Spettacoli

Pompeii Theatrum Mundi, dalle rovine dell'antica città una speranza di rinascita

Il Teatro grande di Pompei
Il Teatro grande di Pompei 
Quarta edizione della rassegna promossa al Teatro Grande di Pompei dal Teatro di Napoli - Teatro Nazionale con il Parco Archeologico. Dal 24 giugno al 25 luglio quindici serate in un sito all’aperto e in sicurezza
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Attraverso due titoli alimenta un viavai col Festival di Avignone, coinvolge attrici della scena culturale come Isabelle Huppert e Sonia Bergamasco, attori storici come Sandro Lombardi e Marco Baliani, e registi creativi come Jan Fabre, Emma Dante, Federico Tiezzi e Tiago Rodrigues, e dal 24 giugno al 25 luglio offre quindici serate in un sito all’aperto e in sicurezza su pietre antiche che testimoniano il prima e il dopo del nostro racconto di uomini - contribuendo alla riapertura dei teatri, e facendo leva su cinque battesimi spettacolari - la quarta edizione della rassegna Pompeii Theatrum Mundi promossa al Teatro Grande di Pompei dal Teatro di Napoli - Teatro Nazionale con il Parco Archeologico di Pompei. In collaborazione con Fondazione Campania dei Festival e Campania Teatro Festival.

Il direttore Roberto Andò pone l’accento sullo "spazio millenario di Pompei cui toccò l’originaria funzione di far formulare domande a ciò che è vivo e a ciò che scompare, con la possibilità di narrare oggi mutazioni di cui non siamo ancora consapevoli. Con un filo rosso che fa da legame, che è il senso della fine e dell’inizio, della catastrofe e della rinascita". Con piena aspettativa per le modalità che saranno consentite ad artisti e, rispettando i protocolli, al pubblico, "perché a un piano B non posso neanche pensare" ha detto fiducioso Andò.

A noi che sappiamo cosa può accadere al pianeta ma che forse non ci liberiamo del piacere di ingannare noi stessi, a noi che sappiamo quanto il mondo remoto si sarebbe tutelato meglio senza ignorare e condannare una profetessa che vedeva il futuro, Cassandra, è riservata dal 24 al 26 giugno la via crucis profana di Resurrexit Cassandra di Ruggero Cappuccio, con ideazione, regia e scenografia di Jan Fabre. Un’impresa anche iconografica stavolta concentrata su una performance di Sonia Bergamasco, alle prese con stazioni che sono manifesti per il rilancio politico, ideologico, climatico ed ecocompatibile dell’umanità.

Sonia Bergamasco
Sonia Bergamasco 
Laboratorio della salvezza, preludio a una ‘diritta via’ e anelito a una metamorfosi è congenitamente, dall’1 al 3 luglio, Il Purgatorio. La notte lava la mente di Mario Luzi, primo passo di un progetto triennale dantesco di Federico Tiezzi che il regista ha voluto far partire dalla cantica dell’amicizia e dell’arte, dove si dibatte di poesia e di fede, con la teatralizzazione di un grande letterato come Luzi. A dar voce all’impresa saranno Sandro Lombardi e, tra gli altri, Francesca Ciocchetti, Giovanni Franzoni, Annibale Pavone, Debora Zuin, Giampiero Cicciò, Martino D’Amico. L’allestimento rende omaggio al settimo centenario della morte di Dante.

Racconta la storia di un vecchio che per sconfiggere la solitudine invita a cena i defunti della famiglia, lasciando aperta la porta la notte tra l’uno e il due novembre, ed è liberamente ispirato a Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, dall’8 al 10 luglio, lo spettacolo Pupo di zucchero - La festa dei morti con testo e regia di Emma Dante, da sempre sensibile al rapporto tra chi c’è e chi non c’è. Nei dieci protagonisti figurano Sandro Maria Campagna, Carmine Maringola, Stephanie Taillandier, Giuseppe Lino, Nancy Trabona. Dopo Pompei, l’allestimento è impegnato in repliche al 75mo Festival d’Avignone.

Emma Dante
Emma Dante 
Il poeta Franco Marcoaldi ha definito il suo testo Quinta stagione un monologo drammatico, e Marco Baliani, che ne sarà protagonista e regista dal 15 al 17 luglio, è propenso a incontrare le voci, le parole e i paesaggi dell’opera in una sorta di nomadismo complice e fatale con l’aiuto delle sonorità concepite dal figlio Mirto Baliani. E a un percorso di sostegno penseranno le presenze materiche di Mimmo Paladino, veri e propri veicoli interattivi. L’espansione, il pellegrinaggio, l’evento del linguaggio salderanno i tracciati di Marcoaldi e i sistemi d’elaborazione di Baliani.

Il culmine del programma vede approdare al Teatro Grande direttamente dal Festival di Avignone (dove avrà aperto il calendario della manifestazione) una delle più mitiche e premiate attrici francesi di teatro e di cinema, Isabelle Huppert, che svetta nel cast di La cerisaie / Il giardino dei ciliegi di Cechov, con messinscena del portoghese Tiago Rodrigues, lavoro che tra i vari coproduttori vede anche l’Odéon-Théatre de l’Europe, e il Teatro Nazionale Dona Maria II diretto dallo stesso Rodrigues. L’incontro importante con una professionista cosmopolita come Huppert ha a che fare con un “Giardino” "considerato prima un dramma sugli addii e poi una commedia del cambiamento, della trasformazione sociale, per una nuova normalità". Metafora di una differente visione dopo i tormenti, prospettiva che oggi sentiamo necessaria.

Isabelle Huppert
Isabelle Huppert 
Alla videoconferenza di ieri, oltre a Roberto Andò, hanno partecipato Filippo Patroni Griffi, Alessandra Franzoni, Massimo Osanna, Rosanna Romano, Gabriel Zuchtriegel, Ruggero Cappuccio, e gli artisti.