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Centro di Santa Cristina, il luogo del cuore di Luca Ronconi dove far studiare (e osare) i giovani

Nel pieno della campagna di Gubbio, borgo medievale tra i più belli dell'Umbria, l'attore e regista ha fondato questo peculiare 'ritrovo di lavoro' nel 2001. Aperto luglio e agosto, ora è celebrato nel doc di Jacopo Quadri, 'Scuola d’estate'
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Non c’è nei teatri l’idea di offrire un periodo di studio, di ricerca, di alta sperimentazione per attori e registi. E anche per questo Luca Ronconi aveva investito una parte cospicua delle sue energie di regista, nella creazione non di una scuola, ma di un luogo dove lui stesso, attori, giovani potessero studiare in pace, fare ricerca liberati dalla necessità delle prove e dello spettacolo.

Luca Ronconi 

È nato proprio cosi nel 2001 il Centro di Santa Cristina, uno spazio, con sale prove, foresteria, cucine, isolato nel verde della campagna intorno a Gubbio, un 'ritrovo di lavoro', tra concentrazione e natura, aperto luglio e agosto (e Scuola d’estate è proprio il titolo del documentario che Jacopo Quadri ha dedicato al progetto): attivissima, fervida finché c’è stato Ronconi, l’attività di Santa Cristi…

Non c’è nei teatri l’idea di offrire un periodo di studio, di ricerca, di alta sperimentazione per attori e registi. E anche per questo Luca Ronconi aveva investito una parte cospicua delle sue energie di regista, nella creazione non di una scuola, ma di un luogo dove lui stesso, attori, giovani potessero studiare in pace, fare ricerca liberati dalla necessità delle prove e dello spettacolo.

Luca Ronconi 

È nato proprio cosi nel 2001 il Centro di Santa Cristina, uno spazio, con sale prove, foresteria, cucine, isolato nel verde della campagna intorno a Gubbio, un 'ritrovo di lavoro', tra concentrazione e natura, aperto luglio e agosto (e Scuola d’estate è proprio il titolo del documentario che Jacopo Quadri ha dedicato al progetto): attivissima, fervida finché c’è stato Ronconi, l’attività di Santa Cristina è proseguita anche dopo la morte, nel 2015, del grande regista, per la determinazione di Roberta Carlotto, che con lui aveva fondata e diretto il Centro, di confermare il valore culturale unico di un simile progetto.

Giulia Mazzarino 

E proprio in questi giorni Santa Cristina ha riaperto le porte, con un cospicuo finanziamento del Mic per i progetti speciali, e la collaborazione del Piccolo di Milano e Fabulamundi Playwriting Europe, e con un programma fino al 13 agosto, che presenta interessanti novità rispetto al passato. Intanto, per la scelta degli 'allievi', dei giovani da coinvolgere nello studio: non più diplomandi delle maggiori scuole di teatro, ma professionisti delle nuove generazioni teatrale, alcuni già ben noti e apprezzati, come Fabio Condemi, che con Giulia Odetto e Silvia Rigon fa parte del terzetto di registi-drammaturghi, a cui bisognerebbe aggiungere anche Pier Lorenzo Pisano e Nalini Vidoolah Mootoosamy, a riprova che regia e drammaturgia sono due campi sempre più contigui nel teatro contemporaneo, e attori notevoli come Gabriele Portoghese e Federica Rossellini, con Catherine Bertoni, Gabriele Brunelli, Giulia Mazzarino, Lorenzo Parrotto, Petra Valentini e Isacco Venturini.

Isacco Venturini 

Inoltre, se lo studio, secondo la traccia ronconiana, si muoverà sull’analisi del testo teatrale, delle nuove forme di scrittura, anche non teatrali, la pattuglia variegatissima dei registi/pedagoghi la declina secondo diverse vocazioni e intenzioni sperimentali: il regista Carmelo Rifici, in questi giorni, a partire dall’Orestea di Eschilo, affronta le riletture contemporanee dei classici di Heiner Muller. La coreografa Michela Lucenti si concentra sul linguaggio del corpo ispirata dai cori di Bestia da stile di Pasolini. Su Pasolini lavorerà anche Valter Malosti, mentre Massimo Popolizio, ronconiano 'doc' è qui con un suo gruppo di attori per concentrarsi su M di Scurati, prima tappa di avvicinamento allo spettacolo prodotto dal Piccolo della prossima stagione. Infine, il momento pubblico quest’anno sarà una giornata di dialoghi sulla nuova regia a cura di Oliviero Ponte Di Pino, con Giovanni Agosti, Giorgio Sangati, Mimmo Borrelli, Liv Ferracchiati, Stefano Fortin e Alessandro Businaro.