'Corcovado', personaggi e storie di viaggi sul tapis roulant tra bagagli e sogni
di Anna Bandettini , di Anna BandettiniCredevamo che ci sarebbe stata un'invasione di prosa dopo i mesi di lockdown e invece, da Santarcangelo a Dro e ai festival di Venezia, il "genere" dominante dell'estate teatrale è stata la "performance" (un "corpo in azione" se prendiamo alla larga la definizione del maggiore teorico, Richard Schechner). Se n'è viste di diversi tipi e stili, tra attivismo, arte astratta, danza, tra provocazioni e sperimentazioni, molte deludenti, approssimative, da sembrare delle macchiette (chi si ricorda la stupenda Virginia Raffaele nella parodia di Marina Abramovic, che ossessivamente a ogni gesto ripeteva 'peffomans').
Ma le eccezioni ci sono e tra queste c'è Corcovado che, dopo l'anteprima alla Triennale di Milano, si vedrà il 27 a Bassano del Grappa, nella Chiesa di San Giovanni, per il festival Opera Estate-B/Motion. Si tratta di una installazione-performance, interessante anche perché nasce dal lavo…
Credevamo che ci sarebbe stata un'invasione di prosa dopo i mesi di lockdown e invece, da Santarcangelo a Dro e ai festival di Venezia, il "genere" dominante dell'estate teatrale è stata la "performance" (un "corpo in azione" se prendiamo alla larga la definizione del maggiore teorico, Richard Schechner). Se n'è viste di diversi tipi e stili, tra attivismo, arte astratta, danza, tra provocazioni e sperimentazioni, molte deludenti, approssimative, da sembrare delle macchiette (chi si ricorda la stupenda Virginia Raffaele nella parodia di Marina Abramovic, che ossessivamente a ogni gesto ripeteva 'peffomans').
Ma le eccezioni ci sono e tra queste c'è Corcovado che, dopo l'anteprima alla Triennale di Milano, si vedrà il 27 a Bassano del Grappa, nella Chiesa di San Giovanni, per il festival Opera Estate-B/Motion. Si tratta di una installazione-performance, interessante anche perché nasce dal lavoro condiviso di tre artisti che hanno ognuno un proprio pedigree ma qui hanno voluto sperimentare un progetto comune mettendo in gioco ciascuno la propria "specialità": Michele Di Stefano, il fondatore della compagnia Mk, come coreografo, Luigi De Angelis di Fanny e Alexander come regista e l'attore Lorenzo Gleijeses in qualità di performer, e il quale, sempre a Bassano ma il 25, presenta anche l'altro suo lavoro, Una giornata qualunque del danzatore Gregorio Samsa, con la firma di un "maestro" come Eugenio Barba e altra tappa del progetto 58° Parallelo Nord.
Colpisce, oltre l'impianto scenico d'effetto, e un notevole sound design, che Di Stefano-De Angelis-Gleijeses non si sono limitati all'idea, come succede nella maggior parte delle performance, ma l'hanno sviluppata e in modo anche imprevedibile, divertente, ironico, non banale. In quegli oggetti che, sotto l'occhio vigile del guardiano (Manolo Muoio), scorrono sul tapis roulant, spesso ammucchiandosi disordinatamente, e in quegli strani personaggi che appaiono in posizioni e azioni un po' assurde, c'è l'idea del viaggio come ricordo, consumo, spaesamento, nostalgia, come luogo in cui le tracce e le memorie conservino un loro vissuto e realizzare sogni.