C’è qualcosa di definitivamente parziale in ogni tentativo di riprendere uno spettacolo teatrale per la tv o per il cinema. Molto meglio tentare strade diverse e inventarsi qualcos’altro e infatti dopo un anno di lockdown dei teatri e di molti streaming, gli esperimenti di come trasformare il teatro nel linguaggio audiovisivo non sono mancati e alcuni sono anche interessanti. Si è molto parlato, per esempio, lo scorso dicembre del Barbiere di Siviglia dell’Opera di Roma dove Mario Martone e il direttore Daniele Gatti hanno sul palcoscenico ricreato Rossini proprio per la tv.
Ora è lo Stabile di Torino che si è dato da fare con il progetto Camere nascoste che coinvolge registi e giovani videomaker i quali si sono impegnati a seguire le prove di alcune delle produzioni teatrali, a interagire con i tecnici, gli attori e, anziché pretendere di documentarle, le raccontano a modo loro utilizzando foto, clip, interviste ai protagonisti, mostrando il dietro le quinte, solitamente precluso allo sguardo degli spettatori, restituendo l’umore, il clima, le emozioni che queste suscitano.
foto di Andrea Macchia
Il risultato sono docufilm che si possono vedere sul sito www.teatrostabiletorino.it e i principali social (Facebook e Instagram). Tra quelli già online c’è Dov’è finita la normalità?: il regista Lucio Fiorentino ripercorre l’allestimento di The Spank, novità assoluta di Hanif Kureishi che doveva essere la produzione di punta dello Stabile torinese diretta da Filippo Dini che ne è anche il protagonista insieme a Valerio Binasco. Rinviato alla futura riapertura dei teatri, lo spettacolo è raccontato nelle parole dei protagonisti e di Kureishi stesso: lo scrittore inglese parla della sua ossessione di uomo di mezza età che si trova a fare i conti con gli obblighi della famiglia, e non trova un reale centro di gravità, proprio come i due amici della sua pièce che poco a poco si complicheranno la vita. Gli attori parlano nella scena dello spettacolo, se ne vedono anche alcuni spezzoni: il valore aggiunto è il commento dell’autore stesso.
foto di Andrea Macchia
Sempre Lucio Fiorentino ha diretto altri due docufilm che vanno visti anche come un dittico pirandelliano nell’anno del centenario dei Sei Personaggi: da venerdì è onlin Il Fantasma della verità dedicato allo spettacolo Così è (se vi pare), una di quelle storie su un teorema tutto cerebrale di Luigi Pirandello, che a teatro è stato allestito da Filippo Dini: rispecchiando la dinamica da “giallo con suspence” dell’originale, il film segue la storia originale con la telecamera nella scena e nelle dichiarazioni dei protagonisti. Dal 5 sarà online l’altro Pirandello, Le bestie: dall’allestimento di Valerio Binasco che riambienta negli anni Sessanta Il piacere dell’onestà, ne esce un docufilm sull’ipocrisia sociale.
Un esperimento molto interessante è quello firmato dai giovani videomaker del collettivo torinese Frana smashing videos* (Anna Cordioli e Francesco Moroni Spidalieri) che con Chimica sentimentale, dal 19 marzo online, hanno trovato un linguaggio cinematografico nuovo e accattivante per dare testimonianza di 10 mg, lo spettacolo di una giovane compagnia diretto da Elisabetta Mazzullo dal testo di Maria Teresa Berardelli, storia di cinque solitudini, molte pillole (i 10 mg del titolo), irrequietezza e irresolutezza che il film racconta con clip, musiche e un bel ritmo visivo che spinge a una complicità immediata con la storia stessa. Non per niente è inserito nel programma di Theatre in the Digital Age, un progetto che offre supporto per progetti innovativi di teatro digitale da parte dell’ETC- European Theatre Convention, il più grande network di teatri pubblici del vecchio continente (42 membri di 15 nazioni, tra cui il Teatro Stabile di Torino). Segno che in fatto di docufilm siamo sulla buona strada.