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Claudio Gioè: "Ieri e oggi la Sicilia è tutta nella voce di Sciascia"

L’attore di 'Makari' porta in scena alle Orestiadi di Gibellina un testo di Roberto Andò ispirato allo scrittore
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Claudio Gioè, che molti hanno apprezzato nel ruolo del giornalista-scrittore-detective Saverio Lamanna nella serie Makari, e che gli spettatori palermitani hanno visto nel Marat Sade di Peter Weiss interrotto al primo lockdown, stasera sarà il protagonista, al Baglio di Stefano di Gibellina, di una giornata dedicata a Leonardo Sciascia a cento anni dalla sua nascita. Affrontando con due musicisti una lettura della drammaturgia di Roberto Andò La notte delle lucciole, alle Orestiadi dirette da Alfio Scuderi.


Gioè, lei è un palermitano che evocherà in scena un eminente autore agrigentino di Racalmuto come Sciascia, sul filo di un'antologia concepita da un palermitano come Roberto Andò. Che omaggio sarà?
"È un'occasione per riascoltare collettivamente le parole intime e politiche di questo grande scrittore. Interventi pubblici, articoli, discorsi in Parlamento. Ne viene fuori un ritratto d'un uomo che non s…

Claudio Gioè, che molti hanno apprezzato nel ruolo del giornalista-scrittore-detective Saverio Lamanna nella serie Makari, e che gli spettatori palermitani hanno visto nel Marat Sade di Peter Weiss interrotto al primo lockdown, stasera sarà il protagonista, al Baglio di Stefano di Gibellina, di una giornata dedicata a Leonardo Sciascia a cento anni dalla sua nascita. Affrontando con due musicisti una lettura della drammaturgia di Roberto Andò La notte delle lucciole, alle Orestiadi dirette da Alfio Scuderi.


Gioè, lei è un palermitano che evocherà in scena un eminente autore agrigentino di Racalmuto come Sciascia, sul filo di un'antologia concepita da un palermitano come Roberto Andò. Che omaggio sarà?
"È un'occasione per riascoltare collettivamente le parole intime e politiche di questo grande scrittore. Interventi pubblici, articoli, discorsi in Parlamento. Ne viene fuori un ritratto d'un uomo che non si piegò mai al potere, e che non aveva paura di sporcarsi le mani. Un intellettuale che mantenne in Sicilia un irrinunciabile punto d'osservazione della realtà. Il testo di Andò tratta anche un dialogo a distanza tra Sciascia e Pasolini, con affinità e stime solide pur nelle differenze".

Claudio Gioè in 'Màkari', la serie Rai che tornerà con una seconda stagione 

Un attore come lei che affinità sente con la testimonianza di queste culture e impegni?
"Mi toccano i racconti d'infanzia a Racalmuto in una Sicilia che non c'è più, i ricordi di famiglia, certe memorie, e mi trovo tutt'ora in sintonia con le visioni del mondo sia di Sciascia sia di Pasolini, del quale ho frequentato il senso etico e poetico in Eretici e corsari di Giorgio Gallione".


E il significato di un tributo a Sciascia inscenato a Gibellina?
"È bene che qui gli spettatori sentano i concetti, la lucidità, l'audacia controversa d'un grande siciliano che oltre a far discutere aveva un immenso legame con Gibellina, essendosi speso negli appelli per il rilancio culturale del Belice nel dopo-sisma. Se ne parla grazie all'edizione 40 delle Orestiadi di Gibellina".


La sua sicilitudine è affiorata benissimo anche nel cinema-tv di 'Makari'.
"Lì continua la mia frequentazione con scrittori di Racalmuto, perché Gaetano Savatteri, autore dei romanzi da cui è tratta la serie, è originario di quella terra. Ora gireremo una seconda stagione che andrà su Rai 1 nella primavera del 2022. Non è facile trovare la leggerezza di narrazioni così. Makari è sofisticato, all'inglese, con aspetti di comicità, di giallo, di crime. Merito pure della regia di Michele Soavi. Che coincidenza empatica, per me, lasciare Roma e tornare a Palermo dopo 27 anni, e trovare un personaggio con identico destino".


L'ultimo suo atto teatrale è stato fare e dirigere 'Marat Sade' di Peter Weiss al Biondo di Palermo.
"Una fatica di due anni, musiche originali di Andrea Farri, quindici fra attori e tecnici coinvolti come inservienti del manicomio di Charenton, su stimolo di Roberto Alajmo. I capolavori del Novecento devono essere proposti dagli stabili. Dopo il fermo per la pandemia, purtroppo non si parla di una ripresa".