C’è un festival, in Italia, che propone drammaturgie di oggetti e di fili, scenografie di pane, storie di strumenti armeni e medievali, amanti shakespeariani di età inossidabile, e rapporti ravvicinati con film muti di sesso esplicito, e sculture colossali: è il XXV Festival Internazionale di Andria ‘Castel dei Mondi’ diretto da Riccardo Carbutti, manifestazione già in corso, con calendario in programma fino al 5 settembre. Andria è sprovvista di un teatro comunale, e gli spettacoli e le installazioni abitano la città, una mappa formata da Castel del Monte, la Corte di Palazzo Ducale, Piazza Catuma, il Chiostro di san Francesco, l’Officina san Domenico, il Quartiere san Valentino, l’Oratorio salesiano, il Parco Ursi nel quartiere 167, fino al palazzo Beltrani a Trani.
Erano annunciati ben tre interventi contemporanei sul repertorio di Shakespeare, ma difficoltà dovute alla pandemia hanno impedito di ospitare dall’estero Ophélie di e con Yoann Bourgeois, con sospensione della performer francese all’interno d’un acquario, e Othello: the remix degli statunitensi Q Brothers operanti sul Bardo con un frenetico hip hop, consentendo però repliche generazionalmente fuori dai canoni di Romeo e Giulietta a Paola Gassman e Ugo Pagliai nella versione d’un rapporto a due d’una coppia di lungo corso che l’1-2 settembre viene loro suggerita da Babilonia Teatri, con lo Stabile di Bolzano.
In sintonia con Tam Teatro Musica, Antonio Panzuto ha in serbo il 2-3 Omero Odissea. Canto per oggetti e voce mettendo a punto il linguaggio di macchine sceniche, figure azionate a vista, grovigli di cavi, legni, metalli e tessuti, prospettive pittoriche e immagini narrative.
I Cantieri Teatrali Koreja hanno concepito per il 4 uno spettacolo sensoriale che definisce una filosofia di vita utilizzando prodotti tipici pugliesi, commestibili e non, a partire dal pane, personaggio centrale. Una celebrante specializzata in alimenti salentini e un pedagogo fornaio in pensione coinvolgeranno gli spettatori con storie della terra, e con un videomapping che crea più ambienti della tradizione.
A un pubblico adulto il festival riserva, il 31 e l’1, un appuntamento con cortometraggi erotici degli anni Venti, Silent Porn del gruppo rock torinese Supershock (che suona dal vivo) fondato da Paolo Cipriano. Un viaggio nel ruolo del sesso nella cultura, nei costumi, nelle espressioni, tra fantasie e tabù. Immagini commentate da una colonna sonora lisergica composta per il film, a sottolineare delicatezze e senso di libertà.
Massimiliano Civica ha intanto appena evocato Eduardo in Parole imbrogliate. E un teatro di contenuti musicali s’annuncia il 4-5 con Songs of Exile del Naghash Ensemble, tra spiritualità armena e post-minimalismo.