Spettacoli

L'Orchestra giovanile italiana 

Festival di Portogruaro, giovani musicisti alla ribalta

Il nuovo direttore artistico Alessandro Taverna ha costruito il cartellone che partirà il 26 agosto con una folta presenza di under 40: "Hanno pagato un prezzo altissimo durante il lockdown, perciò questa 39esima edizione si poggia soprattutto di su di loro"

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Nuovo inizio al festival di musica di Portogruaro che sta prendendo la rincorsa per celebrare, l'anno prossimo, i quattro decenni di attività. In vista del bel traguardo, la rassegna scalda i muscoli con un nuovo direttore artistico, il pianista Alessandro Taverna: uno che questo festival lo conosce come le sue tasche, perché, da studente prima, da insegnante e concertista poi, vi bazzica da quando era ragazzino. Per giunta ne ha quasi la stessa età (38 anni) ed è pure del posto, dato che a Portogruaro ci è nato, anche se adesso abita a qualche chilometro di distanza, a Caorle. La sua idea, per l'edizione che comincerà il 26 agosto (e fino al 9 settembre toccherà anche tanti territori della Venezia Orientale), è di portare alla ribalta i musicisti giovani, coloro che più hanno sofferto per il silenzio dei teatri durante la pandemia. Folta presenza di under 40, dunque, e con una significativa rappresentanza femminile.

AlessandroTaverna 
"Per architettare il cartellone ho giocato la carta dell'amicizia, chiamando a raccolta tutti i colleghi e gli amici con cui ho collaborato nel tempo", racconta Taverna, carriera internazionale avviata dal 2009 grazie all'affermazione nel prestigioso concorso di Leeds. "Quelli dalla mia generazione in giù hanno pagato un prezzo altissimo durante il lockdown: hanno perso concerti, opportunità di lavoro in orchestra, borse di studio per la loro crescita artistica, concorsi con cui avrebbero potuto conquistarsi ulteriori possibilità per farsi conoscere. Perciò soprattutto di su di loro poggia stavolta il festival. Tant'è che riconosco un valore altamente simbolico alla serata con l'Orchestra giovanile italiana (il 2 settembre), palestra per musicisti in formazione che dagli anni Ottanta contribuisce in maniera determinante alla vita musicale del Paese e ha permesso di trovare un'occupazione stabile a tanti che ne hanno fatto parte. L'Ogi, che ha base alla Scuola di musica di Fiesole, incarna un messaggio di cui l'Italia non dovrebbe mai scordarsi: l'eccellenza è nei giovani". Linea programmatica che da sempre appartiene a Portogruaro, visto che di pari passo ai concerti estivi si tengono anche corsi di perfezionamento per strumentisti. "Dalle nostre classi sono passati tanti talenti italiani. Specie tra gli archi", prosegue Taverna, lieto che, pur in un periodo così difficile, le iscrizioni siano aumentate del 40 per cento, e che fra i circa 170 studenti ve ne siano pure dalla Germania, dalla Slovenia, dai Balcani. "Ogni docente è chiamato a suonare al festival, cosicché si garantisce un rapporto di felice contiguità tra didattica e pratica concertistica. Anch'io sono cresciuto in queste aule, dove oggi insegno".

Questa edizione del festival si chiama Ouverture. Titolo programmatico, evidentemente. "È un termine mutuato dal melodramma. L''ouverturè è la composizione che dà inizio allo spettacolo: lo spartiacque tra un prima e un dopo, tra la vita e il teatro. Lo intendo, come suggerisce la lirica Eingang di Rainer Maria Rilke, come soglia che evoca il coraggio di uscire dalla stanza 'ove si sa ogni cosa', la novità della pagina musicale non ancora letta o da riascoltare, un largo abbraccio per una fruizione corale e condivisa, di cui per troppo tempo il pubblico e gli artisti sono rimasti privi. Insomma, un sipario che si apre sul post-pandemia", spiega Taverna. "Il binario su cui corre la mia programmazione è principalmente quello degli anniversari, abbondanti in questo 2021. Quindi ricorderemo i 1600 anni dalla fondazione di Venezia, il mezzo secolo dalla morte di Stravinskij, i cento anni dalla nascita di Astor Piazzolla e dalla scomparsa di Camille Saint-Saëns, i quarant'anni dalla creazione della ditta di pianoforte Fazioli".

Appuntamenti da segnarsi, l'inaugurazione del 26 con Taverna e Mariangela Vacatello ai pianoforti per il Carnevale degli animali di Saint-Saëns, il Trio di Parma (27/8), l'Orchestra della Toscana diretta da Daniele Rustioni, solista al violino Francesca Dego (il 29), la première dell'opera multimediale Galileo's journey commissionata dal Conservatorio di Trieste a Ivan Fedele (il 31), il Quartetto Prometeo, voce potente per il repertorio d'oggi (1/9), l'Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Marco Angius con la violinista Anna Tifu (il 9). Inoltre conferenze al Collegio Marconi, dove ancora aleggia la memoria di Lorenzo Da Ponte, scapestrato abate sciupafemmine che lì studiò e insegnò prima di diventare librettista per Mozart.