Da solo fa due vite, anzi tre e forse anche di più. E’ scrittore, regista di cinema -proprio in questi giorni sta perlustrando Palermo per le location di un film sulla vita di Letizia Battaglia che inizierà a girare presto – ed è regista e direttore di teatro. “Il segreto è svegliarsi presto”, ironizza Roberto Andò che si definisce “plurimo”. Siciliano, 62enne è diventato il direttore del Teatro di Napoli con l’inizio della pandemia , “ma – sottolinea con orgoglio - non abbiamo mai smesso di lavorare e di far lavorare artisti e tecnici. Faremo tesoro, la prossima stagione, di tutte le produzioni che abbiamo realizzato e messo in cantiere”.
Ora, per festeggiare la ripresa del teatro davanti al pubblico Andò ha firmato “Finalmente a teatro!”, il Pompei Theatrum Mundi 2021, il festival che dal 24 giugno al 25 luglio si svolge nel Teatro Grande del Parco Archeologico: mille posti, ridotti a circa cinquecento per le misure sanitarie, e alcuni assi del teatro europeo da Jan Fabre e Isabelle Huppert a Sonia Bergamasco e Emma Dante. “L’ho pensata proprio come una festa - spiega Andò - L’anno scorso era stata cancellata per la pandemia, quest’anno non avrei rinunciato per nulla al mondo a una riconvocazione degli spettatori. Sarà un passaggio prima della ripresa di settembre nei teatri al chiuso, un ridare entusiasmo con in più l’emozione di un luogo unico. Abbiamo immaginato cinque spettacoli importanti che possono avere un filo, raccontando questo momento stranissimo da vari punti di vista. Mai come adesso il teatro è il luogo cui è delegata la possibilità di raccontare i cambiamenti in atto”.
C’è la profezia di Cassandra sulla distruzione del pianeta e il nostro autoinganno di poter continuare cosi, nel Resurrexit Cassandra di Jan Fabre con Sonia Bergamasco sul testo di Ruggero Cappuccio che il 24 apre il festival; il Purgatorio (dal 1 luglio) “il luogo dove è come se ci fossimo sentiti nei mesi del lockdown”, spiega Andò e che, sul testo di Mario Luzi, Federico Tiezzi rifarà a 30 anni dalla prima volta con la sua compagnia e Sandro Lombardi, fino a Emma Dante che con Pupo di Zucchero dall’8 luglio “mette in contatto i vivi e i morti come omaggio alla festa dei morti che a Palermo è così importante”. E ancora, Marco Baliani che dal 15 sarà protagonista di Quinta stagione di Franco Marcoaldi nel paesaggio scenico firmato da Mimmo Paladino, “un poema che ha l’ambizione di raccontare la stagione del disorientamento dolente e ha la temperatura di un capolavoro come la Terra desolata di Eliot”, spiega sempre Andò. Per chiudere con Il giardino dei ciliegi che dal 23 Isabelle Huppert interpreterà diretta dal portoghese Tiago Rodrigues e che dopo Pompei, come il lavoro di Emma Dante, sarà al festival di Avignone “per parlare di cambiamenti di cui c’è tanto bisogno”.
Oltre al festival di Pompei, Andò firma il 7 luglio l’allestimento di Siberia, l’opera di Umberto Giordano al Maggio Fiorentino che vedrà sul podio Gianandrea Noseda e intanto progetta la prossima stagione del Teatro di Napoli dove si vedranno Solaris con la regia di Andrea De Rosa, Il filo di mezzogiorno di Ippolita Di Majo dal testo di Goliarda Sapienza diretto da Mario Martone, Hospes,–itis di Fabio Pisano, un progetto di Davide Jodice, per ritrovare le relazioni negate dalla pandemia e Piazza degli eroi firmato proprio da Andò che con le parole di Thomas Bernhard ci lancia l’allarme sui nuovi fascismi.