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Glauco Mauri, il teatro va in tv: ecco il recital insieme a Roberto Sturno

foto di Sergio Battista 
Lo spettacolo 'Il canto dell'usignolo' andrà in onda sabato 13 alle ore 21.15 su Rai 5
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La tradizione del “grande attore”, ricca di arte, invenzione, talento, ci colpisce sempre per la misura nella recitazione, per la leggerezza con cui la sapienza tecnica diventa naturalezza, emozione. E per capire di cosa si parla basta guardare Glauco Mauri, grande vecchio del teatro italiano, 90 anni di cui quasi 70 di sapienza attoriale: al cinema, con lo spregiudicato Vittorio in La Cina è vicina di Bellocchio, il professor Giordani di Profondo rosso di Dario Argento, il papà di Michele in Ecce Bombo di Moretti… e soprattutto a teatro, dove Mauri ha attraversato sperimentazione e classici, e recitato da Sofocle (ed era l’Orestea di Ronconi) a Beckett, ma sopra tutti Shakespeare di cui ha interpretato ben 24 diversi ruoli, fra gli altri, Shylock, Prospero, Petruccio, Macbeth, Re Lear (due volte), Riccardo II, Riccardo III, Tito Andronico…

Anche per questo è da non perdere l’occasione di ammirare Mauri proprio nel repertorio…

La tradizione del “grande attore”, ricca di arte, invenzione, talento, ci colpisce sempre per la misura nella recitazione, per la leggerezza con cui la sapienza tecnica diventa naturalezza, emozione. E per capire di cosa si parla basta guardare Glauco Mauri, grande vecchio del teatro italiano, 90 anni di cui quasi 70 di sapienza attoriale: al cinema, con lo spregiudicato Vittorio in La Cina è vicina di Bellocchio, il professor Giordani di Profondo rosso di Dario Argento, il papà di Michele in Ecce Bombo di Moretti… e soprattutto a teatro, dove Mauri ha attraversato sperimentazione e classici, e recitato da Sofocle (ed era l’Orestea di Ronconi) a Beckett, ma sopra tutti Shakespeare di cui ha interpretato ben 24 diversi ruoli, fra gli altri, Shylock, Prospero, Petruccio, Macbeth, Re Lear (due volte), Riccardo II, Riccardo III, Tito Andronico…

Anche per questo è da non perdere l’occasione di ammirare Mauri proprio nel repertorio shakespeariano in uno spettacolo-recital con Roberto Sturno, un tempo suo allievo, oggi sapiente compagno di avventura teatrali, intitolato Il canto dell’usignolo che arriva su Rai 5 alle 21.15 sabato 13.

In 90 minuti, inframmezzati dalle musiche di Giovanni Zappalorto eseguite da Giovanni Zappalorto (pianoforte), Marzia Ricciardi (violino) Marzio Audino (percussioni), Mauri e Sturno danno voce alla poesia e alla prosa del Bardo, dai Sonetti, tra le più belle parole d’amore mai scritte, ai grandi personaggi come l’Enrico V da Come vi piace, Macbeth, Riccardo II, Giulio Cesare, Re Lear  per chiudere con la forza dell’illusione  del Prospero di La tempesta.

Lo spettacolo – interessante che si tratti non di una semplice registrazione ma di un lavoro pensato apposta per la tv nel progetto teatrale di Rai 5 a cura di Felice Cappa, e montato e ripreso al Teatro di Tor Bella Monaca di Roma con la regia televisiva di Andrea Menghini – è un percorso tra capolavori che raccontano di uomini e dei loro sentimenti: la folle discesa verso il male (Macbeth), la voglia di democrazia e la sovversione (Giulio Cesare), l’oscura debolezza Riccardo II), (l’egoisimo e la solitudine (Lear), la forza dell’illusione (La Tempesta). E tutto con limpide e poetiche parole. Non a caso il titolo scelto per lo spettacolo, Il canto dell’usignolo, fa riferimento a un breve apologo di Lessing, lo scrittore tedesco che racconta di un pastore il quale aspetta il meraviglioso canto dell’usignolo per sovrastare il rumore del gracidare delle rane, proprio come la parola “alta”, “nobile” annulla il chiacchiericcio quotidiano, inutile e volgare.

Ma lo spettacolo mette in risalto anche l’arte dell’attore, straordinaria nell’esibizione di Mauri (e anche di Sturno), un interprete che meriterebbe da solo una antologica televisiva. Inconsapevolmente forse c’è anche già stata, almeno una mini-retrospettiva, perché fino al 5, Rai 5 ha mandato in onda I demoni, nell’adattamento televisivo di Dostoevskij del 1972 diretto da Sandro Bolchi, dove in un super cast (Luigi Vannucchi, Lilla Brignone, Gianni Santuccio, Paola Quattrini, Warner Bentivegna, Mario Carotenuto, Luigi Diberti, Giulia Lazzarini.), Glauco Mauri era un potentissimo, allucinato Piotr.