Vinicio Marchioni: "Imparo da Mastroianni l’attore deve essere una lavagna pulita"
di Rodolfo di Giammarco , di Rodolfo di GiammarcoRiusciamo a parlare di teatro e cinema con Vinicio Marchioni mentre è sul set d'una serie internazionale che si gira in Romania. Poi è atteso a Roma per le riprese di Coppie di Paolo Costella, remake dello spagnolo Sentimental. Dal 20 al 25 agosto dirigerà con la moglie Milena Mancini il Ginesio Fest. A gennaio metterà a frutto, con Sonia Bergamasco, le prove di Chi ha paura di Virginia Woolf? di Albee con regia di Antonio Latella. A dicembre riparte la versione in prosa de I soliti ignoti. Ha da poco firmato la regia d'un monologo di Milena Mancini. E lo vedremo in quattro film: Caravaggio di Michele Placido, Siccità di Paolo Virzì, Supereroi di Paolo Genovese e Ghiaccio di Fabrizio Moro e Alessio De Leonardis.
In questa sua Olimpiade tra scena e schermo c'è la responsabilità condivisa d'un festival. Come nasce?
"Il legame con San Ginesio origina dalle radici familiari di mia moglie. Alcuni cittadini di l&…
Riusciamo a parlare di teatro e cinema con Vinicio Marchioni mentre è sul set d'una serie internazionale che si gira in Romania. Poi è atteso a Roma per le riprese di Coppie di Paolo Costella, remake dello spagnolo Sentimental. Dal 20 al 25 agosto dirigerà con la moglie Milena Mancini il Ginesio Fest. A gennaio metterà a frutto, con Sonia Bergamasco, le prove di Chi ha paura di Virginia Woolf? di Albee con regia di Antonio Latella. A dicembre riparte la versione in prosa de I soliti ignoti. Ha da poco firmato la regia d'un monologo di Milena Mancini. E lo vedremo in quattro film: Caravaggio di Michele Placido, Siccità di Paolo Virzì, Supereroi di Paolo Genovese e Ghiaccio di Fabrizio Moro e Alessio De Leonardis.
In questa sua Olimpiade tra scena e schermo c'è la responsabilità condivisa d'un festival. Come nasce?
"Il legame con San Ginesio origina dalle radici familiari di mia moglie. Alcuni cittadini di lì erano nel nostro documentario Il terremoto di Vanja, per dare visibilità al dopo-sisma della zona. La nostra nomina decisa dal sindaco Giuliano Ciabocco ci induce a fare ogni cosa per questo borgo medievale".
"Dopo la pandemia sono importanti dialogo e ascolto, incontri tra addetti ai lavori e pubblico. Per creare un borgo degli attori".
Possibili anticipazioni?
"Programma trasversale e inclusivo. Andiamo da Roberto Latini a Sonia Bergamasco, a Carrozzeria Orfeo. Parliamo di drammaturgia con Fausto Malcovati, Linda Dalisi, Letizia Russo e Gabriele Di Luca. Contatti con maestranze, scenografia, danza. Gino Castaldo tratterà Lucio Dalla. Appuntamenti con l'editoria, e con Unita. E con scuole di recitazione: Oltrarno, la Stap del Brancaccio, la Gian Maria Volontè. Nell'anno svilupperemo laboratori. E c'è il Premio per migliore attrice e attore, giuria presieduta da Remo Girone".
Lei è un artista per tutte le stagioni del teatro. In che ordine darebbe appuntamento?
"Inizierei da Chi ha paura di Virginia Woolf?. Debutto all'inizio del 2022, e la macchina della regia di Latella mi porterà nei panni di George con la drammatizzazione di Linda Dalisi, a tu per tu col pubblico. Il mio secondo allestimento, I soliti ignoti, da Monicelli, è la commedia all'italiana. Ho firmato al Campania Teatro Festival la regia di un monologo contro la violenza sulle donne, Sposerò Biagio Antonacci, scritto e interpretato da Milena, mia moglie: un mito per evadere da una realtà schiacciante, parlandone sotto accusa".
Lei lavora indifferentemente in cinema e in teatro.
"Forse per vent'anni di scelte, senza definirmi troppo. Mastroianni diceva 'l'attore deve essere una lavagna sempre pulita'".
Quanti Marchioni incontreremo al cinema?
"Nel Caravaggio sono Giovanni Baglione, prima avversario di Caravaggio poi suo biografo. Nella Roma anni 90 di Ghiaccio faccio un ex pugile che non ce l'ha fatta, e che insegna boxe. In Supereroi impersono la spalla d'una parabola d'amore di vent'anni. In Siccità Virzì m'ha chiesto mistero, senza corde emotive mie".