'La Traviata' firmata da Mario Martone, il classico di Verdi arriva 'in presa diretta' in tv
di Rodolfo di Giammarco , di Rodolfo di GiammarcoDopo anticipazioni clamorose, dopo vari tentativi per definire l’evento (film-opera, opera-film, cinema-opera-teatro), dopo un set che al Teatro Costanzi (e fuori) ha sintetizzato in soli cinque giorni il cantiere d’un capolavoro, e dopo un crescendo d’attesa che ha superato la capienza d’una platea lirica ed è assurto (causa Covid) a stimato orizzonte nazionale odierno di grandissimi ascolti-visioni in tv, stasera è finalmente in programma su Rai 3 alle 21,20 la prima assoluta de La Traviata di Giuseppe Verdi con regia di Mario Martone e direzione musicale di Daniele Gatti, una produzione del Teatro dell’Opera e di Rai Cultura che, su spinta del sovrintendente Carlo Fuortes, ha reagito alla pandemia filmando l’intera operazione in presa diretta e ordinando poi i materiali, con l’obiettivo di conservare un rapporto col pubblico e di raggiungere a casa gli spettatori attualmente non ammessi in sala.
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Dopo anticipazioni clamorose, dopo vari tentativi per definire l’evento (film-opera, opera-film, cinema-opera-teatro), dopo un set che al Teatro Costanzi (e fuori) ha sintetizzato in soli cinque giorni il cantiere d’un capolavoro, e dopo un crescendo d’attesa che ha superato la capienza d’una platea lirica ed è assurto (causa Covid) a stimato orizzonte nazionale odierno di grandissimi ascolti-visioni in tv, stasera è finalmente in programma su Rai 3 alle 21,20 la prima assoluta de La Traviata di Giuseppe Verdi con regia di Mario Martone e direzione musicale di Daniele Gatti, una produzione del Teatro dell’Opera e di Rai Cultura che, su spinta del sovrintendente Carlo Fuortes, ha reagito alla pandemia filmando l’intera operazione in presa diretta e ordinando poi i materiali, con l’obiettivo di conservare un rapporto col pubblico e di raggiungere a casa gli spettatori attualmente non ammessi in sala.
Il risultato è che stasera saranno numerosissimi, in tutta Italia, ad avere il privilegio di seguire da vicino la Violetta del soprano Lisette Oropesa, l’Alfredo di Saimir Pirgu, il Germont padre di Roberto Frontali, e tutti gli altri personaggi del cast di questo che Martone definisce "teatro che si scioglie in cinema, che cambia il suo stato fisico e diventa fluido, penetrando nelle pieghe della partitura, cogliendone ogni elemento drammaturgico". Una suggestiva e condivisibile opinione del regista è che "Verdi o Rossini non sono solo grandi compositori ma anche grandi autori di teatro".
Ed è altrettanto importante che chi s’appresta a partecipare al battesimo tv abbia coscienza dello stato d’animo artistico e umano del Martone responsabile della messa in scena, delle riprese e del montaggio: "Nella nostra impresa ha influito la pandemia, il rumore della vita in una sala vuota".
Va paradossalmente anche detto che a motivo dell’emergenza in corso non sono poche le risorse eccezionali cui ha fatto appello la multidisciplinarietà della regia. Sappiamo quanto Martone sia per sua innata natura un orchestratore di spazi, e ciò non toglie che stupirà l’accoglienza, l’ingaggio, ne La Traviata, del monumentale lampadario della platea, uno dei più grossi d’Europa, sei metri di diametro, tre metri e mezzo d’altezza, tre tonnellate di peso e 27.000 cristalli di Boemia, lampadario che scenderà giù ad altezza d’uomo (come accade solo una volta all’anno per le pulizie) e incomberà sui giochi mondani a casa di Flora. E c’è un bell’azzardo restituito alle scene di zingarelle e mattatori, in genere considerate uno stereotipo. "Con le coreografie di Michela Lucenti abbiamo lavorato per suggerire un clima morboso e dionisiaco, una temperatura insinuante". E poi gli artisti agiranno, inseguiti dalle telecamere del centro Rai di Napoli, tra platea, palchetti, scale, corridoi e saloni, col ballo del I atto eseguito nella Sala Grigia, e oltre al palcoscenico riservato al letto di Violetta, sono previste location negli immediati dintorni dell’Opera a via Torino, come pure esterni alle Terme di Caracalla quando Alfredo si reca a Parigi o sfida a duello Duphol.
La preziosa direzione d’orchestra di Daniele Gatti, nel rispetto integrale delle partiture, è stata sempre la quinta colonna dell’architettura di Mario Martone, e i suoi attacchi sono stati una sorta di metronomo percepito anche a distanza dagli interpreti attraverso monitor disposti ovunque. Pur essendo un ‘lavoro del presente’, nell’ottica esplicita di Martone, questa Traviata s’avvale sempre e dappertutto di costumi ottocenteschi che Anna Biagiotti ha intercettato nei magazzini e nei laboratori dell’Opera.
Comunque quello che affascinerà i telespettatori di Rai3, stasera, sarà la dimestichezza teatrale di un’agilissima équipe lirica. "Sono intervenuto su artisti predisposti a modalità di oggi - annota Martone - Concentrati in tempi stretti, in rapporto con le esigenze del set. Un enorme lavoro collettivo. Non avremmo Violetta senza le capacità sceniche e cinematografiche di Lisette Oropesa. Con Saimir Pirgu abbiamo dato spessore teatrale all’Alfredo preda d’una cultura maschilista, che scoprirà assurda. E Germont padre è nelle mani di un fuoriclasse, Roberto Frontali".
I titoli di coda riporteranno Roma, febbraio 2021, per testimoniare che alle spalle di questo spettacolo c’è l’ombra della pandemia. Si va in onda, sperando d’andare presto in scena in persona, con altro repertorio.