Hall alias Bowie che con un razzo vuole tornare da dove è venuto, e il passato-presente-futuro di Lazarus, sono tutte componenti di un viaggio che non finisce mai.
Perché in questo musical si ascoltano 18 brani della sua strepitosa produzione musicale.
Perché qui, mentre è cosciente di andare incontro alla morte, realizza finalmente il desiderio di mettere in scena un musical.
Perché Bowie è anche per la prima volta ideatore, scrittore e drammaturgo di un’opera di teatro che verrà alla luce al di là e al di qua dell’oceano
E poi perché, aggiungiamo, questo musical lo si vedrà di sicuro in una molto adeguata edizione italiana nel 2022.
E, infine, perché Lazarus è fondamentale, come fa intendere il co-autore Enda Walsh in una recente intervista contenuta nel prezioso libro Lazarus. Il senso di Bowie per il teatro di Silvia Lamia, pubblicato da Arcana: "David voleva correre dei rischi. Puntava al cuore e alla connessione con il pubblico. Lazarus è lui, uno che non si sente parte di questo mondo ed è piuttosto strano, è la vita. Mi chiese: è possibile fare uno spettacolo come se fosse un album? E il tema della libertà, della fuga, quando la morte si avvicina, lo senti: esamini il passato, scandagli sentimenti, dipendenze, e tutto è proiettato verso l’ignoto, Eccola la fine di Lazarus, una liberazione".