Spettacoli

'Oriente Occidente', a Rovereto la danza senza confini

Peeping Tom 
Il festival in programma fino al 12 settembre riunisce artisti provenienti da tutto il mondo
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Il sogno è quello di allargare, attraverso la danza, i confini culturali e far parlare e dialogare anche paesi geograficamente e politicamente distanti. Oriente Occidente, che si svolge a Rovereto, è da 40 anni uno dei più importanti festival nati intorno all'idea di scambi, incroci, scoperte di incontro tra culture lontane e grandi maestri: qui sono passati il leggendario danzatore giapponese Kazuo Ohno e l'Odin Teatret di Eugenio Barba, Merce Cunningham e Jerzy Grotowski e molti altri.

L'edizione 2021, in corso fino al 12, con 51 appuntamenti, 37 spettacoli, nonostante le restrizioni imposte dal Covid che hanno costretto il festival ad alcune importanti rinunce (le compagnie coreane, cinesi, nord africane ...) non tradisce il senso della scoperta che è una delle sue anime principali e, come spiega il direttore artistico Lanfranco Cis che è stato anche tra i fondatori,  "ci siamo orientati verso artisti che amano esplorare, trasmettere, che non si fermano a una propria identità fissa; artisti con cui proseguiamo un rapporto che ha radici lontane come Maguy Marin che l'11, in chiusura, torna con il suo Umwelt, un lavoro germinale del suo percorso artistico, e artisti che vengono da noi per la prima volta".

Choros  

Tra questi l'israeliano Hofesh Shechter che per l'inaugurazione del festival, il 3, ha portato Political Mother Unplagged, un potente lavoro contro i populismi, le dittature, la forza della ribellione con la sua Shechter 2, la compagnia di straordinari giovanissimi interpreti che hanno avuto una autentica ovazione e che poi girerà per altri festival in Italia. A Rovereto arriva anche  il mondo surreale e grottesco dei Peeping Tom col dittico The missing door e The lost room, in prima nazionale, oggi e domani al Teatro Zandonai che poi andranno a TorinoDanza e al FestivalAperto di Reggio Emilia; e ancora, la coppia d'arte e vita Wang-Ramirez con il nuovissimo YouMe. You are you and me I'm me con una danzatrice greca di hip hop e una "bailaora" di flamenco che dialogano accompagnate da una violoncellista francese (l'8), o Mal Pelo cioè  il duo Pep Ramis e Maria Muñoz con The Fifth Winter che dalla musica di Bach ruota attorno ai temi di speranza e perdita, sulle parole di Erri de Luca. Per il progetto europeo Europe Beyond Access, di cui Oriente Occidente è partner e promotore, inoltre il 12 si vedranno quattro duetti, Feeling Good di Diego Tortelli, Cornered della giovane coreografa Faizah Grootens, Re-call di Venetsiana Kalampaliki e Fine lines di Roser López Espinosa.

 HofeshShechter - PoliticalMotherUnplugged 

Importante, nel festival, il rapporto con le compagnie italiane. Due gli artisti associati: Daniele Ninnarello, tra le figure più interessanti della coreografia italiana, che ha presentato Nobody nobody nobody. It's ok not to be ok, e Carlo Massari che debutta con Right, rielaborazione tutta al femminile de Le sacre du printemps di Stravinskij con la Compagnia Opus Ballet (l'8). La coreografa Michela Lucenti è qui con un progetto sul barocco e i madrigali: il 10 presenterà lo spettacolo, Figli di un Dio ubriaco. Incursioni fisiche sui madrigali di Claudio Monteverdi con la sua compagnia, il Balletto Civile, una bambina e suo padre settantaseienne; tutti i giorni fino alla conclusione del festival, seguirà poi 20 DI/VERSI. Madrigali contemporanei, un lavoro che Lucenti ha condotto con venti cittadini di Rovereto chiamati a considerare momenti della propria vita, tradotti in azioni fisiche e madrigali originali composti proprio a partire dai loro racconti. Queste azioni nel 22 diventeranno un film di Katia Bernardi. E a proposito del prossimo anno, "il festival si concentrerà  sul Mediterraneo - anticipa il direttore Cis- ma in senso ampio, allargando i suoi confini per cerchi concentrici anche ai paesi che lo hanno attraversato o agognato,  dall'Inghilterra alla Russia, alla Cina".